Sarà il Palazzo Baronale di Prata Principato Ultra a fare da cornice alla presentazione di “La strada oltre il ponte”, l’ultimo romanzo di Giulietta Fabbo. L’appuntamento è in programma venerdì 21 agosto, alle ore 18.30, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Associazione culturale Orizzonti, con il patrocinio del Comune di Prata Principato Ultra.
A portare i saluti istituzionali sarà il sindaco Marco Belisario, mentre a condurre l’incontro sarà Floriana Guerriero. A presentare il romanzo e a dialogare con l’autrice sarà Paolino Marotta, che guiderà il pubblico alla scoperta della storia e dei temi al centro dell’ultima opera di Giulietta Fabbo.
Ad arricchire la serata saranno le letture di brani del romanzo affidate a Loredana Bellizzi, mentre Lorena Massaro accompagnerà la narrazione con il violino, creando un ulteriore elemento di suggestione e dialogo tra parola e musica. Pubblichiamo di seguito la recensione del professore Paolino Marotta.
La strada oltre il ponte di Giulietta Fabbo è un romanzo che intreccia vicenda personale, memoria e storia, ponendo al centro la figura di Achille Mariconda, un uomo che ha dedicato la propria vita alla costruzione di ponti e al successo professionale, finendo però per sacrificare gli affetti e i rapporti più importanti.
La storia prende avvio in una stanza d’ospedale, dove la malattia costringe Achille a fermarsi e a ripercorrere il proprio passato. Le opere costruite, le scelte compiute, le rinunce e gli affetti trascurati diventano così oggetto di un doloroso bilancio. Il vero conflitto del protagonista non è con un avversario esterno, ma con se stesso e con una domanda fondamentale: che cosa resta di una vita quando il successo professionale non è più sufficiente a darle significato?
Il ponte, elemento centrale del romanzo, assume quindi un forte valore simbolico. Achille ha trascorso la vita costruendo ponti capaci di unire luoghi e persone, ma deve riconoscere di non essere riuscito sempre a costruire altrettanti ponti nella propria vita privata. La costruzione materiale diventa così metafora della costruzione dell’esistenza e dei rapporti umani.
Alla vicenda di Achille si intreccia la storia di Avellino, in particolare il drammatico bombardamento del 14 settembre 1943. La tragedia collettiva della città non rimane sullo sfondo, ma entra nella memoria dei personaggi e crea un significativo rapporto tra memoria individuale e memoria storica. Il passato della città diventa, in questo modo, anche uno strumento per comprendere le ferite e i ricordi dei protagonisti.
Il romanzo si sviluppa dunque su due piani: il presente di Achille, segnato dalla malattia e dal bilancio della propria esistenza, e il passato, nel quale vicende personali e storia di Avellino si intrecciano continuamente.
I temi fondamentali sono la memoria, il rimpianto, il peso delle scelte, il rapporto tra successo e felicità, la famiglia e gli affetti, ma soprattutto la possibilità di dare un nuovo significato alla propria vita.
Anche il titolo racchiude questa idea. Il ponte reale richiama il mestiere di Achille; il ponte della memoria collega passato e presente, individuo e comunità; la strada oltre il ponterappresenta invece la possibilità di andare oltre ciò che è stato, non cancellando gli errori, ma riconoscendoli e comprendendoli.
In questa prospettiva, il romanzo non è soltanto la storia di un uomo che ripensa alla propria vita, ma una riflessione più ampia su ciò che costruiamo e ciò che rischiamo di perdere lungo il cammino. Achille scopre che costruire ponti non significa soltanto unire luoghi: significa anche saper mantenere vivi i legami, riconoscere gli affetti e trovare, quando sembra ormai troppo tardi, una possibile strada verso la riconciliazione con se stessi e con il proprio passato.
È proprio questo, forse, il significato più profondo della strada oltre il ponte: la possibilità di trasformare la memoria da peso del passato in occasione per dare un senso nuovo alla propria storia.



