“Bisogna mettere a conoscenza le persone delle cose che si fanno, aiutarle a capire e conoscere i progetti per il territorio”. Ha esordito così il vicepresidente della Regione Campania e assessore ai Trasporti, Mario Casillo, intervenendo all’incontro “Verso Itaca”, che si è tenuto domenica ad Aterrana, confronto dedicato al futuro sviluppo della Valle dell’Irno.
Casillo ha affrontato anzitutto la questione del risanamento del bacino del Sarno: “In nove anni abbiamo fatto tornare il mare di Castellammare balneabile. Non lo era da 51 anni”, ha ricordato. “Il risultato – ha sottolineato – è stato possibile grazie alla consapevolezza dell’importanza degli interventi sull’ambiente, che migliorano la qualità della vita e producono anche benefici economici per i cittadini”.
Il numero due della Regione ha parlato poi delle infrastrutture ferroviarie, considerate uno degli strumenti principali per lo sviluppo della Campania: “I trasporti stanno cambiando il nostro modo di vivere. Prima la tratta Napoli-Roma richiedeva quasi tre ore di viaggio. Oggi con l’alta velocità in un’ora e dieci si arriva a Roma. È diventata una metropolitana nazionale”.
Secondo Casillo la rivoluzione dell’alta velocità produrrà effetti analoghi a quelli ottenuti dalle autostrade negli anni Sessanta: “Quello che prima erano le autostrade, oggi lo sta diventando l’alta velocità. Cambierà sostanzialmente le nostre città, sposterà flussi di persone e flussi economici”.
Casillo ha poi parlato del ruolo della stazione di Afragola, ricordando le polemiche nate al momento della sua realizzazione: “Quando è nata c’erano molte critiche perché sembrava lontana dalla città. Poi basta guardare la storia: anche le stazioni di Napoli, Milano e Roma inizialmente non erano al centro della città. Con il tempo le città sono cresciute fino a inglobarle”.
L’attenzione si è poi spostata sui grandi cantieri ferroviari ancora in corso, dalla Napoli-Bari al completamento del collegamento verso Reggio Calabria: “C’è un lotto fondamentale, il cosiddetto Lotto Zero, che dovrà essere uno degli argomenti dei prossimi anni. Le risorse per gli altri lotti ci sono, ma dobbiamo capire come questo tratto si collegherà da Napoli fino a Reggio Calabria. Ci saranno discussioni, ma penso che, se si ragiona bene, una soluzione la troveremo, perché quello è il futuro”.
“La Regione – ha assicurato – è a disposizione. Il problema delle aree interne è capire qual è il loro modello di sviluppo. Insieme dobbiamo costruire una visione del territorio, la nostra mission. Poi i soldi e le risorse le troviamo”.
Casillo ha poi affrontato la questione dello sviluppo industriale di Solofra: “Questo territorio ha una doppia caratteristica: è un’area interna ma ha anche una zona industriale che oggi vive una grande crisi identitaria. Dobbiamo sederci insieme, capire quali sono i suoi punti di forza e quelli di debolezza e costruire una prospettiva di sviluppo con il presidente Fico e l’assessore Bonavitacola”.
Nella parte conclusiva del suo intervento Casillo ha parlato delle criticità del servizio idrico, soffermandosi sulle criticità registrate negli anni in Irpinia: “L’Avellinese fornisce acqua al Napoletano e alla Puglia, ma paradossalmente ha la percentuale di perdite idriche più alta della Campania”, ha dichiarato. “Non è un problema economico, è un problema di gestione”.
Casillo ha ricordato che molti finanziamenti destinati ai comuni non sono stati utilizzati: “Siamo stati costretti a definanziare interventi sul servizio idrico perché il 90% dei comuni ai quali avevamo assegnato le risorse non ha speso un euro”.
E sul modello di gestione dell’acqua: “Io sono per il pubblico, ma il pubblico deve funzionare ed essere efficiente. La Gori negli ultimi sette-otto anni ha ricevuto investimenti per circa 300 milioni di euro e li ha spesi fino all’ultimo centesimo. È un delitto vedere territori ricchi d’acqua costretti a razionarla durante l’estate”.
Per Casillo non ha affrontato direttamente l’hub della plastica di Solofra, nonostante le sollecitazioni di Nicola Moretti e Salvatore Carratù, sindaci rispettivamente di Solofra e di Montoro, che, introducendo il dibattito, avevano tirato in ballo la Regione. Per il vicepresidente bisogna invece più in generale ripensare il modello di sviluppo della Valle dell’Irno investendo sull’ambiente, a cominciare dall’acqua ma non solo, e soprattutto realizzare i progetti che sono esecutivi: “La Regione continuerà a essere al fianco dei territori, ascoltandone i bisogni e sostenendo con convinzione i progetti che guardano al futuro“.
Per Giovanni De Feo, docente dell’Università degli Studi di Salerno esperto in materia ambientale, si parte “dalla tutela dell’ambiente, dalla qualità delle infrastrutture, dalla gestione sostenibile delle risorse e dalla capacità di programmare interventi concreti, efficaci e realmente vicini alle esigenze dei cittadini. Ambiente e infrastrutture non devono essere considerati ambiti contrapposti“.



