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BookCity Milano, la casa editrice Il Papavero protagonista con “Le fiabe di Zia Titta”

La casa editrice Edizioni Il Papavero protagonista dell’Istituto Neurologico Carlo Besta, per presentare le Fiabe di zia Titta in occasione della quattordicesima edizione di BookCity Milano. Il libro è una raccolta di racconti illustrati per bambini, nata durante la pandemia, che unisce fantasia, educazione e valori affettivi. Un volume che diventa l’occasione per esplorare temi universali come amicizia, coraggio, empatia e gestione delle emozioni. Ogni fiaba diventa un piccolo viaggio nella crescita, offrendo ai più piccoli strumenti per comprendere il mondo, e agli adulti l’occasione di condividere con i bambini momenti di lettura significativi, arricchiti da insegnamenti preziosi e delicati. Un viaggio che ha preso forma con l’impegno attivo dell’autrice e della casa editrice che, insieme a associazioni culturali e sociali, e scuole,  hanno dato vita a preziosi laboratori di lettura che non solo danno la possibilità ai bambini di condividere momenti, riflettere sui diversi temi del libro e avvicinarsi alla lettura, ma anche di raccontarsi: «Ogni incontro è unico» ha spiegato l’autrice  «e dà vita a un dialogo fatto di occhi curiosi, mani che creano e cuori che si aprono. Spesso, sono proprio i bambini a insegnare qualcosa a noi attraverso la loro capacità di meravigliarsi. È bellissimo vedere ogni volta come i miei racconti cambiano forma e voce, proprio grazie ai bambini che li reinventano ogni volta».
Ma Le fiabe di zia Titta è un progetto di cura, amore e speranza, nato dopo la perdita del fratello dell’autrice, Angelo, scomparso a causa di un glioblastoma. L’autrice, in suo onore, ha trasformato il dolore personale in un gesto che guarda al futuro e agli altri, destinando i diritti d’autore ricavati dalla vendita del libro all’associazione Glio.Ma – Marco Calicchia che si occupa di ricerca e sostegno per i malati di glioblastoma e che collabora attivamente con l’Istituto Besta.
La presidente dell’associazione Claudia Calicchia, che non ha potuto essere presente all’evento, ha tenuto a mandare i suoi saluti ai presenti, ringraziando l’autrice per essersi posta accanto alla ricerca, aiutando a migliorare la cura e il trattamento del glioblastoma, così come la qualità della vita dei pazienti e delle famiglie che hanno incontrato questo tumore nel loro percorso.
«Perdere Angelo» ha raccontato Silvia Petrosino «è stata un’esperienza dolorosissima quanto trasformativa. In questo percorso ho acquistato una grande consapevolezza: il dolore, quando viene accolto e attraversato, diventa un ponte verso gli altri. Nel condividere la mia storia, nei sorrisi dei bambini che ascoltano le mie fiabe, negli occhi dei bimbi che incontro nei laboratori di lettura, ritrovo la sua presenza in forme inaspettate. Ho capito che il dolore, quando viene condiviso, diventa una forza che unisce. Parlare della malattia non è mai facile, ma è necessario: solo così si può spezzare il silenzio. La sensibilizzazione serve proprio a questo, a far conoscere e incoraggiare il sostegno concreto alla ricerca e alle persone che hanno bisogno».
Infine, l’autrice ha voluto donare alcune copie del suo testo alla biblioteca dell’Istituto Besta, per permettere ai piccoli pazienti di immergersi nei suoi mondi fatti di colori ed emozioni, ritrovando bellezza e speranza anche nelle piccole cose.
Martina Bruno, titolare di Edizione Il Papavero, che è stata accanto all’autrice, moderando la presentazione ha tenuto a sottolineare come, ancora una volta, i libri e la cultura, dimostrano di essere un importante ponte tra le persone, creando dialogo, conoscenza e sensibilizzazione su tematiche importanti e urgenti: «Le fiabe di zia Titta di Silvia Petrosino sono una grande dimostrazione di forza e solidarietà: un gesto nato dal dolore, ma anche un prezioso seme di amore e speranza che sta dimostrando, passo dopo passo, anche attraverso la presenza in questo emozionante incontro, di star germogliando.»

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