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Bettini chiama Prodi, la proposta di Tajani

C’è una enorme differenza tra centrodestra e centrosinistra nel loro navigare verso la riforma della legge elettorale con il sistema proporzionale. Consiste nel definire l’obiettivo. Il centrodestra ne richiede l’attuazione per aprire la porta al premierato così caro a Giorgia Meloni, il centrosinistra, invece, per rafforzare il Partito democratico, come auspicato da Dario Franceschini la cui discesa in campo ha fatto grande rumore. Chi l’avrà vinta è davvero difficile ipotizzarlo, considerato che il processo riformistico offre non poche garanzie prima dell’approvazione.

BETTINI CHIAMA PRODI

Intanto il dibattito si arricchisce sempre di novità interessanti. Tra queste, nel centrosinistra, la riflessione compiuta di Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, anima critica del partito e fine intellettuale. “Credo che – sottolinea – tutti i democratici siano uniti da un’idea di società che pratichi il senso umano dell’incontro, di chi si spende contro la ‘cosizzazione’ di tutti gli esseri viventi. E’ la parte della barricata contraria all’incubo anaffettivo di Trump e Musk. Ci unisce l’amore per la nostra terra e per la nostra patria.

La lealtà verso la Costituzione, che non П un cielo di stelle fisse ma di principi da rispettare e rinnovare alla prova del presente. Andare al voto con questo patto patriottico, repubblicano, di liberazione umana e’ necessario e possibile”. Un vincolo che “raccolga – prosegue l’esponente del Pd – le splendide parole dell’arcivescovo di Milano Delpini, la tradizione socialista, cattolica, laica del Pd, la politica fondata sulla partecipazione del Movimento 5 stelle, la modernizzazione giusta di un’area di centro, Renzi e Calenda che hanno detto parole nette contro la deriva della destra mondiale. E mi piacerebbe che Romano Prodi, il solo che ha vinto due volte Berlusconi sul campo, insieme ad altre grandi personalità della nostra storia – questo l’appello di Bettini – si incaricasse di scrivere un manifesto, capace di racchiudere questo sentimento di alternativa”.

Bettini, che si dice d’accordo con la proposta di Dario Franceschini, secondo la quale ogni partito deve andare al voto per proprio conto, tenta un’operazione di “riconciliazione” tra i due esponenti del Pd, Prodi e Franceschini, modificando “quell’andare avanti per proprio conto” di Franceschini con il suo convincimento di “andare avanti diversamente uniti”. Spetterebbe a Prodi costruire un manifesto per l’alternativa alla destra.

COME PROCEDERE

Secondo Bettini per sconfiggere la destra con una nuova legge elettorale, occorre continuare a praticare lotte comuni su ciò che già unisce. E nei collegi uninominali si potrebbero individuare candidature di alto prestigio sostenute da tutti. Dopo il voto, si deciderebbero le cose da fare, un programma di legislatura, una composizione di governo e la leadership. “Sarà molto più facile designare il vertice di governo. Sottraendo tale questione ad un preventivo e opaco gioco di delegittimazione, che mi sembra già iniziato”.Non significa andare divisi, ma diversamente uniti.

OK DA M5S

Il ragionamento degli esponenti del Pd convince il vertice del Movimento di Giuseppe Conte. “Franceschini propone qualcosa che richiama esattamente ciò che è uscito dalla nostra Assemblea costituente e che i nostri iscritti hanno racchiuso nella dicitura ‘progressisti indipendenti’ – spiega Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle. “L’obiettivo П mandare a casa questo governo fallimentare, ma ognuno con le proprie battaglie e la propria chiara identità – prosegue -. Quando sarà il momento, si potrà ragionare su un progetto comune che tenga conto delle nostre battaglie storiche. Si tratta di valori non negoziabili, su cui non accetteremo compromessi al ribasso”. “Dobbiamo fornire ricette ai cittadini, che soffrono ogni giorno a causa dei fallimenti
di questo governo: dobbiamo aiutare le famiglie che faticano a pagare le bollette, sostenere i lavoratori che avranno buste paga più leggere in seguito alla presa in giro del taglio del cuneo fiscale – spiega ancora -, tutelare le imprese che per colpa del governo vivono un incubo da oltre due anni. Se daremo queste risposte, raggiungeremo tutte le aree dell’elettorato, comprese quelle moderate”. “Non sono formule e candidati a interessarci: è la forza del progetto che conta.

LA DOTE DILAPIDATA

Alle elezioni del 2019 il Carroccio raggiunse una percentuale fin lì mai toccata, il 34%. Oggi arranca nei sondaggi. «Perchè abbiamo smesso di dialogare con forze autonomiste e federaliste per fare accordi con chi non ha la nostra naturale repulsione nei confronti di fasci e svastiche?». E ancora: «E’ inevitabile dunque chiedersi dove sia finito il tradizionale pragmatismo che ci ha sempre portati alla ricerca di collocazioni utili al raggiungimento
degli obiettivi». E così anche la Lombardia П diventata un’altra grana per Salvini. Gli avversari crescono di giorno in giorno e il segretario non ha più le certezze di un tempo non molto lontano quando tutti annuivano: «Salvini è il capo. Punto». Ecco perché vuole accelerare: congresso subito, prima possibile.

LE INTENZIONI DELLA DESTRA

E il centrodestra che pensa? “Sono favorevole ad una legge elettorale proporzionale con forze che indicano prima la scelta del candidato primo ministro” come avviene nel “modello comune, modello regione, tanto per intenderci. Ne parleremo con i nostri alleati e quindi vedremo a che punto si arriverà. Io sono anche favorevole alle preferenze” ma sul tema “non c’è stata ancora nessuna riunione” dice il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani.

E aggiunge: “Personalmente sono favorevole alle preferenze, sono sempre stato eletto, tranne l’ultima volta, perché sono stato eletto alla Camera, perché mi sono candidato con le preferenze anche alle ultime europee, quindi ho fatto sei elezioni europee con le preferenze”. Infine precisa: “Poi si discute, è la mia idea, si può trovare una forma di un capolista bloccato con le preferenze. Credo che il sistema proporzionale funzioni meglio”. Ovvero, conclude, serve “il bipolarismo con le coalizioni, indicando i premi”.

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