di Rosa Bianco – Questa mattina l’Italia civile e scientifica piange la scomparsa di Luigi Nicolais, figura eminente del pensiero, della ricerca e dell’innovazione nazionale, con una vita dedicata al servizio del sapere e delle istituzioni. Uomo di insigne preparazione, ingegnere chimico di formazione, ha attraversato decenni di trasformazioni con instancabile impegno accademico e civile, segnando la storia dell’università e della ricerca italiane. Professore ordinario di Tecnologie dei Polimeri e di Scienza dei Materiali presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità scientifica internazionale con oltre 350 pubblicazioni e il ruolo di direttore di istituti di eccellenza del CNR.
La sua carriera accademica si è intrecciata con esperienze istituzionali di grande respiro: è stato Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione nel governo Prodi II, portando il rigore scientifico nel cuore della pubblica amministrazione italiana. Ha servito la Repubblica anche come deputato della Camera dei Deputati tra il 2006 e il 2008, contribuendo attivamente alla definizione di politiche scientifiche e culturali e sostenendo iniziative per l’innovazione tecnologica e la modernizzazione dello Stato.
Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha guidato il principale ente di ricerca italiano con visione e capacità, promuovendo l’innovazione come motore di competitività e sviluppo. La sua opera di divulgazione scientifica, di formazione di giovani talenti e di promozione dell’eccellenza italiana nel mondo rimarrà un esempio per le generazioni future.
Uomo di profonda cultura, grande umanità e dedizione al bene pubblico, Nicolais ha saputo coniugare la ricerca più avanzata con la responsabilità politica, incarnando con equilibrio il ruolo dello scienziato al servizio della collettività. Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che lo hanno stimato e amato giungano le più sentite condoglianze. Il suo lascito vive negli istituti, nei giovani ricercatori, nelle idee che ha saputo generare e nelle politiche innovative che ha sostenuto per il progresso dell’Italia. La sua memoria resterà viva nella scienza, nella politica e nella democrazia.



