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Portfolio-Fotografia d’autore, la Salerno di inizio Novecento in mostra al Museo Irpino

Uno sguardo su un recente passato per comprendere le trasformazioni urbanistiche di una città, di un territorio, ma anche per recuperare e condividere una memoria storica che altrimenti andrebbe perduta.
Venerdì 17 aprile ore 17.30, nell’ambito della rassegna “Portfolio-Fotografia d’autore”, sarà inaugurata nelle sale espositive del Museo Irpino, Complesso Monumentale Carcere Borbonico, la mostra fotografica intitolata “L’archivio fotografico di Michele De Angelis, Salerno 1900-1939. Immagini di una trasformazione urbana”, incentrata sul recupero dell’archivio fotografico di Michele De Angelis e visitabile fino al 16 maggio (tutti i giorni dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19). L’iniziativa – organizzata e promossa dalla Provincia di Avellino, dal Museo Irpino, dal MuDiF Museo Didattico della Fotografia, in collaborazione con la Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania – presenta un percorso espositivo diviso in tre sezioni:

Le radici della città, Il mare e la città, La città si trasforma. In mostra 60 fotografie: solo una parte del ricco fondo
fotografico recuperato e composto da 2.047 fototipi che costituiscono una preziosa testimonianza storica in quanto documentano, in maniera tangibile, gli articolati ed eterogenei interventi (a committenza sia pubblica, sia privata) che Michele De Angelis, ingegnere di professione e fotografo per passione, progetta e realizza, anche in collaborazione con altri tecnici, in un periodo compreso tra gli ultimi anni dell’Ottocento e il 1939. De Angelis partecipa fattivamente alla trasformazione della Salerno moderna, progettando, tra gli altri, il lungomare, gli edifici scolastici Tasso e Barra, i Magazzini Generali al Molo Manfredi e il Teatro Luciani e documentando, con le sue foto, non solo la graduale trasformazione del volto di Salerno, ma anche momenti di quotidianità della vita
della città come l’attività dei lustrascarpe, i bambini che giocano, i bagnanti.

Personaggio singolare e poliedrico, Michele De Angelis usa la fotografia come strumento di diletto e testimonianza storica. Mette in luce la sua città e la sua storia, il rinnovamento urbanistico e architettonico. Un uomo attento alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche, fiducioso nella loro capacità di sviluppare strategie e strumenti per migliorare la quotidianità dell’uomo e lo sviluppo sociale. Un’accorta documentazione fotografica di contestualizzazione e sviluppo del territorio/paesaggio, e dei relativi interventi progettuali e tecnici. Il fondo – generosamente donato al MuDiF dagli eredi dell’ingegnere De Angelis, in particolare Lucia ed Emilia De Angelis e Emilia Alfinito – è stato restaurato e catalogato grazie a due distinti progetti della Regione Campania e della Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania.
Michele De Angelis, ingegnere e fotografo, è nato a Salerno nel 1875 ed è morto nel 1939. Dopo gli studi universitari a Napoli, De Angelis iniziò la sua carriera insieme allo zio, l’ingegner Filippo Giordano, nella costruzione del Convento dei Cappuccini, a Salerno. Ben presto passione e competenza alimentano un meritato
prestigio tecnico e professionale con impegni sempre più incalzanti e importanti. Tra i principali lavori architettonici eseguiti da De Angelis si annoverano la costruzione del Liceo “Torquato Tasso” (1929) di Salerno; l’edificio scolastico orientale; i magazzini generali; l’acquedotto detto delle Mammarelle; l’Edificio Scolastico Occidentale; l’Edificio scolastico di Maiori; la sistemazione del lungomare; lavori di rinforzo delle fondamenta del Duomo e restauri provvisori del tetto (1927); lavori di restauro del tetto sul transetto e sistemazione dei monumenti presenti nel duomo (1930/34). Testimone attento del suo tempo, per ogni lavoro eseguito Michele De Angelis provvedeva a realizzare una documentazione fotografica prima e dopo l’intervento architettonico. Le sue foto documentano puntualmente progettazioni ed interventi architettonici ex novo; interventi di restauro architettonico; trasformazioni del paesaggio urbano, nonché eventi con fatti e persone riguardanti la vita sociale e politica di Salerno in un periodo particolarmente denso di eventi a cavallo dei due secoli e sino alla fine
degli anni ‘30 del Novecento. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal martedì al sabato dalle 09.00 alle
13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 fino a sabato 16 maggio.

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