“Il mondo in guerra prenda esempio dalla Candelora che ricorda la presentazione del Signore al Tempio e celebra l’incontro tra culture, riti, universi differenti. Solo così sarà possibile ritrovare la pace”. E’ Don Vitaliano Della Sala a lanciare un messaggio di speranza in occasione della festa della Candelora. Una Candelora diversa, celebrata nella chiesa dell’Annunziata a Mercogliano, a causa della chiusura della provinciale che ha reso impossibile per i fedeli raggiungere il santuario di Montevergine, che conserva intatta la sua forza e il suo spirito, tra colori, musica e desiderio di condivisione. E sono centinaia i pellegrini, rappresentanti delle associazioni Lgbtq+, femminielli o semplici curiosi a ritrovarsi ai piedi del santuario “Siamo qui – ricorda Don Vitaliano – per mantenere viva la tradizione, in continuità con passato e futuro. Una tradizione che si carica di significati molteplici ed è simbolo di luce e di incontro, poichè siamo tutti figli di Mamma Schiavona. Ed è quello che ci ricorda la Candelora. La chiesa accoglie tutti e si arricchisce nelle diversità, è un messaggio che arriva da Montevergine, rilanciato più volte da Papa Francesco bello e che oggi gridiamo con forza. Del resto, la parola stessa Candelora deriva dal greco Ipapante, che sta per incontro tra Dio e l’umanità, da cui nasce ogni altro incontro. Se l’umanità si incontrasse, invece che scontrarsi nelle diversità, il nostro sarebbe un futuro di pace”. Nessuna contrapposizione con Montevergine, spiega come “Sarebbe stato bello che l’Abate di Montevergine fosse qui ma ha pregato per noi ai piedi di Mamma Schiavona perchè il prossimo anno la tradizione torni a vivere e il santuario torni ad essere simbolo di accoglienza e speranza. E’ stato un momento di comunione tra Mercogliano e Montevergine”. E ricorda come “Il sindaco D’Alessio ci ha consegnato la buona notizia della partenza dei lavori, lungo la provinciale, è un segnale positivo che ci fa ben sperare. E poi sono contento per la ricaduta economica che questo fiume di pellegrini ha portato a Mercogliano. E’ stata una boccata d’ossigeno per il commercio, in un momento di forte crisi economica”. E si carica di un significato forte la scelta di don VItaliano di far leggere i passi del Vangelo ai rappresentanti delle comunità Lgbtq+, trans e femminielli. E’ Massimo Saveriano, attivista lgbtq+, a sottolineare come “E’ stato bellissimo che Don Vitaliano abbia chiesto ai femminielli di leggere un passo del Vangelo, in questo modo la Chiesa si avvicina alla comunità, si fa testimonianza concreta di accoglienza, a differenza dello Stato che si nasconde. Basti pensare che manca ancora una legge in Italia contro l’omotransfobia”. E ricorda la leggenda secondo cui due uomini, colpevoli solo di amarsi, furono condannati a una morte atroce: legati a un albero, esposti al gelo e alla ferocia dei lupi. Ma la Madonna intervenne. Aprì il cielo, lasciò filtrare il sole, sciolse il ghiaccio. Salvò due vite e, con esse, la possibilità di credere in una misericordia che non esclude. Un messaggio di pace che arriva anche dalla comunità monastica di Montevergine dove l’Abate Guariglia ha scelto di celebrare la Santa Messa, in diretta televisiva. Invita i fedeli ad accogliere la luce di Cristo, quella stessa luce che è centrale nel rito della benedizione delle candele, ricordando che ogni “fratello deve farsi luce per gli altri”. Sottolinea come “nei momenti difficili non servono polemiche e divisioni ma preghiera e solidarietà, sono queste a donare speranza. Oggi accogliamo i messaggi, le ansie e gli abbraccu dei tanti fedeli che non possono essere qui”. E sottolinea la speranza che “il santuario possa aprire quanto prima per inginocchiarci ai piedi di Mamma Schiavona e pregare insieme a lei per il figlio”.





