La necessità di rilanciare le opere di bonifica e irrigazione nel comprensorio del Vallo Diano e Tanagro anche con la costruzione della diga traversa di Casalbuono, la cui progettazione è in uno stato avanzato e la necessità di accentuare ulteriormente il ruolo di operatori della difesa del suolo dei Consorzi di Bonifica in Campania, esigenza non disgiunta, in prospettiva, da una riforma della legge quadro nazionale sui tributi di bonifica, da spostare nell’alveo della fiscalità generale, affrancando i consorziati dal continuare ad essere gli unici tutori della manutenzione delle opere di bonifica e pertanto di un territorio di più vasta scala e di interesse collettivo.
È quanto emerso oggi nella Sala Sanseverino della Certosa di Padula dove si è tenuto il convegno “Bonifica del Vallo di Diano, gli ultimi 100 anni di un processo millenario” evento inaugurale per le celebrazioni del centenario della fondazione del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, riconosciuto con Regio Decreto del 21 marzo 1926.
Prima del convegno è stato presentato il logo del Centenario ed è stato premiato per il logo del centenario proposto il Liceo Artistico di Teggiano “Pomponio Lieto”, ideato dalla studentessa Ines Vassallo, che ha lavorato sulla stilizzazione delle briglie che diventano una mano che raccoglie le acque e le lamina. Da qui il pay off, “Bonifica e Futuro nelle nostre mani”.
Beniamino Curcio, presidente del Consorzio ha commentato: “L’iniziativa nasce dal desiderio di ricordare cosa è diventato il Vallo di Diano negli ultimi cento anni grazie alla Bonifica. Oggi se abbiamo un territorio ricco e non più acquitrinoso, è per il lavoro incessante della bonifica. Ci siamo innamorati del logo che rappresenta una mano, che lavora la terra, e rappresenta la nostra identità. Utilizzeremo il logo del centenario in futuro anche come logo istituzionale dell’ente.”
Sono seguiti i saluti Istituzionali di Michela Cimino Sindaco di Padula, Antonio Pagliarulo Vicepresidente Comunità Montana Vallo di Diano, Giovanni Guzzo Presidente facente funzione della Provincia di Salerno, Giuseppe Coccorullo, Presidente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, Cono Federico Direttore Generale Banca Monte Pruno, Antonio Cuomo Presidente della Riserva foce Sele Tanagro, cui sono aggiunti i saluti del Capitano della compagnia dei Carabinieri di Sala Consilina, Veronica Pastori e di Beniamino Curcio Presidente del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro.
Ha aperto il parterre degli interventi istituzionali Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI Nazionale, che ha sottolineato la modernità del sistema dei Consorzi di Bonifica che consente di affrontare i cambiamenti climatici, alimentando la resilienza dei territori, grazie all’esperienza maturata nella laminazione e nel riutilizzo delle acque di bonifica. Non solo, Gargano ha ricordato come il lavoro degli enti di bonifica è alla base del paesaggio e dell’agroalimentare, due punte di diamante del Paese nella competizione globale, grazie al turismo e all’export. “Il turismo e il cibo esistono se ci sono territori belli, sicuri e con l’acqua per l’agricoltura del grande agroalimentare italiano.” Ricordando i recenti eventi bellici di Ucraina e Iran, con il lancio delle mine nel porto di Odessa e la distruzione dei dissalatori nel conflitto del Golfo Persico, Gargano ha evidenziato come il cibo e l’acqua siano beni strategici per il Paese. Beni che vanno sempre gestiti in un contesto di multifunzionalità che sighifica “Protezione della falda acquifera, avere a disposizione acqua in maniera programmabile e in maniera sicura, acqua che va tolta quando è in eccesso dai territori quando è troppa per averla a disposizione quando manca.” Gargano ha sottolineato come negli ultimi tempi si siano fatti importanti passi avanti per il finanziamento delle infrastrutture idriche, sia con il Piano nazionale di ripresa e resilienza che con il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico.
Ha poi preso la parola Corrado Matera Presidente Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Regione Campania, che ha ricordato i passi in avanti fatti con l’approvazione della legge regionale per la Campania numero 7/2025 di cui si è largamente occupato, che ha dato una nuova configurazione della missione degli enti di bonifica, che sono stati riorganizzati: “Oggi si è nelle condizioni di dire, quando c’è un problema chi deve intervenire. I Consorzi sono fatti oggi per essere i bracci operativi della Regione nel settore della difesa suolo.”
Vito Busillo, presidente Anbi Campania e del Consorzio in destra del fiume Sele, riallacciandosi alla valenza della legge regionale 7/2025 della Campania, ha messo in evidenza come nonostante i Consorzi di Bonifica della Campania abbiano una produzione progettuale importante, essendo per altro l’unica regione italiana ad essersi dotata di un piano invasi, fino ad ora i progetti realmente finanziati sono ancora pochi “Non siamo certo una regione di 300mila abitanti – ha sottolineato Busillo.
