E’ Italia D’Acierno, segretaria provinciale Cgil, a ricordare Giuseppe Di Vittorio “Oggi, 11 agosto 2026, nel giorno in cui ricorre il 134° anniversario della sua nascita avvenuta a Cerignola l’11 agosto 1892, sento ancora più forte il bisogno di ricordare la sua figura e ciò che ha rappresentato per il movimento dei lavoratori. Non è facile scrivere di Giuseppe Di Vittorio, ci sono uomini che appartengono alla storia, ma che, con il passare degli anni, continuano a parlare al cuore di chi vive e lotta nel mondo del lavoro. Giuseppe Di Vittorio è uno di questi.
Nato a Cerignola da una famiglia di braccianti, conobbe fin da bambino la fatica, la povertà e le ingiustizie del mondo del lavoro e proprio da quelle radici seppe diventare una delle figure più importanti della storia del sindacato italiano e internazionale. Egli aveva una straordinaria capacità: parlare alle persone con parole semplici, farsi comprendere, farsi ascoltare e, soprattutto, far sentire ogni lavoratore parte di una comunità e di una grande battaglia collettiva.
Oggi, come CGIL Avellino, vogliamo ricordare anche un momento della nostra storia che per troppo tempo è rimasto sconosciuto a molti: la venuta di Giuseppe Di Vittorio ad Avellino, il 1° ottobre 1950, una domenica d’autunno. Una domenica che, per tanti lavoratori e tante lavoratrici irpine, sarebbe diventata indimenticabile, a quel tempo la Camera del Lavoro territoriale di Avellino era guidata dal segretario generale Silvestro Amore, accolse Di Vittorio con una partecipazione straordinaria.
Tengo a ringraziare il compagno Giovanni Marino, che con il suo prezioso lavoro nell’Archivio storico della CGIL di Avellino ci ha permesso di recuperare questa importante pagina della nostra storia: la venuta del compagno segretario generale Giuseppe Di Vittorio ad Avellino, una vicenda per troppo tempo sconosciuta amolti; ed a chi, con passione e pazienza, ricerca, conserva e restituisce alla comunità la memoria del movimento dei lavoratori, se oggi possiamo riaprire quelle pagine e farle conoscere alle nuove generazioni”.
D’Acierno ricorda come “La memoria vive se viene custodita, condivisa e trasformata in impegno. A 134 anni dalla nascita di Giuseppe Di Vittorio, quella storia torna a parlarci in questi tempi dove tutto sembra una fotografia sfocata anche la memoria. Il primo ottobre fin dal mattino, nella Villa Comunale del capoluogo irpino, si ritrovarono delegati, iscritti, simpatizzanti e semplici cittadini, tutti in attesa di quell’uomo che aveva saputo dare voce e dignità al mondo del lavoro. Alle ore 10.00 arrivò Giuseppe Di Vittorio, insieme ai rappresentanti del PCI e del PSI. Ad aprire il corteo c’erano i bambini, le donne della provincia con i loro costumi tradizionali, i compagni e le compagne. Di Vittorio camminava in testa, circondato dalla folla che gremiva le strade e i marciapiedi, dietro di lui sfilavano operai, contadini, elettrici, netturbini, ferrovieri, edili, docenti, impiegati bancari, cittadini e cittadine. Uomini e donne che in quel corteo vedevano rappresentata la propria vita, le proprie fatiche, le proprie speranze. Il corteo arrivò in piazza Matteotti, dove Di Vittorio tenne il comizio conclusivo. Parlò con quella semplicità che lo rendeva così vicino alla gente. Parlò ai lavoratori, ma soprattutto con i lavoratori e forse è proprio questo che ancora oggi ci emoziona di lui.
Non solo per il ruolo che ricopro attualmente, innanzitutto come lavoratrice sento questa storia particolarmente mia ed ogni volta che incontro nella storia della CGIL figure come Giuseppe Di Vittorio, sento qualcosa che va oltre la memoria. Sento le mie radici, sento sul mio viso le mani di mia nonna bracciante agricola ,che esprimono il sacrificio di chi ha lavorato una vita, la dignità di uomini e donne che hanno conosciuto la fatica e che, nonostante tutto, non hanno mai smesso di credere che il lavoro potesse essere strumento di emancipazione e libertà.
Di Vittorio ,oltre ad essere un padre costituente e tra i fondatori del più grande sindacato italiano, è il simbolo della storia del movimento sindacale; una storia che parte da lontano, dalle lotte dei braccianti, degli operai, delle donne e degli uomini che hanno costruito il movimento sindacale e che hanno consegnato a noi una responsabilità enorme: difendere il lavoro, difendere la dignità delle persone, non lasciare indietro nessuno.
Per questo oggi, nel giorno del 134° anniversario della nascita di Di Vittorio, penso a quel corteo del 1950 e a quella piazza piena di lavoratori, di cittadini ,di uomini e donne. Penso a quanto cammino è stato fatto, penso a quante conquiste sono costate sacrificio, penso anche a quanto ancora dobbiamo fare.
La promessa di non dimenticare mai da dove veniamo e chi siamo per cosa continuiamo a lottare, Di Vittorio non è soltanto una pagina della nostra storia è una voce che continua a camminare con noi e finché ci saranno lavoratrici e lavoratori da rappresentare, diritti da rivendicare e da tutelare, una Costituzione Antifascista da difendere e mettere in pratica oggi più di ieri quella voce non smetterà di farsi sentire” .



