Per il decesso di Matteo Reppucci arriva la condanna per omicidio colposo in ambito sanitario per un radiologo dell’ ospedale Moscati di Avellino. tribunale di Avellino ha condannato il radiologo Michele De Siero a un anno e otto mesi di reclusione, con pena sospesa, per omicidio colposo in ambito sanitario. Al
Al centro del processo, il decesso del giovane, appena diciottenne, avvenuto nell’ottobre 2018 a seguito di un aneurisma non diagnosticato in tempo.
La decisione dei giudici ricalca la richiesta formulata dal pubblico ministero Sodano al termine della requisitoria. In sede civile è stata riconosciuta una provvisionale di duecentomila euro ai genitori e di ottantamila euro ai due fratelli.
I fatti risalgono alla notte tra il 3 e il 4 ottobre 2018. Matteo, studente del liceo Mancini di Avellino, si presenta al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati dopo aver accusato un malore. Viene sottoposto a consulenza neurologica; il medico dispone una tac con mezzo di contrasto, estesa anche all’addome e al torace, ipotizzando una possibile origine vascolare del disturbo. L’esame viene eseguito senza mezzo di contrasto dal radiologo di turno. Il referto non segnala criticità e il ragazzo viene dimesso.
Nei giorni successivi non emergono elementi che lascino presagire un aggravamento imminente. Il 15 ottobre Matteo gioca a calcetto con gli amici, senza accusare disturbi. È nella notte che compaiono dolori a un braccio e a una gamba; il quadro clinico precipita in poche ore. I genitori lo accompagnano d’urgenza in ospedale. Giunge al Moscati in condizioni gravissime. I tentativi di rianimazione non producono esito. Muore poco dopo.
L’inchiesta viene aperta inizialmente contro ignoti per omicidio colposo. Le indagini si concentrano fin da subito sul primo accesso al pronto soccorso e sugli accertamenti diagnostici eseguiti in quella circostanza. La perizia disposta nel corso del procedimento accerta la presenza di un aneurisma dell’aorta nel tratto ascendente, causa del decesso. Dalle valutazioni tecniche emerge che un esame eseguito con mezzo di contrasto avrebbe potuto consentire di individuare la patologia.
Nel 2020 il giudice per le indagini preliminari dispone il rinvio a giudizio del radiologo unico imputato. Il dibattimento si sviluppa attraverso l’audizione di consulenti tecnici e periti; otto, secondo quanto riferito dalla parte civile, gli esperti ascoltati nel corso del proc difesa e il contributo dei periti.
Alla lettura del dispositivo, l’avvocato Innocenzo Massaro, legale della famiglia Reppucci, parla di un procedimento «lungo e travagliato» e richiama il contributo dei consulenti tecnici nella ricostruzione dei passaggi clinici.



