Chiedono chiarezza all’Asl sulle procedure di reclutamento degli infermieri il CSA – Dipartimento Sanità e la CISAL FPC – Dipartimento Sanità Avellino
Il riferimento è alla procedura di mobilità volontaria esterna, per titoli e colloquio, per 40 infermieri a tempo indeterminato. I sindacati sottolineano come manca qualsiasi documentazione relativa alla conclusione della procedura e al suo esito definitivo. Una procedura che si affianca a quella per 40 infermieri a tempo determinato, per otto mesi, eventualmente rinnovabili, destinati agli ospedali e alle Case di Comunità.
Di qui la richiesta di un chiarimento sulla programmazione complessiva del personale. Le organizzazioni sindacali chiedono di acquisire gli atti relativi ai differimenti dei colloqui e le motivazioni che li hanno determinati, oltre allo stato attuale della procedura, fino all’eventuale graduatoria finale e ogni provvedimento di sospensione, revoca, annullamento o archiviazione.
Particolare attenzione viene posta anche sulle modalità di assegnazione del personale alle diverse strutture: le organizzazioni sindacali chiedono infatti di conoscere i criteri preventivamente stabiliti per l’assegnazione alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità, l’elenco delle sedi disponibili con il relativo fabbisogno e i provvedimenti di assegnazione, comprese eventuali successive modifiche o riassegnazioni.
CSA e CISAL chiedono all’Azienda di chiarire il collegamento tra la mobilità per 40 posti a tempo indeterminato del 2025 e la successiva procedura per 40 posti a tempo determinato del 2026.
Un interrogativo che si lega anche alla durata degli incarichi a tempo determinato. I sindacati chiedono infatti di conoscere quale sia la programmazione prevista dall’Azienda al termine degli otto mesi, per garantire la continuità assistenziale nelle strutture interessate dal PNRR.
Per CSA e CISAL la questione assume particolare rilevanza perché Case della Comunità e Ospedali di Comunità sono destinati a diventare componenti stabili della rete dell’assistenza territoriale.
Da qui la richiesta di una programmazione del personale che sia, secondo le organizzazioni sindacali, coerente, stabile e trasparente, anche per evitare incertezze sul futuro dei professionisti coinvolti.
Le sigle chiedono inoltre di verificare che le procedure di assegnazione delle sedi siano state effettuate sulla base di criteri predeterminati, oggettivi e uniformemente applicati, a tutela della parità di trattamento dei lavoratori.
CSA e CISAL, infine, fanno sapere di riservarsi, dopo l’esame della documentazione, ogni ulteriore iniziativa a tutela dei lavoratori, della trasparenza amministrativa e della qualità dell’assistenza.