È quindi seguito l’intervento di Maria Carmela Serluca, Assessora all’Agricoltura Regione
Campania, che ha sottolineato la valenza innovativa della legge 7/2025 sui Consorzi di Bonifica in Campania, “che ha completato un percorso che ancora molte Regioni devono compiere nell’affidare agli enti di bonifica rilevanti funzioni di difesa del suolo e di gestione del reticolo idrografico minore che è preso a modello a livello nazionale.” Una legge della quale la direzione generale delle Politiche agricole sta già attuando, con l’approvazione dei nuovi statuti gli degli enti che devono ora rifarsi alla nuova normativa.
Per Tullio Ferrante, Sottosegretario Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
“Dei Consorzi di bonifica e delle infrastrutture idriche, si parla poco, eppure con il governo in carica si è compiuto un salto di qualità negli ultimi anni, è cambiato il paradigma, il piano nazionale per gli investimenti per le infrastrutture e la sicurezza nel settore idrico, è stato fatto, siamo riuscii a raccogliere un fabbisogno pari a 12 miliardi euro, 400 interventi idrici da Nord a Sud, siamo riusciti a portare in approvazione che vale circa un miliardo di euro. In qualche modo abbiamo dato una misura unitaria della questione idrica. Non ci riferiamo solo alle grandi dighe, come quella di Campolattaro, una delle grandi incompiute, ferma dal 1992: sulla quale il Governo ha messo 140 milioni di euro e siamo riusciti a sbloccare l’iter per il suo completamento anche coi fondi del Pnrr. Finalmente si investe nelle risorse idriche come risorse strategiche nazionali.” Ferrnte ha inoltre ricordato come tali opere abbiano la doppia funzione di tutelare l’ambiente e assicurare la risorsa idrica e ha affronta il tema delle perdite nella grande adduzione: “La disponibilità ad intervenire da parte del Mit c’è”.
Durante il convegno è stato siglato un protocollo d’intesa tra il direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno Luciano Feo ed il presidente del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano e Tanagro, Beniamino Curcio. L’ accordo di collaborazione è finalizzato allo studio e alla tutela del territorio nell’abito della progettazione esecutiva della diga traversa di Casalbuono, “Opera di interesse nazionale – ha sottolineato il presidente dell’ente Beniamino Curcio – che contribuirà a rendere resiliente l’intero territorio, perché in futuro le sorgenti dovranno essere utilizzate per esclusivo uso potabile, mentre le acque accumulate nell’invaso potranno essere destinate all’irrigazione comprensorio consortile.”
Ha poi preso la parola Piero De Luca, deputato al Parlamento “E’una giornata importante per un Consorzio che non sente il peso degli anni e che anzi rilancia la propria attività. Ci siamo resi conto, con lo sforzo fatto nella passata legislatura regionale con l’approvazione della legge 7/2025 di quanto siano importanti questi enti. Dobbiamo fare uno sforzo di sistema per trasformare i Consorzi in delle vere agenzie di sviluppo dell’agricoltura.” Ha poi sottolineato sulla Politica agricola comune: “Invito a collaborare anche gli esponenti del Governo per non perdere le risorse europee per il comparto agricolo”.
Ancora sugli enti di Bonifica per De Luca “Deve essere priorità mettere a sistema i consorzi di bonifica che devono avere un ruolo centrale nella difesa del suolo, come previsto dalla legge 7/2025, che rappresenta un modello a livello nazionale.” Il deputato ha infine sottolineato l’importanza dell’impegno degli enti di bonifica nel comparto delle energie rinnovabili, che nella attuale congiuntura internazionale è particolarmente rilevante.
Angelica Catalano Direttore Generale per le dighe e le infrastrutture idriche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha affermato: “Abbiamo cercato di impostare una pianificazione degli investimenti, ma l’attività non è svolta solo dal MIT, ma anche insieme a ministero dell’Agricoltura, Ambiente, Autorità distrettuale di Bacino ed Ente regolatore del mercato delle Utility. Per dare risposte al fabbisogno di infrastrutture, bisogna adeguare gli standard delle infrastrutture e superare il gap tra Nord e Sud del Paese, ottimizzando le risorse finanziarie”. Per la Catalano è vitale la lotta alle perdite, così come servono le verifiche sismiche. “Dal 2018 abbiamo reso disponibili 8 linee di finanziamento e pianificato 5 miliardi di interventi, 4 sul Pnrr, per il comparto irriguo e di bonifica. Puntiamo a garantire il completamento degli interventi che stiamo finanziando nel rispetto dei criteri di sostenibilità”. Il tutto a fronte di un fabbisogno complessivo del settore idrico nazionale di 12 miliardi. “Di questi i lavori finanziati sono pari ad un miliardo e riusciremo a programmare altri 2 miliardi, di cui uno con la prossima legge di bilancio. Gli interventi che sono quasi pronti valgono 7 miliardi. Quest’anno ai Consorzi di Bonifica abbiamo finanziato 168 interventi per oltre 5 miliardi di euro. Bisogna cambiare il paradigma precedente. La pianificazione è di tutti. Stiamo finanziando il primo stralcio del Pnissi, in Campania con 3 interventi per 148 milioni di euro. Il modello del Pnrr ci ha insegnato a lavorare con la variabile tempo, ha cambiato e definito una governance che deve esserci tra i vari livelli di governo. Stiamo cercando di avere maggiori finanziamenti dalle Politiche di Coesione in sede Ue”.
