I giudici della I Sezione del Tar del Lazio hanno rigettato il ricorso presentato dalla dottoressa Vincenza Barbalucca, rappresentata e difesa dall’avvocato Geremia Biancardi, contro il Consiglio Superiore della Magistratura, Ministero della Giustizia e Presidenza del Consiglio dei Ministri, e nei confronti della dottoressa Francesca Spena, rappresentata e difesa dagli avvocati Maria Grazia Ingrosso e Enrico Soprano, per l’annullamento della deliberazione adottata dal Plenum del Csm in data 5 marzo 2025 e impugnata davanti al tribunale amministrativo.Ordinanza con cui è stato deliberato il conferimento dell’incarico di Presidente del Tribunale di Avellino alla dottoressa Francesca Spena.
Nella conclusione della sentenza emessa dai magistrati del Tar emerge come il CSM si si è trovato, a dover individuare la candidata più idonea a ricoprire l’incarico tra due aspiranti che vantano entrambe un elevato percorso professionale. Da un lato la ricorrente” che ha sì ricoperto funzioni semidirettive e direttive di fatto, ma che, al contempo, ha maturato un’esperienza meno qualificante sul piano del lavoro giudiziario rispetto alla nominata, perché non si è confrontata con le funzioni in Corte di Cassazione.
Dall’altra parte, invece la dottoressa Spena che, pur non avendo sperimentato funzioni semidirettive o direttive, ha però acquisito una “più ampia visione della giurisdizione” grazie al periodo in Cassazione, aggiungendovi poi un’importante esperienza ordinamentale quale componente e segretario del Consiglio giudiziario presso la Corte di appello di Napoli nel quadriennio 2012-2016, che è assente invece nel curriculum della ricorrente. Questi due elementi attitudinali – esperienza prolungata in Corte di Cassazione unita ad una pregnante esperienza ordinamentale – valutati nel loro complesso, appaiono idonei a rendere non irragionevole la prevalenza espressa dal CSM in favore della controinteressata rispetto alla ricorrente che pur vanta esperienze semidirettive e direttive”.
La sentenza potrebbe essere anche impugnata al Consiglio di Stato.



