“La proposta di riclassificazione dei Comuni montani che il Governo si appresta a presentare in Conferenza Unificata rappresenta un errore grave nel metodo e nel merito, con il rischio di produrre un danno strutturale a centinaia di comunità, in particolare lungo l’Appennino, e di compromettere la coesione territoriale del Paese”.Lo dichiara Massimiliano Presciutti, vicepresidente nazionale di Ali, Autonomie Locali Italiane, sindaco di Gualdo Tadino e presidente della Provincia di Perugia, alla vigilia della riunione della Conferenza Unificata di giovedì prossimo.
“Ridurre la montagna a una questione puramente altimetrica significa ignorare le condizioni reali dei territori: fragilità dei servizi, difficoltà di accesso, spopolamento e marginalità economica e sociale. È una visione miope che cancella anni di politiche, pur migliorabili, orientate a riconoscere la specificità delle aree montane e interne, senza mettere a disposizione nuove risorse”. Secondo Presciutti, “l’operazione del ministro Calderoli non rafforza la montagna, ma riduce platee e risorse, creando una competizione artificiale tra territori e scaricando sui Comuni il peso di una redistribuzione non dichiarata, con effetti negativi sui diritti di cittadinanza”.
“Colpire l’Appennino significa colpire l’ossatura stessa dell’Italia: qui la montagna è presidio umano, tutela del territorio e coesione sociale. Escludere centinaia di Comuni dagli strumenti dedicati vuol dire accelerare lo spopolamento e indebolire i servizi essenziali”. “Chiediamo al Governo di fermarsi e di aprire un confronto vero con le rappresentanze istituzionali. In Conferenza Unificata, su questo impianto, non possono esserci le condizioni per un’intesa”.
Autonomie locali italiane: “Il governo divide il Paese e colpisce l’Appennino”
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