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Abellinum, sinergia vincente tra Ministero, Comune e Università. Santoriello: la sfida è ricostruire l’idea di città

Petroccione: in arrivo ulteriori finanziamenti per il Parco e la Dogana. Barbarisi: così abbiamo cercato di recuperare i ritardi del passato

Valorizzare appieno il patrimonio di memoria rappresentato dal parco archeologico di Abellinum, consentendo agli atripaldesi e all’intera Irpinia di riappropriarsi di questo luogo. Una sfida, come sottolinea Flavio Petroccione, responsabile dell’area archeologica di Abellinum, frutto della sinergia “tra Ministero, Comune e Università che sta dando i suoi frutti. Con l’arrivo del 2025 – ha spiegato Petroccione – potremo contare su ulteriori finanziamenti destinati alla Dogana dei Grani e al Parco Archeologico, circa 450 mila euro per emergenze archeologiche, 100 mila euro da assegnare alla Dogana dei Grani,  685 mila euro per completare copertura e intonaco. 500 mila euro potranno, infine, essere destinati al trasferimento in uno spazio più adeguato della mostra che riunisce reperti emersi dagli scavi”. Quindi l’auspicio di riuscire a rinnovare la convenzione tra Ministero, Università e Comune di Atripalda.  E’ quindi Nunziante de Maio a porre l’accento sull’impegno della Società Italiana dei beni culturali nel percorso di valorizzazione del parco archeologico, coinvolgendo i diversi settori della società.

L’assessore al turismo del Comune di Atripalda Raffaele Barbarisi sottolinea l’attenzione rivolta dall’amministrazione comunale alla cultura, ricordando come la difficoltà sia stata quella di recuperare i ritardi causati da una vicenda giudiziaria che andava avanti da trent’anni. “Ogni tentativo di esproprio – ha spiegato – era oggetto di un ricorso al Tar con giudici che mettevano in discussione il valore degli scavi. Nel 2016 anche grazie al sequestro della Procura, la vicenda si è conclusa ed è partito questo progetto per rilanciare Abellinum in sinergia con il Ministero e l’Università”. E’ il direttore degli scavi di Unisa Alfonso Santoriello a ricordare come “Abbiamo puntato sul concetto di ecosistema, frutto dell’interazione tra uomo e ambiente, di cui l’archeologia è solo un aspetto, in collaborazione con i dipartimenti di comunicazione per i beni culturali, farmacia e ingegneria di Unisa, il dipartimento di scienze e Tecnologie dell’Unisannio, il dipartimento di geoscienze del Molise, con l’obiettivo di esaltare tutte le componenti del luogo, dalla geomorfologia alle piante. La vera scommessa è il turismo di prossimità, nemmeno gli atripaldesi conoscono appieno Abellinum. Dobbiamo ripartire da questo dato. Inoltre, in un tempo in cui si parla tante di aree interne e marginali, Abellinum riveste un valore più forte, pochè è marginale da un punto di vista geografico”.

Nessun dubbio, ribadisce Santoriello, che questa sfida può essere vinta solo se portata avanti in maniera unitaria , di qui la volontà di coinvolgere le scuole, a partire dai percorsi di Pcto. “Vogliamo consentire ai visitatori – prosegue Santoriello – di godere appieno il paesaggio che offre Abellinum, a partire dalla vegetazione che è stata adeguatamente mappata, fino alle storie collegate a questi spazi. Solo In questo modo le persone possono riappropriarsi di questo luogo. Si sofferma a lungo sulla prospettiva che guida la progettualità degli scavi “Prima chi veniva qui vedeva un semplice rudere. La sfida scientifica è stata, invece, quella di mostrare perchè Abellinum è una città, di qui il tentativo di mettere in evidenza la domus affiancata da abitazioni e da un percorso stradale, di portare alla luce altre parti di altri isolati che componevano il tessuto urbano. Quando saranno arrivati anche gli ulteriori finanziamento, offriremo ai visitatori l’opportunità di entrare in una città antica, la racconteremo attraverso percorsi che consentiranno di esaltare vegetazione, memoria o ancora le singole storie, anche quella di chi ha distrutto l’evidenza archeologica, come la cava realizzata ad inizio del ‘900. Vogliamo lavorare anche alla possibilità di realizzare cooperative sociali”. Una sfida illustrata anche da Luca Cerchiai, direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio. Una giornata che sottolinea la ricchezza di una città come Atripalda, conclusa dalla visita degli scavi e specializzandi agli scavi, sotto la guida dell’archeologa Daniela Musumeci

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