Enzo De Luca, senatore del Pd, nel centrosinistra cittadino e nel partito c’è tensione perché non si riesce a convergere in un’unica coalizione di campo largo. Il tempo stringe: è ancora possibile l’intesa?
Dobbiamo provarci. La Pasqua può rappresentare un momento utile per ritrovare uno scatto di responsabilità da parte di tutti. Anche perché il contesto che si è trascinato fino ad oggi, a circa venti giorni dalla presentazione delle liste, è delicato per varie ragioni, in primis per la questione morale, che è poi una questione di legalità in città. Parliamo di una fase che Avellino vive ormai da anni.
Da dove si riparte?
Dopo le contrapposizioni che ci sono state, è necessario ricostruire un tavolo di centrosinistra unitario, coinvolgendo anche le associazioni. È chiaro che ci sono state incomprensioni, ma serve uno sforzo comune, anche da parte dei partiti regionali. Avellino è un capoluogo e c’è bisogno di senso di responsabilità.
Per quanto riguarda il Pd, bisogna discutere la proposta politica e il progetto per la città in direzione, per poi confrontarsi con la coalizione, allargata anche alle associazioni. Al Pd spetta avanzare una proposta, ma sempre in connessione con il resto degli alleati, con le associazioni – anche culturali oltre che sociali – e con le parti sociali. Ognuno deve dare il proprio contributo.
Dobbiamo alzare il livello della discussione. Il confronto deve essere aperto e costante, anche con il governo regionale, che sta dimostrando grande capacità di ascolto.
Cosa manca oggi per ripartire concretamente?
Manca una proposta chiara e condivisa. Nel giro di una settimana bisogna arrivare a una sintesi: una proposta programmatica concreta, con la disponibilità di tutti a convergere su un percorso comune. Serve un’iniziativa unitaria, nello spazio di pochi giorni, per recuperare il dialogo e superare le tensioni emerse. Non vale solo per Avellino ma pure per gli altri grandi comuni al voto, da Cervinara ad Ariano.
Siamo in una fase di emergenza e c’è bisogno di solidarietà: viviamo una crisi economica, sociale e anche democratica. Seguiamo il consiglio espresso dal filosofo Mauro Ceruti nel suo ultimo saggio, in cui lancia un appello a “umanizzare” la civiltà della Terra, affinché possa esserci una sincera connessione tra le persone e il rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità.
Quali dovrebbero essere le priorità per la città?
Dobbiamo cogliere le opportunità offerte dall’azione del governo regionale, a partire dai servizi pubblici, fondamentali per favorire lo sviluppo. Avellino ha una prospettiva che va oltre i confini comunali: è una città capoluogo.
Bisogna collaborare con il territorio anche attraverso l’azione di raccordo dell’ente Provincia. Al centro devono esserci contenuti chiari: legalità, rispetto delle regole, qualità dei servizi pubblici e funzionalità della città, soprattutto per i giovani.
Proprio i giovani hanno lanciato un messaggio importante ai partiti e alla politica partecipando in massa al referendum sulla giustizia. Dobbiamo saper parlare alle nuove generazioni. Vorrei concludere con una riflessione di Aldo Moro che mi sembra attualissima: “Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà“.


