Nel distretto della Corte d’Appello di Napoli si registra un significativo aumento dei procedimenti per violenza di genere. È quanto emerge dalla relazione illustrata dalla presidente Maria Rosaria Covelli in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, svoltasi a Castel Capuano. Nel primo semestre del 2025 i procedimenti sopravvenuti sono stati 1.314, mentre quelli definiti hanno raggiunto quota 2.176, con un incremento rispettivamente del 48,81% e del 28,53% rispetto allo stesso periodo del 2024. In questo contesto si collocano l’istituzione dell’Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere e domestica e l’apertura di spazi di ascolto dedicati alle vittime di reato.
Preoccupante anche il quadro della giustizia minorile. I procedimenti dibattimentali a carico di minorenni presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli sono raddoppiati, passando da 226 a 448. Aumentano in particolare gli episodi di violenza, anche grave, le condotte devianti legate all’uso di armi bianche e i collegamenti con la criminalità organizzata. Si registra inoltre un incremento degli omicidi e delle violenze sessuali di gruppo. Un dato definito “particolarmente allarmante e in parte inedito” riguarda la commissione, da parte di soggetti minorenni, di reati con finalità di terrorismo o eversione, spesso realizzati attraverso l’uso delle risorse della rete che favoriscono processi di radicalizzazione rapida e autonoma, sottratti ai tradizionali canali di controllo sociale e familiare.
Covelli ha sottolineato con forza l’urgenza di investire in politiche strutturate di prevenzione, educazione e intervento tempestivo, nella prospettiva della tutela del minore e del suo recupero sociale. La presidente ha inoltre richiamato il crescente fenomeno di giovanissimi che escono di casa armati di coltelli, talvolta detenuti con finalità ritenute “difensive”, evidenziando la necessità di distinguere tra la devianza legata alla criminalità organizzata di stampo camorristico e quella riconducibile alle povertà educative e ai gravi deficit dei contesti familiari. Questi ultimi, ha spiegato, rappresentano la componente quantitativamente più rilevante e, se non intercettati precocemente, rischiano di confluire nei circuiti criminali strutturati.
Nel primo caso, ha aggiunto Covelli, si riscontrano episodi in cui le cosiddette “paranze” – gruppi di giovanissimi criminali, talvolta in concorso con maggiorenni – circolano armate anche di armi da fuoco, non esitando a utilizzarle, con effetti di forte allarme sociale. In relazione ai reati commessi con armi bianche, è stato siglato uno specifico protocollo tra la Presidenza del Tribunale per i Minorenni, la Procura minorile e i servizi sociali, che consente di celebrare le procedure nell’immediatezza del sequestro dell’arma, permettendo all’autorità giudiziaria di intervenire rapidamente sui minori e sulle famiglie per interrompere sul nascere i percorsi di devianza.
Nel corso della relazione, la presidente della Corte d’Appello ha rivolto un messaggio ai familiari delle vittime innocenti della criminalità: “Non siete soli nella battaglia per la verità e la giustizia”.
Sul fronte dell’efficienza, la Corte d’Appello di Napoli si conferma la più produttiva del Paese per numero di procedimenti definiti, sia nel settore civile sia in quello penale. Nel settore civile e lavoro, al 30 giugno 2025, risultano pendenti 24.770 procedimenti, in calo rispetto ai 27.029 dell’anno precedente, a fronte di 13.664 sopravvenienze e 15.959 definizioni.
Nel primo semestre del 2025 sono stati definiti 9.049 procedimenti, a fronte di 6.821 nuove iscrizioni, dato più alto a livello nazionale. Anche i Tribunali del distretto registrano una riduzione delle pendenze e dei tempi dei processi, con risultati incoraggianti rispetto agli obiettivi del Pnrr.
Nel settore penale, la Corte ha già conseguito gli obiettivi fissati dal Pnrr grazie a una significativa riduzione delle pendenze e della durata dei processi.
Le Sezioni della Corte di Assise di Appello hanno definito, nel biennio 2024-2025, 164 procedimenti, in gran parte relativi a delitti commessi in contesti camorristici, confermando la persistente incidenza della criminalità organizzata sul territorio.
A margine della cerimonia è intervenuto il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, che ha definito “inappropriato” il termine “blasfemo” utilizzato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in riferimento alle critiche sulle riforme della giustizia. Gratteri ha ribadito la sua contrarietà alle riforme in corso, sostenendo che non servono a velocizzare i processi né a dare risposte concrete ai cittadini, annunciando il suo impegno pubblico per il “no” al referendum.
Il procuratore ha però rivendicato i risultati ottenuti dalla Procura di Napoli: dal suo insediamento, nell’ottobre 2023, la produttività è cresciuta nonostante la carenza di organico. In particolare, le rogatorie internazionali sono aumentate di oltre il 600%, grazie a una profonda riorganizzazione dell’ufficio e al rafforzamento dei rapporti con Paesi del Sud e Centro America. Attualmente mancano sette magistrati, ma Gratteri si è detto fiducioso che nel 2026 i risultati possano ulteriormente migliorare.



