di Vera Mocella
«Per quanto inspiegabili, indocili, capricciose e perturbanti possano apparire a prima vista le passioni – opportunamente osservate – non solo rivelano una trama intellegibile ed una articolazione coerente, ma possono anche diventare oggetto di uno spettacolo piacevole. Dietro il loro caos si apre un ordine preciso; all’interno dei loro impercettibili o improvvisi scarti ed eccessi una logica stringente; nel loro aspetto talvolta spaventoso, una specifica bellezza», così scrive il filosofo Remo Bodei, descrivendo lo snodarsi della passione, forza magmatica che accende e sconvolge l’anima. E’ un tema avvincente quello che scandaglia Stefania Aurigemma, psicologa del Lavoro, ma soprattutto scrittrice profonda ed intensa, che ha composto un libro corale, a più voci, in cui le passioni si svelano nelle loro infinite sfumature, nelle loro sfaccettature segrete. Il titolo del libro presentato ad “Avellino Letteraria” è appunto “Passioni”, perché ogni essere umano non è definibile o etichettabile, ma presenta sempre anime diverse, angolature misteriose, è animato da passioni, a volte nascoste, sotterranee, che possono condizionare, anche inconsciamente, il suo agire. A confrontarsi con Stefania Aurigemma, sabato pomeriggio, a Villa Amendola, la direttrice artistica della rassegna, Annamaria Picillo, Imma D’Alessio, direttore del centro di Psicosintesi di Avellino, Elisabetta Graziano, manager di Cinema Circuit Operations& Marketing, alcuni degli scrittori presenti nel testo: Michele Ciasullo, Rosa Anna Favorito, Maria Antonietta Mariani. « Mi sono ritrovata a scrivere soprattutto in un periodo drammatico della mia vita, dopo la morte di mio marito. Scrivevo di notte, avvertivo l’esigenza di alzarmi per scrivere, per mettere su carta le mie emozioni – spiega Aurigemma – quindi la scrittura ha avuto in quella fase della mia vita, soprattutto un ruolo liberatorio, catartico. Alla stregua di Autenticità e Discorsi sulla Bellezza, con cui Passioni forma una trilogia di saggistica che ho iniziato a curare per Pensa Editore dal 2021, e che ha visto il contributo di numerosi autori, ho chiesto a studiosi ed esperti di aiutarmi ad indagare la complessità di un fattore a mio avviso cruciale per dare senso alla vita, la passione, esplorata nei molteplici aspetti, a volte imprevedibili, che può assumere. I saggi raccolti in questo libro, esplorano quell’energia prepotente, che non sempre include il talento, e che si manifesta attraverso le più diverse modalità espressive, creative, vocazionali ed emotive. Energia che spinge l’individuo verso percorsi a volte positivi, a volte meno, ma sempre vivi e vitali, irrinunciabili per coloro che ne sono investiti in prima persona. In questo libro, ho voluto raccogliere testimonianze, dirette o indirette, di vita vissuta, in cui la passione ha trovato dimora, percorsi di crescita personale e professionale, a volte tortuosi perché scegliere la passione spesso vuol dire fare scelte coraggiose, mettendo a volte anche in discussione la nostra vita». Un dibattito intenso che ha cercato di analizzare il termine passione sotto angolature diverse: da quella psicologica, partendo dal concetto di motivazione e di bisogno primario, a quella filosofica, romantica, letteraria, scientifica, artistica, spirituale «E’ uno specchio in cui rifletterci, e ci offre uno spunto di analisi interiore. Senza la passione non si riesce a far vivere nulla – ha detto Piccillo – sono sei anni di attività di “Avellino letteraria”, che ci dimostra l’importanza della forza propulsiva della passione». Come spiegava Maslow: «la vita umana non sarà mai capita, se non si terrà conto delle sue aspirazioni più alte. Lo sviluppo, l’autorealizzazione, lo sforzo di raggiungere la sanità, la ricerca dell’identità e dell’autonomia, il desiderio di eccellere (ed altri modi di esprimere lo sforzo di ascendere), devono ora essere ammessi senza discussione, come una tendenza umana assai diffusa e forse universale». Un tema complesso ed infinito, che gli autori cercano di esplorare secondo la propria sensibilità, il proprio vissuto, la personale scelta di vita o di approccio al mondo.
