– di Aldo D’Andrea*-
L’articolo 33 del Decreto Legislativo 147, agosto 2026 recita che l’autonomia regionale differenziata, uscita dalla porta per l’intervento della Corte Costituzionale, rientra dalla finestra in modo molto concreto, e in barba alle disposizioni contestate.
Ovviamente, le varie Tv e giornali del rinnovato Minculpop del potere dei nostri tempi nascondono la notizia al fine di continuare a mantenere le false speranze che questo Governo diffonde a piene mani, con tanta ipocrisia, ai cittadini del Meridione d’Italia.
Esempio di questo è la previsione di sospendere i trasferimenti dello Stato alle Regioni per finanziare servizi essenziali, come Trasporti, Scuola e simili, sostituendo gli stessi trasferimenti con una quota dell’Irpef dei cittadini residenti in quella Regione. Alla sola Campania si tratterebbe di far mancare provviste per 210 milioni di euro, perseverando nel perverso disegno di abbandonare in modo definitivo il suo rilancio economico e sociale. In sintesi: le regioni ricche avranno da spendere, le regioni in affanno subiranno sempre più l’emarginazione dei propri territori, colonizzati e sfruttati.
I leghisti, ovviamente, ignorano o importa loro poco che Socrate, nel suo imperterrito voler trasferire il Cielo sulla Terra, fu prima deriso e poi condannato a morte dai suoi concittadini, perché apparivano turbati dall’uomo che anteponeva il bene comune ai vizi privati. I leghisti, che al bene comune nazionale si sono mostrati da sempre indifferenti, con la complicità delle altre forze politiche al Governo, FDI e FI, continuano pervicacemente di agire oltre il perimetro costituzionale, nell’intento di dividere il Paese in parti differenziate, più ricche al Nord, più povera al Sud.
E’ la cicuta che prescrivono alla Costituzione repubblicana antifascista, affinché segua la sorte di Socrate, verso la morte.
A questa nostra Repubblica fondata sul lavoro, che ripudia la guerra, che si impegna a rimuovere differenze culturali, di genere, sociali e economiche, questo Governo tenta di opporre quotidianamente il “voluttuoso” ripristino dello schiavismo, opponendosi al salario minimo, perpetuando il colonialismo interno Nord-Sud, con sperpero del PNRR, aumentando le spese per armamenti, ricorrendo a silenzi e complicità su conflitti e guerre contro popolazione vittime di genocidio.
A questo Governo vanno stampati in testa gli articoli della Carta Costituzionale su cui hanno pure giurato, quindi, il perfido articolo 33 del decreto legislativo 147, di cui si è detto, dovranno rimangiarselo, perché l’Italia è uno Stato unitario, libero e indipendente, e tale deve restare.
In ragione di ciò l’autonomia differenziata regionale da cui non distolgono brame è ignominia dovuta a avidità, cupidigia, volontà di disgregatrice.
Sappiano tutte le povere menti che l’Italia può crescere solo se le tante ricchezze e intelligenze del Sud Italia si sommeranno definitivamente alla ricchezza nazionale.
Purtroppo, questa destra al Governo è esempio vistoso di negazione della unità d’Italia, pur nella declamazione ipocrita e paradossale della retorica, vuota e maldestramente enfatica, di concetti come Nazione, Patria, sovranità nazionale. Vanno battuti.
*Unità Popolare

