“Il Pd deve arrivare al tavolo del centrosinistra per le amministrative cittadine con una proposta chiara: candidati sindaco espressione del partito. La scelta spetta alla direzione pd. Abbiamo al nostro interno figure autorevoli, in grado di rappresentare degnamente il Pd, il centrosinistra e il campo largo ad Avellino. Da qui deve partire il confronto”.
Pellegrino Palmieri, riferimento dell’area Radici e Futuro, va dritto al punto alla vigilia della direzione provinciale di sabato, chiamata a indicare la rotta per le amministrative. All’ordine del giorno c’è la votazione sull’assegnazione al nuovo segretario dem Marco Santo Alaia del mandato a rappresentare il pd agli incontri tra le forze politiche del centrosinistra e le associazioni per decidere la linea politica, il programma e magari anche il candidato per la prossima tornata elettorale del 24 e 25 maggio.
I nomi?
Pensiamo a Francesco Todisco: una figura di valore, tra i fondatori del Pd in Irpinia, con il profilo giusto per una candidatura autorevole. Ma il confronto deve essere vero: anche le altre aree, a partire dalla maggioranza, facciano le loro proposte. Ci sono nomi anche Enza Ambrosone e Nicola Giordano. L’importante è decidere dentro il partito, con trasparenza e senza gerarchie implicite. Non siamo figli di un dio minore: il Pd ha tutte le carte per essere competitivo e vincente.
E l’ipotesi di un candidato esterno?
Prima viene il Pd. Poi, nel confronto con il campo largo, valuteremo eventuali profili esterni, ma solo se autorevoli e chiaramente riconducibili al centrosinistra. Niente scorciatoie: si parte da una proposta politica solida e da nomi che rappresentino il partito.



