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Ad Aquilonia nasce La Buffetta, la sfida di Gerardo e Fabio: esportiamo il territorio, la tradizione abbraccia la tensione verso il futuro

Venerdì 19 settembre, ad Aquilonia, parte una nuova avventura imprenditoriale, La Buffetta, che ha l’ambizione di essere, al tempo stesso, proposta gastronomica di ricerca, affermazione di identità culturale e attivatore di sviluppo locale.

La Buffetta, osteria con il connesso servizio di ristorazione Buffetta Lab, è un’idea di Gerardo Mastrullo e Fabio Lotrecchiano. Gerardo, 48 anni, è un “ritornante”: partito da Aquilonia ha vissuto per molti anni in Emilia impegnandosi in diverse attività di punta nel settore del cibo come l’esperienza di Focacceria Mediterranea, trattoria e pizzeria con specialità irpine a Bologna, e la fondazione del marchio Sapori d’Irpinia. Fabio, 52 anni, ha una solida esperienza alberghiera e nella ristorazione avendo coordinato l’attività di famiglia, quell’Hotel Gronki che dagli anni 80 è stato punto di riferimento dell’Alta Irpinia. Il retroterra comune, oltre all’appartenenza al territorio in cui entrambi hanno radici, è da qualche anno anche la collaborazione con l’azienda agrituristica Irpinia d’Oriente di Vito Luongo, dove nasce molta della materia prima della nuova attività.

L’investimento di Gerardo e Fabio è una scommessa imprenditoriale, culturale ed esistenziale: quella su un’alternativa alla depressione e all’abbandono, sulla convinzione che esista un modo per restare nelle aree interne, con rispetto del passato e tensione verso il futuro. Tutta la proposta della Buffetta si pone attorno a questo nodo passato/futuro e compie una sorta di “doppio movimento”: «il primo movimento – spiega Gerardo Mastrullo – è, per così dire, sul posto: da una parte creiamo un’osteria con prodotti locali, facciamo la cucina semplice della tradizione altirpina che abbiamo appreso tanto dalle nostre madri quanto dalle testimonianze scritte, tra cui quelle contenute nei Quaderni di Beniamino Tartaglia pubblicati dal museo etnografico da lui fondato ad Aquilonia e che porta il suo nome; però facciamo ricerca con tecnologie e metodi di cottura contemporanei che consentono di non stressare la materia prima, e inventiamo nuovi menu, soprattutto con accostamenti e contaminazioni inedite».

I grani di varietà storiche italiane vengono coltivati direttamente nelle terre della famiglia Mastrullo, a cominciare dal Senatore Cappelli, seme selezionato nei primi del 900 e per lunghi anni coltivato in questa zona, oggi recuperato per il suo valore nutrizionale e per il minore impatto ambientale della sua produzione, con il quale sarà preparata la pasta fresca, il pane, la focaccia. Dall’orto di Irpinia d’Oriente arriveranno verdure e ortaggi di stagione biologici, cioè coltivati senza chimica e raccolti al punto giusto di maturazione. Le carni, a cominciare dai bovini di razza podolica ma non solo, e le uova, saranno quelle dei piccoli allevatori locali che rispettano il benessere animale garantendo prodotti sani e compatibilità ambientale. «Una filiera cortissima e di qualità che è l’essenza stessa della nostra missione», ribadisce Gerardo.

«Il secondo movimento – incalza Fabio Lotrecchiano – lo facciamo verso l’esterno: con il Buffetta Lab esportiamo il territorio e la sua cultura materiale e immateriale». In particolare, una linea “Bar” rifornirà gli esercizi, una linea “Ready to Eat” offrirà piatti pronti distribuiti al dettaglio nei supermercati della zona. «La prudenza è d’obbligo, perciò cominciamo con piccoli passi coprendo Aquilonia e i 4 paesi confinanti Lacedonia, Bisaccia, Calitri e Monteverde – avverte Fabio – ma la nostra ambizione è alta e in fondo già pensiamo a un “terzo movimento” centripeto: speriamo di diventare un piccolo ma significativo attrattore, in una visione rinnovata di un piccolo paese e di un’area interna che ha le potenzialità per uno sviluppo locale solido, ma ancora non riesce a invertire il trend dello spopolamento». Il tassello che La Buffetta mette nella costruzione di questa prospettiva è il rapporto con i produttori e operatori economici locali, la trasformazione artigianale dei prodotti e il racconto della loro storia, cioè il sostegno all’economia e all’identità locale.

Lo dice il nome stesso di questa nuova impresa, La Buffetta, richiamo identitario al classico tavolino di legno a quattro zampe della tradizione povera, punto di incontro e condivisione, di cui la saletta di Corso Vittorio Emanuele ad Aquilonia sarà dotato. A fabbricare le buffette, in una versione “2.0” adatta alle esigenze dell’osteria, è un falegname ultraottantenne, Gerardo Ruffo, che nel suo laboratorio ne ha costruite tante per tutta la vita. Anche qui una tradizione, e al tempo stesso una traduzione.

L’appuntamento per l’inaugurazione, con un “Buffet alla Buffetta”, è venerdì 19 alle ore 17. La serata, a seguire, sarà la prima di tantissime altre: apertura martedì, mercoledì e domenica a pranzo, giovedì venerdì e sabato a pranzo e cena.

 

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