Sabato, 22 Agosto 2026
10.37 (Roma)

Ultimi articoli

Governo premessa per un’intesa 

Ameno di due settimane dal voto del 4 marzo e prima ancora che inizi la XVIII legislatura, i due vincitori delle elezioni provano ad accordarsi per spartirsi la presidenza delle Camere. Non sarebbe ancora un’intesa politica per il governo che verrà, ma ne potrebbe essere la premessa, se reggerà alla prova del voto che i neoeletti deputati e senatori saranno chiamati ad esprimere a partire dal prossimo 23 marzo. numeri già parlano chiaro: al Senato la coalizione di centrodestra potrebbe comunque eleggere un suo rappresentante se dopo la terza votazione si andasse, come prescrive il regolamento, al ballottaggio fra i due candidati più votati.
Per la presidenza della Camera, invece, occorre una maggioranza qualificata, e nessuno, da solo, ce l’ha sulla carta. Diverso è il “peso” delle due presidenze: il numero uno di palazzo Madama è anche il supplente del presidente della Repubblica, oltre che il suo primo consigliere istituzionale; ma ha scarsa capacità di incidere sui lavori dell’assemblea che, in ultima istanza, sono regolati con un voto dell’Aula (quindi sarà il centrodestra, se unito, a contare di più). Alla Camera, invece, i poteri della presidenza sono più incisivi, ed è questo il motivo per il quale Di Maio l’ha opzionata per uno dei suoi: “Ci permetterà di portare avanti, a partire dall’Ufficio di Presidenza, la nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi e tanto altro”. L’intenzione è chiara. Siccome la formazione del governo è ancora in alto mare, i Cinque stelle si portano avanti col lavoro disponendosi ad utilizzare un ruolo istituzionale di primo piano per alimentare la propria campagna elettorale permanente contro la “casta” o quel che ne rimane ancora in piedi. E’ più facile e redditizio proporsi di combattere il “privilegio” dei vitalizi (che peraltro sono ormai già assimilabili alle pensioni contributive di tutti i lavoratori), che puntare alla difficile attuazione di altri punti qualificanti del programma, come il reddito di cittadinanza. Comunque sia, anche se l’accordo spartitorio andrà in porto, non sarà automaticamente l’anticipazione del varo di un governo. Qui le posizioni restano distanti, anzi irriducibili. Di Maio non intende discutere: gli elettori hanno scelto un presidente (lui stesso), una squadra, un programma. Salvini è molto più accomodante: “Se io sono disposto a non fare il premier, la stessa cosa deve valere per lui”, avrebbe detto. Insomma, la partita deve ancora iniziare e gli avversari si stanno studiando. Al momento sembra difficile che il patto di condominio per palazzo Madama e Montecitorio si possa trasferire a palazzo Chigi, ma intanto è stato delimitato il perimetro di un gioco nel quale c’è poco posto per altri protagonisti, il che ha irritato molto Silvio Berlusconi che si vede destinato ad un ruolo di secondo piano, e rafforzato nei democratici il proposito di restare risolutamente all’opposizione. Può darsi che i due sconfitti di questa prima fase della crisi abbiano modo di rientrare in partita in un secondo tempo, già quando fra una settimana cominceranno le votazioni per le presidenze, e soprattutto quando e se le consultazioni del Quirinale avranno messo i vincitori (Di Maio e Salvini) di fronte all’impossibilità di fare un governo con le sole loro forze. Ma è tutto da vedere, e le incognite restano molte.Intanto sul tavolo della trattativa è piovuta una carta imprevista, che potrebbe scompaginare i giochi. L’acutizzarsi della crisi fra Occidente e Russia in seguito al tentato omicidio di una ex spia riparata a Londra mette tutti i protagonisti del risiko politico italiano di fronte ad una scelta di campo. Fra Londra, Washington, Parigi e Berlino si sta saldando un fronte anti Putin che sollecita una presenza italiana più incisiva di quella che il governo Gentiloni ha fin qui garantito. A Mosca si vota domenica, e la scontata la rielezione dello zar Vladimir apre un pesante interrogativo sulle garanzie di fedeltà atlantica che i nostri alleati chiederanno ai possibili futuri governanti, due dei quali, Di Maio ma soprattutto Salvini, sono sotto osservazione. Il candidato premier dei Cinque stelle è stato protagonista di un riallineamento filo occidentale troppo frettoloso per apparire del tutto convincente; il capo della Lega continua ad ostentare le sua simpatie putiniane. E anche questo è un problema.

di Guido Bossa edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Processo “lampo” per un cinquantanovenne di Montoro accusato di aver messo a segno in pochi giorni tre furti nel territorio…

A due mesi esatti dall’inizio astronomico dell’estate, è tempo di tirare le somme di una stagione dal clima letteralmente folle….

Fine delle vacanze per molti italiani e via ufficiale al primo vero controesodo estivo. Secondo le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Di Amalia Leo Ingredienti: 1.5 kg. di anguria 150 gr. di zucchero 80 gr di amido di mais Un pizzico di cannella Gocce di cioccolato granella di pistacchi Procedimento: Togliete la scorza e tutti i semi dall’anguria. Tagliare l’anguria a pezzi e frullare. Filtrare e mettere il succo ottenuto in...

“Lavorerò con passione per una Lioni sempre più sportiva, per i lionesi di ogni età”. Era questo l’impegno assunto in campagna elettorale dal consigliere comunale Sabatino Fonso, che oggi rivendica il percorso avviato durante i due anni in cui ha ricoperto la delega allo Sport. Al centro di quel percorso,...

A intervenire nel dibattito avviato da Il Corriere dell’Irpinia sulla situazione del Pd locale è Roberto Montefusco, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana. Allora, campo largo unito e vincente alle amministrative, anche per merito di Sinistra Italiana che ha accettato, dopo un dibattito per certi versi anche animato, di appoggiare la...

Così come richiesto dal consigliere di opposizione Nicola Poppa, sarà il consiglio comunale di Avellino a decidere sulla cessione del Centro Sociale Samantha Della Porta alla Motorizzazione Civile. Sarà questo infatti il primo punto all’ordine del giorno della prossima Assise, fissata per il 15 settembre prossimo (in seconda convocazione, se...

Ultimi articoli

Attualità

Così come richiesto dal consigliere di opposizione Nicola Poppa, sarà il consiglio comunale di Avellino a decidere sulla cessione del…

Non è solo una questione di doppiette, ma di sopravvivenza dell’ecosistema. La denuncia che arriva da Venticano, per voce della…

“Songo cresciuto sott o rione”. E’ la frase da cui sceglie di partire il doposcuola di quartiere promosso dall’incontro tra…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy