Grottaminarda – Rabbia, delusione, ma anche speranza e un poco di ottimismo. Questi sono gli stati d’animo di chi ha partecipato alla riunione allargata di questa mattina, convocata dal sindaco della cittadina ufitana, Marcantonio Spera, sulla Lioni-Contursi-Grottaminarda.
E i ritardi di una arteria stradale, importante e necessaria allo sviluppo della valle dell’Ufita. Per uno sviluppo che i cittadini attendono e che sembra sul punto di arrivare. Per terminare la cosiddetta “strada dei due mari” mancano gli ultimi venti chilometri.
Il tratto tra S.Angelo dei Lombardi e Grottaminarda. Nella sala”Sandro Pertini” di palazzo Portoghesi, tutti insieme: primi cittadini, sindacati ed operai per discutere e per cercare soluzioni, finalmente, per finire questo collegamento veloce divenuto “il parente povero” rispetto all’alta capacità Napoli-Bari e alla Piattaforma Logistica.
Intanto è tutto fermo. Il cantiere della galleria “S.Filippo”, sul territorio di Gesualdo, con i suoi tredici lavoratori, tra amministrativi ed operai, messi in cassa integrazione. Che sarebbe dovuta partire ieri. Ma che l’intervento dei sindacati ha scongiurato.
Prima di entrare in aula, gli operai srotolano uno striscione già usato nella loro prima manifestazione di sei anni fa. Ancora buono. E uno di loro, Giovanni, che da tre anni lavora in cantiere è dispiaciuto di quanto sta accadendo: “Non sappiamo che fine ci attende – infatti, dice -.
Cerchiamo, e vogliamo, risposte più precise. Non vogliamo arrivare agli ammortizzatori sociali e vogliamo continuità di lavoro. Ma, al momento, non abbiamo ricevuto nessuna risposta e attendiamo come procedere. Spero che questa situazione si sblocchi per ridare lavoro alle tante persone impegnate sui cantieri. Bisogna concludere”.
Fermi da più di un anno, adesso cercano stabilità. Un altro aggiunge: “Stiamo male e ci sentiamo sfiduciati. Non vogliamo andare sui cantieri e non fare niente”. Infatti svolgono soltanto la manutenzione ordinaria.
“E siamo senza corrente elettrica – sottolinea un operaio -. Ma comunque mettiamo a posto dove c’è qualche pericolo, niente produzione. Un cantiere che non può andare avanti senza le perizie di varianti”. Lo dovrebbe fare la Regione Campania e, continua Giovanni Lo Russo, della Filca Cisl, ” non si rende conto che deve approvare per riavviare i cantieri. Le imprese sono in fase di stallo. Questa situazione sta andando avanti da più di un anno. Bisogna che palazzo Santa Lucia prenda provvedimenti.
Ma è uno scandalo, una vergogna. Ci siamo battuti per l’Alta Velocità, la piattaforma logistica, e non riusciamo a metterle in collegamento con altre strade. Per non parlare della questione dello spopolamento, poi. Se non diventiamo attrattivi, come le persone possono arrivare fin qui”? Per Carmine Piemonte, Feneal Uil, sono “scelte politiche sbagliate in passato sulla Lioni-Grotta. C’era un commissario ad acta che poteva continuare, e completare, l’opera ma si è voluto cambiare per consegnarla alla Regione. Se non si sbloccano quelle perizie di varianti, non si riesce ad andare avanti.
Noi, intanto, insieme ai lavoratori non ci fermeremo sicuramente qui. La verità è che ci troviamo nelle aree interne – conclude amareggiato il sindacalista – ma se ci fossimo trovati in qualche altra provincia l’opera sarebbe già sbloccata. Oggi, tutti insieme, stileremo un documento. Un passo importante e necessario”. Il segretario provinciale Fillea Cgil, Graziano, sottile che “adesso non ci possiamo fermare. Questa strada è di vitale importanza per il lavoro, per lo sviluppo.
Se migliaia di persone lasciano la nostra provincia, se non si creano le condizioni, perché i giovani dovrebbero restare? Sui cantieri ci sono qualche centinaio di operai. Prendiamo di buono quel poco che abbiamo e continuiamo. Facciamo fronte comune, tutti, cerchiamo di risolvere questa scabrosa situazione, altrimenti non ne verremo fuori. Noi non ci fermeremo, fino alla fine. Il presidente della Regione, Roberto Fico, ha preso un impegno per, e con, le zone interne. Adesso deve farlo sul serio, non a chiacchiere. Intanto aspettiamo, siamo fiduciosi”.