Francesco Vincenzi Presidente ANBI Nazionale ha ricordato il ruolo che possono rivestire i Consorzi di Bonifica e Irrigazione nella strategia di adattamento al cambiamento climatico, che è urgente da definire
L’onorevole Attilio Pierro, Deputato della Repubblica è intervenuto con un rapido indirizzo di saluto.
Gennarino Masiello Vice Presidente Nazionale Coldiretti ha espresso il suo più vivo apprezzamento per la capacità di visione del presidente del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano Beniamino Curcio, per aver coinvolto i giovani nell’organizzazione del centenario con l’elaborazione del logo, “un’occasione per mettersi in gioco”.
Il prof. Alessandro Santini dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II ha ricordato: “I giovani devono conoscere la pratica della bonifica, perché i nostri territorio fino a 50 o 70 anni fa erano colpiti della malaria, che oggi nessuno ha ricordato. I Consorzi di Bonifica hanno avuto uno sviluppo non costante nel tempo. L’acqua è oggi una risorsa che deve essere utilizzata per molti scopi prioritari rispetto a quello irriguo. I Consorzi in passato hanno vinto la battaglia della malaria, l’eradicazione è avvenuta nel 1970. Oggi dobbiamo affrontare altri problemi: la scarsità d’acqua e il cambiamento climatico”.
Per il prof. Santini “Le nuove tecnologie pure potentissime, sono fragili” ma sono comunque necessarie perché “sull’uso dell’acqua in agricoltura si è fatto molto, ma non si riesce a vincere la battaglia contro spreco, i nostri sistemi sono arretrati rispetto alle tecnologie di cui oggi disponiamo”. L’affinamento di queste tecnologie e il loro pieno impiego sono in linea con gli obiettivi di risparmio idrico e di resilienza territori dell’Unione europea.
Per Pasquale Coccaro Ingegnere Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Meridionale: “Oggi la gestione del rischio idraulico è uno degli elementi più sfidanti del governo del territorio”. “La direttiva comunitaria sulla difesa del suolo ha forzato un miglioramento della governance e delle condizioni dei territori. Anche se le norme italiane erano state antesignane con ila legge 185 per la difesa del suolo, oggi la cornice delle direttive comunitarie ci restituisce un paradigma nuovo di pianificazione e utilizzo delle infrastrutture.”
Per Coccaro “L’Autorità di Bacino è distrettuale insiste su diversi territori regionali, con il trasferimento di ingenti risorse tra una regione e l’altra. Per altro, opere come le gallerie Pavoncelli e Pavoncelli 2 nella costruzione dell’Acquedotto Pugliese erano già state concepite molto prima in un’ottica che andava oltre i perimetri amministrativi attuali delle Regioni. Le amministrazioni centrali e periferiche oggi concorrono a determinare un quadro di programmazione della risorsa, mediante la quantificazione dei fabbisogni e delle emergenze. Questo stiamo anche facendo con i Consorzi di Bonifica in collaborazione con l’Anbi.”
Enrico Frittelli del MASAF ha ricordato come sono stati molti i progetti approvati dal Masaf e presentati dal Consorzio di Bonifica Vallo di Diano, come la progettazione della regolazione del Tanagro con la Diga di Casalbuono e l’intervento di regolazione degli afflussi verso la Piana del Sele. Numerosi i lotti finanziati per efficientare l’irrigazione, uno di questi nell’area di coltivazione del Carciofo bianco di Pertosa.
Ha concluso i lavori Claudia Pecoraro Assessora all’Ambiente della Regione Campania, intervenuto anche a nome del presidente della Regione Campania Roberto Fico. Per la Pecoraro la legge 7/2025 va migliorata, per dare ancora maggiore centralità al ruolo dei Consorzi, superando margini di interpretazione che potrebbero essere un freno all’azione degli enti di Bonifica. Più in generale, sul tema acque, nel sottolineare l’esigenza di una gestione pubblica di un bene di interesse primario e strategico, ha annunciato che occorrerà dare il via al più presto ai lavori per i grandi invasi, al fine di poter fronteggiare la crisi climatica.
Il presidente Curcio, nel salutare gli intervenuti ha infine sottolineato l’esigenza, in futuro, di spostare i tributi consortili verso la fiscalità generale, vista la rilevanza pubblica dei lavori di ordinaria manutenzione delle opere di bonifica.



