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Esami di maturità, aule inadeguate a fronteggiare la calura. Docenti e dirigenti: necessario garantire salute e sicurezza di studenti e docenti

Solo il 4,40 delle scuole in Campania hanno un climatizzatore. Iandolo: così non si tutela il diritto allo studio

Sono stati in tanti a lanciare l’allarme nelle scorse settimane, denunciando le condizioni inaccettabili in cui si svolgono gli esami di terza media e maturità. Un allarme ripreso dal CNDDU – Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani,  che sottolinea come il calendario scolastico sia incompatibile con le ondate di calore strutturali: “La pianificazione del calendario scolastico richiede una più efficace leale collaborazione tra Ministero e Regioni. Così si rischia di comprimere la qualità del servizio e i diritti degli studenti”.

Di qui la necessità di  aprire un tavolo tecnico con Regioni, Anci, esperti di edilizia e comunità scientifica e prevedere la possibilità di posticipare l’inizio delle lezioni ai primi giorni di ottobre. Non per ridurre il monte ore, ma per garantire che quelle ore vengano vissute in condizioni dignitose.

Un allarme rilanciato dalla professoressa Claudia Iandolo, impegnata come commissario al liceo Virgilio Marone di Avellino che ribadisce la necessità di interventi da parte del governo che consentano lo svolgimento di esami e lezioni nel rispetto di salute e sicurezza: “Un’amica ucraina mi ha raccontato più volte lo sgomento provato il primo giorno d’asilo di suo figlio. Non riusciva a credere che l’Italia, Paese ricco a suo dire, avesse delle scuole così brutte.
Il fatto è che alla bruttezza ci si abitua tanto quanto alla bellezza. Non si fa caso al fatto che spesso i nostri ragazzi non abbiano diritto neppure alle tende (avete capito bene: né tende né tapparelle), figuriamoci al resto. E così durante gli esami di maturità ti può capitare di avere il sole direttamente in faccia e di rischiare di svenire. Poi però ti chiedono di commentare un articolo della Costituzione. I genitori si commuovono, la commissione annuisce, gli amici applaudono. A nessuno viene in mente di scendere in piazza, di rivendicare con forza il diritto allo studio. Nessuno riflette sul fatto che edifici brutti e poco sicuri sono davvero lo specchio di un Paese che ha rinunciato ai propri giovani. Perché quando ci si abitua alla bruttezza è davvero finita”

Del resto, i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, aggiornati dal ministero dell’Istruzione agli anni 2024-2025, riportati da ilpost.it, confermano che su poco più di 60mila scuole censite solo 4.457 hanno un condizionatore, cioè il 7,42 per cento. Sono 490 in più rispetto alla rilevazione precedente. Le scuole censite sono statali e vanno dagli asili alle scuole superiori.

Nei giorni scorsi, intanto, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha assicurato che il governo sta lavorando a una soluzione strutturale per la climatizzazione degli edifici scolastici, ma ancora non si sa quale sia.

Nel frattempo il presidente nazionale dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli, ha proposto misure immediate, dalla scelta di anticipare gli orali alle prime ore del mattino all’utilizzazione se possibile e dove possibile, locali climatizzati diversi dalle aule, garantendo acqua a tutte le persone che in questi giorni si trovano dentro una scuola.

Tra le proposte anche quelle di introdurre sistemi per schermare il sole: vele ombreggianti, pergolati, piante, tende e protezioni solari per le finestre. Si potrebbero isolare termicamente pareti, coperture, porte e finestre.

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