Sono stati in tanti a lanciare l’allarme nelle scorse settimane, denunciando le condizioni inaccettabili in cui si svolgono gli esami di terza media e maturità. Un allarme ripreso dal CNDDU – Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani, che sottolinea come il calendario scolastico sia incompatibile con le ondate di calore strutturali: “La pianificazione del calendario scolastico richiede una più efficace leale collaborazione tra Ministero e Regioni. Così si rischia di comprimere la qualità del servizio e i diritti degli studenti”.
Di qui la necessità di aprire un tavolo tecnico con Regioni, Anci, esperti di edilizia e comunità scientifica e prevedere la possibilità di posticipare l’inizio delle lezioni ai primi giorni di ottobre. Non per ridurre il monte ore, ma per garantire che quelle ore vengano vissute in condizioni dignitose.
Del resto, i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, aggiornati dal ministero dell’Istruzione agli anni 2024-2025, riportati da ilpost.it, confermano che su poco più di 60mila scuole censite solo 4.457 hanno un condizionatore, cioè il 7,42 per cento. Sono 490 in più rispetto alla rilevazione precedente. Le scuole censite sono statali e vanno dagli asili alle scuole superiori.
Nei giorni scorsi, intanto, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha assicurato che il governo sta lavorando a una soluzione strutturale per la climatizzazione degli edifici scolastici, ma ancora non si sa quale sia.
Nel frattempo il presidente nazionale dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli, ha proposto misure immediate, dalla scelta di anticipare gli orali alle prime ore del mattino all’utilizzazione se possibile e dove possibile, locali climatizzati diversi dalle aule, garantendo acqua a tutte le persone che in questi giorni si trovano dentro una scuola.
Tra le proposte anche quelle di introdurre sistemi per schermare il sole: vele ombreggianti, pergolati, piante, tende e protezioni solari per le finestre. Si potrebbero isolare termicamente pareti, coperture, porte e finestre.



