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Emergenza ambientale tra Solofra e Montoro, i sindacati chiedono incontro alla Prefettura di Avellino

L’obiettivo a cui bisogna arrivare, continuano i sindacalisti, è la “stipula di un Protocollo per la legalità, controlli sull’intera filiera che impegni istituzioni, enti di vigilanza, parti sociali e datoriali, associazioni ambientaliste e gli attori dello sviluppo locale, ad una collaborazione stabile e verificabile orientata alla tutela del lavoro regolare, alla salvaguardia dell’ambiente, alla sicurezza dei lavoratori e alla trasparenza delle attività produttive” attraverso il censimento del distretto conciario

Da sette anni il distretto conciario del Solofrano è sotto osservazione. Le criticità sono sempre le stesse, nonostante gli interventi da parte delle autorità competenti. A questo punto si rende necessario “aprire un confronto istituzionale” sulla situazione in cui si trova quel territorio. Lo scrivono Carmine De Maio e Giovanni Esposito, segretari generali di Filctem Cgil e Femca Cisl, che chiedono appunto, la convocazione in Prefettura per quella che è l’emergenza ambientale a Solofra e Montoro.

E la sottopongono all’attenzione del Prefetto, del sindaco di Solofra, e della Confindustria di Avellino. I due sindacalisti ricordano come, già nel gennaio scorso, c’è già stato un incontro tra “enti preposti al controllo di lavoro, sicurezza e ambiente”. In quella data sono stati “evidenziati elementi rilevanti”. Quali “lavoro irregolare, presenza di attività non censite, difficoltà di tracciamento dei reflui industriali, violazioni in materia di sicurezza”. Quindi, come allora, si rende necessario un “coordinamento stabile tra istituzioni, enti ispettivi e amministrazioni comunali”. Perché sono le stesse difficoltà che, da anni, non sono superate.

Mentre le indagini delle forze dell’ordine, Carabinieri e Guardia di finanza, “hanno confermato-scrivono De Maio ed Esposito – la persistenza di quei fenomeni già dal 2019”. Individuati, in più occasioni, lavoro irregolare, violazioni in materia di sicurezza, irregolarità fiscali e contributive: cose che hanno portato a sequestri anche per la gestione non conforme di rifiuti reflui industriali. Gli scarichi delle aziende della concia dove vanno a finire? Un lavoro di indagine che, quindi, che segna “la necessità di una azione coordinata e continuativa”. In questo modo, spiegano nella richiesta Cgil e Cisl, si affronterà “in modo organico la complessità”.

Il tavolo da organizzare in Prefettura, con gli enti già presenti sette anni fa, servirà anche “ad aggiornare il quadro delle criticità valutare le attività svolte e definire un percorso condiviso per il rafforzamento di azioni di prevenzione e controllo”. L’obiettivo a cui bisogna arrivare, continuano i sindacalisti, è la “stipula di un Protocollo per la legalità, controlli sull’intera filiera che impegni istituzioni, enti di vigilanza, parti sociali e datoriali, associazioni ambientaliste e gli attori dello sviluppo locale, ad una collaborazione stabile e verificabile orientata alla tutela del lavoro regolare, alla salvaguardia dell’ambiente, alla sicurezza dei lavoratori e alla trasparenza delle attività produttive” attraverso il censimento del distretto conciario.

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