“Occorre uscire senza indugi da questo vicolo cieco e riaprire uno spazio politico credibile, capace di ricomporre un campo largo realmente inclusivo, aperto alle energie civiche e al mondo dell’associazionismo”. Così Tonino Scala, segretario regionale di Sinistra Italiana, commenta l’impasse politica nella coalizione del centrosinistra cittadino che prova a trovare la quadra su una linea politica per le amministrative di Avellino.
Sinistra Italiana ha abbandonato l’ultimo interpartitico esprimendo disappunto sul metodo della scelta del candidato sindaco. Ma, a determinate condizioni, il confronto è aperto, avete chiarito nell’assemblea pubblica di mercoledì.
Al Partito Democratico spetta oggi una responsabilità primaria: indicare una traiettoria fondata sull’equilibrio, sulla sintesi e sulla capacità di tenere insieme sensibilità diverse. Tuttavia, il fattore tempo è ormai decisivo: è il tempo, in questa fase, a determinare l’esito della partita.
Per parte nostra, stiamo provando a fare fino in fondo il nostro dovere. L’assemblea di mercoledì ha rappresentato un primo tentativo concreto di rimettere in movimento acque che rischiavano di restare stagnanti. Ma non basta.
Che altro serve?
Il Partito Democratico non può né deve perseverare lungo una linea che, nei fatti, rischia di condurre alla frammentazione del campo. In assenza di una proposta autorevole, condivisa e proiettata al futuro — ma capace di fare tesoro delle esperienze maturate — il rischio di una rottura diventa concreto.
Ci potrebbe essere intanto l’intervento dei vertici regionali o nazionali dei partiti?
Se il livello locale non è nelle condizioni di assumere un ruolo di guida e di convocazione, è necessario attivare con urgenza un tavolo regionale. Ho già avviato interlocuzioni con i vertici del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Il tempo a disposizione è limitato e Avellino rappresenta un nodo strategico nell’equilibrio politico regionale e nazionale: non può essere derubricata a mera questione localistica.
Intanto il tempo stringe.
È necessario uno scatto politico, un’assunzione piena di responsabilità per dare unità e prospettiva a un progetto più ampio, che riguarda non solo un territorio ma l’intero Paese.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ma serve rapidità, determinazione, chiarezza. Occorre definire, senza ulteriori rinvii, il perimetro della coalizione, un programma condiviso e una figura autorevole, capace di guidare questo processo e di rappresentarne la sintesi.
Chi sceglie di non comprendere la portata di questo passaggio, o di rinviare ancora, si assume la responsabilità politica di alimentare una divisione che il Paese non può permettersi.



