Sabato, 3 Ottobre 2026
06.24 (Roma)

Ultimi articoli

Di Vincenzo Fiore

«Si Deus est, unde malum?» era la domanda che inquietava il giovane Agostino d’Ippona, che aveva abbandonato il manicheismo per convertirsi al cristianesimo. Il problema di teodicea, cioè di come possa coesistere il male nel mondo insieme all’infinita potenza e bontà di Dio, era già noto secoli prima della nascita di Cristo sotto il nome del paradosso di Epicuro. Il filosofo greco, originario dell’isola di Samo, sosteneva che: «Dio o vuole togliere i mali, ma non può; oppure può, ma non vuole; oppure non vuole e non può; oppure vuole e può. Se vuole, ma non può, è impotente; il che è inammissibile in Dio. Se può, ma non vuole, è invidioso; il che pure è alieno da Dio. Se non vuole e non può, allora è invidioso e impotente; e anche questo non può attribuirsi a Dio. Se vuole e può, il che soltanto conviene a Dio, allora da dove vengono i mali? O perché non li toglie?».

La soluzione di Agostino a tale paradosso si configurava con un’ammissione di non sostanzialità del male, ovvero: tutto ciò che è stato creato non può contenere intrinsecamente il male, pertanto questo non ha una realtà propria, ma è semplicemente privazione, assenza di bene. Dunque, guai a pensare il mondo come imperfetto, al male come sostanza, alla natura come una «madre di parto e di voler matrigna», per utilizzare un’immagine richiamata nella penultima lirica leopardiana: La Ginestra. È proprio il poeta di Recanati, in questo caso potremmo dire anche il filosofo di Recanati, ad attaccare a inizio Ottocento la concezione agostiniana. Egli dimostra che il male non è turbamento accidentale in un disegno divino perfetto e che la realtà non è altro che un paradossale «solido nulla», sostenuto dalle illusioni umane. I pilastri architettonici del bene vengono a disgregarsi e con essi ogni tipo di significato assoluto attribuibile all’esistenza: «In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla. Giacché nessuna cosa è assolutamente necessaria, cioè non v’é ragione assoluta perch’ella non possa non essere o non essere in quel tal modo ecc. E tutte le cose sono possibili, cioè non v’é ragione assoluta perché una cosa qualunque non possa essere o essere in questo o quel modo ecc. E non v’é divario alcuno assoluto fra tutte le possibilità, né differenza assoluta fra tutte le bontà e perfezioni possibili».

Questo passaggio tratto dallo Zibaldone ci spiega che all’origine delle cose non vi è alcun principio ordinatore indipendente, alcuna fonte di giustificazione metafisica o morale del mondo e delle azioni umane. Se cade il concetto di summum malum, di conseguenza cadrà quello di summum bonum. Il male c’è, esiste, ma è qualcosa di ordinario, che è parte integrante del sistema natura. Non c’è spazio a concezioni sovrasensibili, né c’è sopravvivenza per la dogmatica nelle trattazioni del poeta. Leopardi non va visto solo come uno dei più grandi autori della letteratura del nostro Paese e non solo, ma, come abbiamo visto, anche come acuto e fine pensatore. Lo sapeva benissimo Remo Bodei, storico della filosofia e docente presso la Normale di Pisa, che sebbene abbia dedicato la maggior parte dei suoi studi accademici all’Idealismo tedesco e a Hegel, dal 1992 si era avvicinato sempre più con maggiore interesse all’autore dell’Infinito. Il testo pubblicato postumo ora da Mimesis, a cura di Gabriella Giglioni e Gaspare Polizzi, con il titolo Leopardi e la filosofia, è una raccolta di saggi scritti nel corso degli anni da Bodei, con il rigore e la chiarezza che sempre lo hanno contraddistinto in vita. Vengono indagati qui dallo studioso italiano gli aspetti meno noti e a volte insoliti del pensiero leopardiano, a partire dal problema del male fino ad arrivare al dibattito sul sublime e alle velleità del progresso. Egli sottolinea come lo stesso Leopardi nello Zibaldone dicesse chiaramente che un filosofo che non conosca le grandi passioni roventi dell’umanità, le illusioni che canta la poesia, è un filosofo dimezzato, allo stesso modo di un poeta che non si misura con la ricerca. Entrambe le figure – ammoniva Leopardi – devono però restare al proprio posto, senza rendersi conto che egli stesso era riuscito nell’ardua impresa di riconciliare il Bello con il Vero.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nuovo e duro colpo al clan Graziano. All’alba di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno eseguito tra…

È arrivato in treno a Brescia con un assegno circolare falso da 75mila euro per acquistare una Porsche Macan messa…

Si presentava come “guaritore” e approfittando della condizione di fragilità emotiva della persona offesa, l’ha indotta a subire atti…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

ATRIPALDA – Rafforzare il coinvolgimento dei Servizi Sociali nella gestione delle emergenze e favorire una collaborazione strutturata con la Protezione Civile, a partire dai piani comunali di emergenza. È questo il tema al centro dell’incontro “Gestire le emergenze: il ruolo dei Servizi Sociali in collaborazione con la Protezione Civile”, promosso...

Nella giornata del 2 ottobre, si è tenuta a Lioni una riunione del Collettivo Studentesco Irpino (CSI), che ha visto la partecipazione di studenti e studentesse del territorio. L’incontro ha rappresentato un momento importante per il percorso del collettivo: nasce infatti un nuovo nucleo del CSI in Alta Irpinia, con...

  Una giornata speciale per Ngiulina, 104 anni, la nonna più longeva di Serino, che oggi ha ricevuto una visita e un omaggio davvero speciale dalle volontarie dell’associazione Serino Humanitas. Nonna, bisnonna e trisnonna, Ngiulina rappresenta un esempio di vitalità e di energia. A 104 anni conserva intatto lo spirito...

Nuovo e duro colpo al clan Graziano. All’alba di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno eseguito tra Quindici, Lauro e Monteforte Irpino un decreto di fermo di indiziato di delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso (per due dei quattro fermati) estorsione aggravata e tentata estorsione...

Ultimi articoli

Attualità

La maggioranza consiliare che regge le sorti del Comune di Avellino promette tempi brevi per i lavori di abbattimento e…

ARCI Avellino APS aderisce alla mobilitazione nazionale del 24 ottobre 2026 a Castel Volturno contro la prevista realizzazione di un…

Venerdì 9 ottobre, la Sala De Mita dell’ex Carcere borbonico ospiterà i principali riferimenti nazionali del settore nella III sessione…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy