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A Torella dei Lombardi si celebra la pace

di Felice Santoro

Nella scorsa domenica pomeriggio un evento ha segnato il piccolo centro dell’Alta Irpinia.  Una Manifestazione per la Pace, con titolo In Cammino con Gesù. Una pace disarmata e disarmante, è stata promossa dagli uffici diocesani di Giustizia e Pace, diretto da Don Rino Morra anche Correttore delle Misericordie, della Pastorale Giovanile, guidata dal parroco don Carmine Fischetti, e dalla Misericordia del paese di cui è governatore Felice Faija.  Presenti i rappresentanti delle Misericordie di Calitri, Nusco, Andretta e Castelfranci.    Nella chiesa madre di Santa Maria del Popolo si è sviluppata la prima tappa, definita Pace nel cuore, con preghiere, canti, invocazioni e silenzi di adorazione  e con citazioni dal Vangelo di Giovanni  “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”, proseguendo dalla Nota Pastorale Educare alla Pace “La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio”.

Discreta partecipazione della popolazione, considerando  la temperatura rigida, con in testa il sindaco Amado Delli Gatti.  La seconda fase, Pace nelle relazioni, inizia con i fedeli che  accendono le fiaccole sul sagrato della chiesa e poi si mettono  in marcia per la processione.  Lungo il percorso è stato ricordato il vangelo di Matteo con “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” e dalla Nota  Educare alla Pace  si è tratto “Educare alla pace significa imparare a gestire i conflitti senza lasciarli degenerare in violenza”.  Don Carmine ha ricordato Francesco d’Assisi  di cui nel prossimo anno ricorreranno gli ottocento anni dalla morte. Una sosta intermedia  ha concluso questo seconda fase.

Nella terza tappa, Pace nel mondo, un passaggio su San Paolo agli Efesini con “Egli è la nostra pace”  e da Educare alla Pace  con “La guerra è sempre una sconfitta dell’umanità”, a San Francesco  con “Annunciate la pace con la vita prima ancora che con le parole”. Si chiude con una puntuale meditazione finale “ Signore Gesù, davanti a Te deponiamo le ferite del mondo: le guerre, i popoli oppressi, le vittime innocenti, i bambini senza futuro.  Donaci il coraggio di non abituarci alla violenza, di credere che un’altra vita è possibile”.  Intanto la processione termina davanti alla sede della Misericordia con la benedizione e l’accensione dell’albero di Natale, luce che possa illuminare le coscienze, e con le parole conclusive di Don Carmine “ Fa’ divampare  nei nostri cuori l’incendio della tua carità per divenire noi stessi dono per gli altri”, poi congeda tutti con “Andate nel mondo come portatori di pace”.
Sono stati tre momenti significativi. La centralità dell’amore e della pace di Cristo proclamata in chiesa da Don Carmine, con la conversione del cuore;  sulla strada, dove si procede insieme e si curano le relazioni con una dimensione di chiesa più ampia, simboleggiata da Don Rino, e con il messaggio che arriva tra i fratelli; si chiude con l’attesa del Natale portatore dei valori universali  cristiani e con il ruolo centrale dei testimoni, in questo caso gli associati delle Misericordie, a cominciare dall’organizzatore Felice Faija, e l’intero  popolo in cammino.

Preghiera, legami, impegno,  la Chiesa delle aree interne in uscita sulla via della pace.

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