Ancora un episodio di forte tensione all’interno della Casa Circondariale di Avellino, dove un incendio divampato in una cella è stato seguito da un’aggressione ai danni di più agenti della Polizia Penitenziaria. A farne le spese, in particolare, un’agente in servizio presso il reparto femminile, che ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso e ha ricevuto una prognosi di cinque giorni.
Secondo quanto riferito dalla UIL FPL Polizia Penitenziaria, nel primo pomeriggio di ieri una detenuta, che presenterebbe problematiche di natura psichiatrica, avrebbe dato fuoco al materasso della propria camera detentiva. Le fiamme avrebbero provocato un incendio e sprigionato una notevole quantità di fumo.
Durante le operazioni di intervento, un’agente di reparto avrebbe accusato un malore dopo aver inalato i fumi, rendendo necessario l’intervento del personale sanitario. La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata quando la detenuta avrebbe aggredito alcuni appartenenti al Corpo intervenuti per riportare l’ordine.
L’agente coinvolta è stata inizialmente medicata presso l’infermeria dell’istituto e successivamente accompagnata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino, dove, al termine degli accertamenti, le sono stati riconosciuti cinque giorni di prognosi.
A intervenire sulla vicenda è Fabio Ciampi, delegato UIL FPL Polizia Penitenziaria, che evidenzia le condizioni di crescente difficoltà in cui si trova a operare il personale.
«Siamo di fronte all’ennesimo episodio che dimostra quanto sia delicata la situazione all’interno dell’istituto – sottolinea Ciampi –. Il personale di Polizia Penitenziaria si trova quotidianamente a fronteggiare situazioni di estrema difficoltà, spesso con risorse umane insufficienti e in condizioni operative sempre più complesse».
Sul tema della gestione delle persone detenute con problematiche psichiatriche interviene anche Raffaele Troise, responsabile UIL FPL Polizia Penitenziaria.
«Non possiamo continuare ad affrontare situazioni di questo tipo come se fossero episodi isolati – afferma Troise –. La gestione delle persone detenute con importanti problematiche psichiatriche richiede strumenti, personale adeguato e protocolli operativi efficaci. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a gestire emergenze che richiedono anche competenze sanitarie e specialistiche».
«Quando una situazione psichiatrica sfocia in un incendio, in un’aggressione e nel ferimento del personale – prosegue il responsabile UIL FPL – è evidente che occorre interrogarsi sulla gestione complessiva di queste situazioni e mettere in campo interventi concreti per tutelare sia il personale sia le stesse persone detenute».
La UIL FPL esprime infine vicinanza all’agente coinvolta, augurandole una pronta e completa guarigione, e lancia un nuovo appello affinché quanto accaduto possa rappresentare un ulteriore campanello d’allarme.
L’obiettivo indicato dal sindacato è quello di arrivare a misure concrete per garantire maggiore sicurezza all’interno dell’istituto e condizioni di lavoro più adeguate per tutto il personale della Polizia Penitenziaria.



