Boom di presenze per la giornata di prevenzione ad Avellino, promossa dall’associazione Borgo Ferrovia presieduta da Walter Giordano con il senologo e primario della Brest Unit dell’ ospedale Moscati di Avellino Carlo Iannace.
Nel dibattito contemporaneo sulla salute e sul benessere collettivo, una parola ricorre con insistenza: prevenzione. Ma, come sottolinea Iannace, si tratta di un concetto “troppo usato e poco praticato”. Le sue dichiarazioni mettono in luce una realtà spesso sottovalutata: la prevenzione non è solo un atto medico, ma un atteggiamento quotidiano, una forma di responsabilità verso sé stessi.

Secondo il senologo prendersi cura della propria salute significa innanzitutto conoscersi, riconoscere le proprie fragilità e intervenire prima che queste si trasformino in problemi più gravi. “Volersi bene” diventa quindi il primo passo per costruire un rapporto più consapevole con la salute e con il sistema di cura. Nel suo discorso emerge anche una forte critica alle difficoltà strutturali che i cittadini incontrano. La burocrazia, racconta, rappresenta spesso “un ostacolo concreto, soprattutto per chi vive già una condizione di fragilità”. È proprio nei momenti di bisogno che il sistema mostra le sue crepe, rendendo il percorso di prevenzione e cura più complesso e, talvolta, scoraggiante.
Il primario del Moscati , ormai punto di riferimento in Campania per la prevenzione al seno, sottolinea le fragilità non siano soltanto fisiche. Esistono fragilità sociali, psicologiche, legate all’età o alle condizioni economiche. In un contesto di emergenza sanitaria, queste vulnerabilità tendono ad accentuarsi, creando un sistema in cui chi è più debole rischia di restare indietro.
Un altro tema centrale è quello della comunicazione. “Informare correttamente i cittadini è fondamentale per promuovere la prevenzione. Tuttavia, Iannace mette in guardia anche dai rischi legati all’uso dei social media: se da un lato rappresentano uno strumento potente di diffusione delle informazioni, dall’altro possono diventare veicolo di disinformazione, soprattutto su temi delicati come la salute.Per questo, sottolinea l’importanza di una comunicazione responsabile, basata su fonti affidabili e su un linguaggio chiaro. Allo stesso tempo, invita i cittadini a sviluppare uno spirito critico, capace di distinguere tra informazione corretta e contenuti fuorvianti.”
In conclusione, per Iannace emerge un messaggio chiaro: la prevenzione è una responsabilità condivisa. Coinvolge il singolo, che deve imparare a conoscersi e a prendersi cura di sé, ma anche la società, chiamata a garantire un sistema più accessibile, efficiente e attento alle fragilità. La comunicazione, in questo equilibrio
Oltre alla prevenzione, c’è anche spazio per un incontro con le associazioni del territorio, ospiti di una nuova puntata di “Viaggio in Prima Classe”, il format ideato e promosso dall’associazione “Per Borgo Ferrovia” .Viaggio in Prima Classe è molto più di un talk: è un invito a salire a bordo di un percorso collettivo che mette i giovani al centro – dichiara il presidente dell’Associazione “Per Borgo Ferrovia”, Walter Giordano.In un momento in cui le nuove generazioni rischiano di perdersi tra schermi e individualismo, le associazioni offrono uno spazio reale per imparare il rispetto, la solidarietà e il valore della comunità. Vedere una sala piena di ragazzi che discutono con passione di questi temi ci dice che Borgo Ferrovia sta rinascendo proprio grazie a loro».
Ospite della puntata di ieri, Luca Abete, che ha ripercorso la sua carriera televisiva dalla conduzione su itv della trasmissione Marameo al ruolo di inviato di Striscia La Notizia. Il noto inviato si è soffermato anche sulla campagna sociale ” Non ci ferma Nessuno “che sostiene gli studenti italiani nel trasformare difficoltà e insuccessi in occasioni per rintracciare il proprio talento e valorizzarlo. “L’obiettivo è accorciare le distanze tra i ragazzi stessi, tra i loro problemi e le possibili soluzioni, tra ognuno e il mondo del lavoro. Vengono forniti percorsi utili a sperimentare esperienze di solidarietà concreta, di sensibilizzazione sulle dinamiche ambientali, sul rispetto reciproco e sulla disponibilità all’ascolto.”
Al talk ha preso parte anche Elena Pacilio vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale Danilo D’Argenio Real Daddy, nata dopo la morte prematura di Danilo D’Argenio per dare continuità ai suoi sogni e a quelli di tanti ragazzi.
“La partecipazione a Tu sì que vales è nata per caso. Ho fatto l’iscrizione e poi tutto si è evoluto in modo positivo fino a sabato scorso quando tutti ci hanno visto in TV. Lo scopo era quello di farci conoscere in tutta Italia” ha raccontato Elena Pacilio . “Volevamo abbracciare il territorio nazionale arrivando sia ai ragazzi, affinché fossero incentivati a richiedere il nostro aiuto attraverso le borse di studio, sia al pubblico adulto, importante perché è quello che offre donazioni e sponsorizzazioni” ha spiegato la mamma di Danilo, soddisfatta per il lavoro svolto finora dall’associazione di cui è vicepresidente. Un lavoro eccellente fatto di iniziative civiche, culturali e solidali che mettono al centro i giovani, la formazione e la partecipazione attiva. Più di 200 i giovani coinvolti, tra borse di studio e corsi di formazioni; 150 volontari e oltre 40 domande per borse di studio.
È stata una grande emozione – hanno spiegato – ma anche una responsabilità. Ci siamo resi conto che sempre più giovani hanno bisogno di ascolto, fiducia e opportunità concrete.”Esempio dell’importanza dell’associazione per i giovani è Sabrina, esperta di politica statunitense e studentessa dell’Università Federico II di Napoli che ha chiesto l’intervento della Danilo D’Argenio Real Daddy per poter volare in Texas dopo aver ottenuto una borsa di studio: “Il suo progetto è stato premiato dal Parlamento italiano per la sua enorme validità. Siamo orgogliosi” ha dichiarato Elena Pacilio.
Ospite del talk anche Martha Festa dell’Associazione Puck TeaTré, che ha spiegato come l’ associazione nasca con il desiderio di “raccontare” attraverso il teatro e il cinema il pensiero artistico, culturale e sociale, cercando continuamente collaborazioni esterne, contaminazioni tra le arti performative e intrecci transculturali.
Infine a rappresentare il Comitato Civico Irpino il notaio Fabrizio Pesiri.”Il comitato è una creatura che è nata da un evento personale e che mira a strutturarsi per gestire meglio l’emergenza legata alla sanità. Poi è chiaro che studiando, verificando, ti accorgi,che – spiega Pesiri – nell’emergenza emergono delle altre criticità, che sono quelle legate ai soggetti fragili. E le fragilità sono tante, sono quelle sociali, quelle dipendenti dell’età, quelle legate alla alla situazione psicofisica. E quindi, diciamo, in questo senso, all’interno di un sistema emergenza che probabilmente fa acqua da tutte le parti, ci sono poi ulteriori emergenze legate proprio a queste fragilità.E quindi il comitato si sta sforzando di, così, proporre delle cose.Alcune sono andate in porto, alcune no, ci ci proviamo, non ci stanchiamo, continuiamo”.



