Questa mattina, al Circolo della Stampa di Avellino, il Comitato “Giusto Dire No” ha organizzato un incontro per riaffermare la propria opposizione al referendum sulla Riforma della Giustizia proposta dal Ministro Carlo Nordio.Il dibattito, aperto dall’ex presidente del Tribunale di Napoli Ettore Ferrara, ha visto la presenza di esponenti di spicco della magistratura e della politica, tra cui la presidente della Sottosezione Anm di Avellino, Monica D’Agostino, il segretario Fabrizio Ciccone, e numerosi altri professionisti, tra cui l’ex procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo, l’ex presidente del Tribunale di Avellino Vincenzo Beatrice, e i legali Raffaele Tecce e Giuseppe Iannaccone.
Ferrara, ha sottolineato le preoccupazioni avanzate dal Comitato in merito alla riforma, confermando ancora una volta i timori che si stanno diffondendo da più fronti, sottolineando che, sebbene le prime obiezioni alla riforma fossero state liquidate come infondate, oggi emergono segnali concreti che alimentano dubbi e incertezze.”Sta emergendo la revisione dell’obbligo e del terrore dell’azione penale, la riconsiderazione del rapporto tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, e altre questioni che noi sospettavamo potessero incidere pesantemente sull’indipendenza della magistratura e sull’ingerenza del potere esecutivo nell’esercizio della giurisdizione”, ha spiegato Ferrara, che ha espresso la propria preoccupazione per il futuro della giustizia in Italia.
Sulla questione dell’efficacia della riforma, Ferrara ha affermato con decisione: “Non c’è da aspettarsi alcun cambiamento. Questa non è una supposizione o una suggestione nostra: lo ha dichiarato lo stesso Ministro della Giustizia. È una riforma che non incide sul funzionamento della macchina giudiziaria”.
La sua posizione è stata appoggiata da altre voci autorevoli, come quella del cardinale Zuppi e del primo presidente della Cassazione, che hanno manifestato le stesse riserve.

Anche Vincenzo Beatrice, ex presidente del Tribunale di Avellino, ha voluto esprimere i propri dubbi riguardo la riforma, sollevando perplessità sulla direzione che essa sembra prendere.”Gli esempi che il governo porta sono tutti attinenti alle decisioni, ma è la magistratura che decide. Perché insistere sul pubblico ministero? Perché nulla è possibile fare nei confronti della magistratura giudicante?”, ha detto Beatrice, rimarcando come sia difficile comprendere il razionale delle modifiche proposte
Dal canto suo, Rosario Cantelmo ha espresso il suo parere con fermezza,
“Non si tratta di una riforma che riguarda un singolo aspetto, ma di un assalto pacifico alla Costituzione democratica e antifascista”, ha affermato l’ex procuratore, richiamando l’importanza di difendere i principi fondamentali dello Stato di diritto.
L’avvocato Raffaele Tecce ha posto l’accento sull’importanza di un dibattito serio e approfondito sui temi della riforma.”Speriamo di recuperare una discussione sui temi importanti per il nostro futuro, per il futuro dell’avvocatura e per il futuro della giustizia in generale, rispetto a quello che è il giusto processo”, ha dichiarato, mettendo in guardia dalla semplificazione della questione che rischia di appiattirne la complessità.



