Nel cimitero comunale di Calabritto i defunti resterebbero senza sepoltura.Bare allineate nella cappella cimiteriale, in attesa per giorni, settimane di un loculo disponibile. Una situazione che ha spinto Fabio Castagno, cittadino di Calabritto, a rivolgersi formalmente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Prefetto di Avellino, chiedendo un intervento urgente delle autorità competenti.
Nelle comunicazioni istituzionali inviate, Castagno parla di una condizione “indegna e lesiva della dignità umana”, sottolineando come i defunti vengano di fatto trattati come oggetti in deposito anziché come persone che hanno avuto una vita, una storia e una famiglia.Secondo quanto denunciato, la causa principale sarebbe la cronica mancanza di loculi, conseguenza di anni di assenza di programmazione e di interventi strutturali nel cimitero comunale. Il Comune di Calabritto è amministrato ininterrottamente dal 2011 dal sindaco pro tempore Gelsomino Centanni.
«La sepoltura non è un privilegio ma un diritto fondamentale – si legge nell’appello –. Un Paese civile si misura anche da come tratta i propri morti. Negare una degna sepoltura significa ferire la dignità dei defunti e aggravare il dolore delle famiglie».Nel testo indirizzato al Capo dello Stato e al Prefetto, viene richiesto un intervento immediato per ristabilire condizioni minime di civiltà, consentendo ai defunti una sepoltura dignitosa e alle famiglie di poter elaborare il lutto senza attese umilianti e inspiegabili.
«Restituire pace ai morti significa restituire umanità ai vivi», conclude Castagno, auspicando che le istituzioni facciano luce sulla gestione dei servizi cimiteriali e sulle eventuali responsabilità amministrative.La vicenda solleva interrogativi rilevanti – sottolinea il cittadino altirpino- sulla tutela dei diritti fondamentali anche nei piccoli comuni dell’Irpinia e richiama l’attenzione sul ruolo delle istituzioni nel garantire rispetto e dignità fino all’ultimo atto della vita.



