AVELLINO – Irpinia protagonista del Premio IN/ARCHITETTURA 2026 – Sezione Campania nella categoria dedicata agli interventi di riqualificazione. Il riconoscimento è stato assegnato ieri, nel corso della cerimonia ospitata dalla Fondazione Ezio De Felice di Napoli. Ad essere premiati il progetto di restauro della Dogana di Avellino e di realizzazione della Casa Comunale di Montella.
Il progetto, firmato dallo Studio Corvino- Multari, ha visto come committente il Comune di Avellino, guidato dal sindaco Nello Pizza, e come impresa esecutrice la MAR.SAL Restauri di Domenico Speranza. Alla premiazione erano presenti il sindaco Pizza e l’assessore ai Lavori Pubblici Enza Ambrosone.
Promosso da IN/ARCH Campania insieme a Regione Campania, ACEN e ANCE Campania, il premio raccoglie un’eredità culturale iniziata nel 1961 con Bruno Zevi e continua a valorizzare non solo i progettisti, ma anche committenza e imprese, chiamate a condividere la responsabilità della qualità architettonica. L’edizione 2026 ha visto confrontarsi circa cento progetti campani all’interno di una selezione nazionale che ha coinvolto quasi 1.400 opere.
L’intervento sull’Antica Dogana è stato particolarmente apprezzato dalla giuria poichè appare «un’esemplare realizzazione di un’opera pubblica attraverso la ricostruzione e rifunzionalizzazione di un’architettura storica», a partire dalla capacità del progetto di confrontarsi con l’opera di Cosimo Fanzago attraverso un linguaggio contemporaneo.
Al centro dell’intervento il principio della “casa nella casa”, che mantiene leggibili le vestigia dell’involucro originario mentre un nuovo volume interno ridefinisce gli spazi, restituendo alla città un luogo urbano rinnovato senza recidere il legame con la memoria storica. Più volte l’architetto Multari a sottolineare come a guidare il progetto è stata la scelta “che tornasse ad essere spazio vivo, il lavoro che abbiamo portato avanti con il mio studio, Comune e Sovrintendenza è stato non solo un progetto di restauro ma anche di ricostruzione. Abbiamo voluto mantenere nell’intervento la dimensione classica dell’edificio, dall’altezza del soffitto ai solai e all’ampiezza delle scale, fino alla decisione di creare sul tetto uno spazio aggiuntivo che può diventare cornice di eventi”,
Il progetto della Casa Comunale di Montella, realizzato dall’architetto Donatella Mazzoleni, voluto dall’amministrazione comunale di Montella, reinterpreta in chiave contemporanea la casa a corte della tradizione contadina della Terra di Lavoro, aprendosi verso le colline del Monte Maggiore. Lo spazio centrale diventa il fulcro della vita collettiva e mette in relazione gli ambienti con il paesaggio. Mattone, acciaio corten, legno e vetro definiscono un linguaggio essenziale, attento al rapporto tra spazi interni ed esterni. Un’opera che rinuncia alla figura dell’oggetto isolato per farsi frammento di paesaggio e dispositivo capace di generare relazioni e favorire l’incontro e la condivisione.
La cerimonia ha offerto un ampio spaccato dell’architettura contemporanea campana, premiando opere di diversa scala, dai piccoli interventi fino ai grandi progetti urbani.
Tra gli altri riconoscimenti figurano quelli all’architetto Uberto Siola per la Stazione di Napoli Chiaia,
L’incontro è stato anche l’occasione per rilanciare la necessità di una Legge per l’Architettura, considerata uno strumento necessario per riconoscere il valore pubblico della qualità progettuale e sostenere interventi capaci di migliorare gli spazi condivisi.
La riflessione è stata accompagnata dalla performance dell’artista Sergio Fermariello, che, partendo dalla celebre espressione «La Bellezza ci salverà», ha rilanciato una domanda destinata ad attraversare ogni trasformazione urbana: a quale costo?
A chiudere la serata è stato il Premio alla carriera conferito all’architetto Sandro Raffone, che ha ripercorso il proprio percorso professionale tra progettazione, insegnamento e cultura architettonica.


