La prima udienza utile per il processo “Dolce Vita” è slittata al 13 ottobre per l’astensione dei penalisti. Sarà il collegio presieduto dal giudice Scarlato a dover decidere delle condotte di Festa e altri 26 imputati, accusati a vario titolo di associazione, corruzione, falso e depistaggio. Primo nodo da sciogliere le richieste avanzate dall’avvocato Luigi Petrillo: l’eliminazione dal fascicolo di alcuni atti tra cui i decreti di sequestro disposti nella fase inziale delle indagini a carico del suo assistito.
Richieste sulle quali il pubblico ministero Fabio Massimo Del Mauro, ad aprile non ha fatto opposizione, ad eccezione del verbale di perquisizione relativo all’ex sindaca Laura Nargi. Il pm ha anche motivato spiegando che deve essere inserito perchè è un atto irripetibile. Altra questione sulla quale il giudice Scarlato dovrà decidere è stata sollevata dall’avvocato Marino Capone. L’eccezione riguarda la costituzione della parte civile del comune di Avellino, già sollevata all’udienza preliminare e alla quale si erano associate tutte le difese. Contestata la presentazione tardiva della costituzione. Questione sulla quale il tribunale si è riservato e scioglierà la riserva a metà ottobre.
L’udienza è stata pertanto aggiornata ad ottobre. I difensori degli imputati sono Luigi Petrillo, Marino Capone, Nicola Quatrano, Marco Campora, Ennio Napolillo, Gaetano Aufiero, Fabio Viglione, Maria Tiso, Giuseppe Saccone, Salvatore Operetto, Domenico Carchia, Domenico Ciruzzi, Angelo Iandolo, Francesco Saverio Iandoli, Valeria Verrusio, Salvatore Francesco Soriano, Alfonso Laudonia e Claudio Frongillo. Solo dopo aver sciolto le riserve sulla questioni preliminari potranno essere ascoltati i primi testimoni, in particolare chi ha condotto le indagini sull’amministrazione Festa.
Il PROCESSO
Sono 18 i capi di imputazione su 19 contestati, sulla base delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Guardia di Finanza, che dal settembre 2023 al marzo 2024 hanno indagato sull’ex primo cittadino di Avellino. Il Comune di Avellino, rappresentato dall’avvocato Foreste, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, si è costituito parte civile nel dibattimento.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino, riguarda presunti episodi di corruzione, peculato, rivelazione di segreto d’ufficio, ricettazione e associazione a delinquere. Nel fascicolo figurano ventotto imputati, tra cui ex dirigenti comunali, funzionari e collaboratori dell’amministrazione guidata da Festa. In pratica, l’ufficio inquirente ha concluso il lavoro, iniziato a settembre 2023, che aveva portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare per l’ex sindaco, poi annullate dalla Cassazione. Al centro delle contestazioni concorsi pubblici pilotati per l’assunzione di vigili urbani e funzionari, oltre a presunti affidamenti diretti di lavori pubblici in violazione del principio di rotazione. In particolare, due appalti per l’efficientamento energetico di Palazzo De Peruta – del valore complessivo di circa 250 mila euro – sono finiti nel mirino della magistratura.
Per questo, all’ex primo cittadino sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione, tentata induzione indebita, rivelazione del segreto istruttorio e falso ideologico. Festa deve rispondere anche di peculato per la sottrazione del pc del Comune, ma non di depistaggio: la Procura si è attenuta, dunque, alla valutazione della Cassazione. L’ex sindaco di Avellino era tornato in libertà dopo 154 giorni trascorsi ai domiciliari nell’indagine che il 18 aprile scorso portò al suo arresto.

