Sarà la Biblioteca Cassese di Atripalda ad accogliere il 22 dicembre, alle 17, un confronto dedicato alla riscoperta della memoria. Dal volume di Mario Avagliano “L’uomo che arrestò Mussolini” allo studio di Aldo Renzullo su “Raffaele Aversa. Da Labico alle Fosse Ardeatine”. A portare i propri saluti il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo, il sindaco di Labico Danilo Giovannoli. Interverranno Daniele Morgera, giornalista Rai, Tina Mele, assessore alla cultura del Comune di Labico, Italia D’Acierno, segretaria generale Cdlt Cgil di Avellino, Gianni Marino dell’Officina Culturale “La casa di Giuseppe Casciaro”. A moderare il dibattito l’assessore Raffaele Barbarisi
Avagliano ricostruisce la figura del tenente colonnello Giovanni Frignani, di Ravenna, volontario nella Grande Guerra, decorato al Piave, membro dei servizi segreti militari e protagonista di casi clamorosi di controspionaggio, come quello francese ai danni della Regia Marina. Nonostante il fratello Giuseppe fosse stato deputato fascista, sottosegretario alle Finanze e uomo di fiducia del duce nel mondo delle banche, il 25 luglio 1943 il comando generale dell’Arma affidò proprio a lui il compito dell’arresto di Benito Mussolini all’uscita di Villa Savoia a seguito del colloquio con il re e il sequestro dei diari di Claretta Petacci e delle lettere del duce alla sua amante. Il mese successivo, sempre Frignani fu protagonista di un altro episodio che fece rumore: la morte del gerarca fascista Ettore Muti. Dopo l’8 settembre 1943, fascisti e nazisti misero una taglia su Frignani, che fu tra i principali promotori del Fronte militare clandestino dei carabinieri, inquadrato nella più ampia organizzazione guidata dal colonnello Montezemolo. Arrestato dalle SS, forse su delazione di una bionda spia tedesca, finì nel carcere di via Tasso e il 24 marzo 1944 fu assassinato alle Fosse Ardeatine. Nel dopoguerra gli venne assegnata la medaglia d’oro. Mario Avagliano, facendo ricorso a lettere, memoriali, documenti d’archivio, testimonianze di parenti, ricostruisce la sua vita avventurosa e intrepida. Un viaggio appassionante attraverso il fascismo di un carabiniere eroe della Resistenza.
Il 23 gennaio 1944 A. venne arrestato dalla polizia tedesca, rinchiuso nel carcere di via Tasso e sottoposto a torture; fu ucciso alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944”. Un ricordo condiviso da due paesi: Labico città natale del capitano e Atripalda città d’origine della famiglia Aversa.