«La domanda più difficile è questa: come nascono e come si sviluppano le passioni? – si chiede Ciasulli – è utile avere delle passioni? L’amore distruttivo, l’amore tragico, di quale amore stiamo parlando? Dobbiamo definire bene cosa è la vita. E’ la domanda che ha attraversato secoli e millenni, la ritroviamo a volte esplicita, altre volte presente sottotraccia nella storia della filosofia, della letteratura, dell’arte, praticamente in tutta la storia del pensiero umano, la grande scrittrice americana Nussbaum ha acutamente osservato che “solo il mantenimento di una mente aperta è il più sicuro presidio di una società aperta”. » Un incontro appassionante ed intenso, che ha tratteggiato anche la figura della filosofa Edith Stein, che diverrà poi suor Teresa Benedetta della Croce, come la fautrice di un importante saggio sull’empatia, parola chiave per comprendere noi stessi e gli altri, oltre al mondo che ci circonda. Ma a scandagliare il mondo magmatico della passione, è anche illuminante il saggio di Giovanna Breccia, contenuto nel libro: «La passione che irrompe e si fa strada è un dono, una grazia che la persona avverte e ha la necessità di condividere col mondo intero. L’artista, lo scienziato, il filosofo, il santo, fa quel che fa non solo per sua soddisfazione, ma per dare il suo frutto a tutti, che sia il bello, il vero o il buono. Anche il bisogno di condividere è di per sé una passione che dura nel tempo. Posso, in un determinato momento della mia vita, essere interessata alle cose del mondo, alla politica, alla natura, a un’attività per migliorare il mio aspetto fisico, alla moda, a viaggiare. Ma se non miro al raggiungimento di una crescita interiore, per me e per gli altri, questi interessi ben presto svaniranno. Vuol dire che il loro fine non era la ricerca di quel qualcosa che mi umanizza. Sono stati svaghi del momento e probabilmente non avevano alcuna attinenza con le mie predisposizioni naturali. La parabola dei talenti ci insegna tutto. Guai a non coltivare le nostre passioni e a non farle fruttare con tutto l’impegno che è richiesto. Tutti disponiamo di un qualche talento naturale e abbiamo il compito di andarlo a scoprire, ricercandolo a volte col lanternino poiché non brilla a prima vista. Può essere sepolto nella cantina buia del nostro mondo sotterraneo. Però anche un evento improvviso può a volte farcelo scoprire.»
«L’artista è alchimista – scrive nel testo Maria Antonietta Mariani, regista ed artista visiva – trasfigura la materia con l’intuizione, affonda parole ed immagini nei simboli, quasi a liquefarli. Apre un dialogo con ciò che è freddo: la punta aguzza di una inferriata, una pietra, un pezzo di cristallo. Rami spogli sono memoria di altri tempi. Raccoglie scarti e li lascia a macerare fino alla decomposizione, osserva la morte agire il suo corso, mentre attende la rinascita dell’opera. Andréj TarKovskiJ è l’autore che con maggior forza poetica ha saputo trasformare il cinema in esplorazione interiore e ricerca dell’assoluto. Un percorso autoriale tra i più affascinanti della storia del cinema. La sua opera torna incessantemente sull’uomo alla deriva nel disfacimento della storia, per chiedersi s possa ritrovare una luce in se stesso»
«Quando Stefania mi ha proposto di aderire a questo progetto – ha affermato Rosa Anna Favorito – sono stata molto contenta. Con il trascorrere dei giorni, il mio pensiero andava ad una mia amica: Rossella, che ha fatto una scelta particolare, forse poco comprensibile per alcuni, divenendo suo Chiara Rosaria. Una ragazza che aveva tutto, un fidanzato con cui era prossima alle nozze, una laurea in Economia e commercio, una famiglia amorevole e benestante, eppure, tutte queste certezze vengono intaccate quando Rossella scopre l’esistenza di una diversa gioia interiore e una pace profonda, quando accompagna alcuni amici del volontariato all’eremo di San Francesco, in maniera casuale. Un pianto dirotto la travolge, e da allora inizia l’iter che la porterà alla svolta. Dopo 25 anni di vocazione, si avverte ancora forte la passione che la spinge ad affermare “ Siamo fatti di Amore e quando non ti senti amato, è facile perdere la bussola. Il mare è agitato in superficie, ma in profondità è calmo, bisogna fare un poco di immersione per ritrovare la calma”.


