Numeri solidi, assenza di ammortizzatori sociali e una prospettiva di lungo periodo che punta dritta all’innovazione ecologica. È il bilancio tracciato dalla Fim Cisl per lo stabilimento Stellantis di Pratola Serra, in provincia di Avellino, relativo al periodo compreso tra gennaio e settembre 2026.
Nei primi nove mesi dell’anno, l’impianto irpino ha sfornato circa 380mila motori. Un volume importante, trainato in modo netto dal settore dei veicoli commerciali: il 90% della produzione è infatti destinato a questo segmento, mentre il restante 10% equipaggia le autovetture. Una mole di lavoro che, al momento, garantisce la piena operatività dello stabilimento, consentendo di non ricorrere ad alcun ammortizzatore sociale.
Il motore protagonista a Pratola Serra è il B 2.2 diesel Euro 6.4. Secondo quanto sottolineato in una nota dal segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, questa motorizzazione rappresenta oggi “la versione diesel più ecologica per tutti i veicoli commerciali del gruppo”.
La missione produttiva principale ruota attorno al successo del Ducato, oltre che all’intera gamma della famiglia Stellantis Pro One. Non solo mercato europeo: una quota minoritaria della produzione viene attualmente esportata anche in Sud America, per rispondere ai requisiti delle nuove normative locali PL8.
Sul fronte occupazionale, lo stabilimento conta su un organico stabile di circa 1.450 addetti. A questi si affiancano circa 70 trasfertisti, arrivati negli scorsi mesi per dare supporto operativo provenienti dagli impianti Stellantis di Termoli, Cassino e Melfi.
Lo sguardo, tuttavia, è già rivolto al futuro. Nell’ultimo comitato esecutivo, l’azienda ha infatti confermato ufficialmente una notizia strategica per il sito di Pratola Serra: a partire dal 2029, nello stabilimento irpino prenderà il via la produzione di un nuovo motore ibrido-diesel.
Una svolta tecnologica cruciale, pensata per equipaggiare la futura generazione di veicoli commerciali di tutto il gruppo Stellantis, che consolida il ruolo centrale dell’impianto avellinese nella transizione ecologica del settore automotive.

