La svolta non c’è stata, almeno non nei termini evocati dal titolo del convegno, “La svolta per Avellino”. C’è stato però un passo piccolo in avanti nella direzione della ricostituzione del centrosinistra cittadino.
All’incontro, organizzato da Per Avellino – coalizione formata da Sinistra Italiana (coordinatore provinciale Roberto Montefusco), SiPuò (Amalio Santoro) e Controvento (Generoso Picone e Antonio Bellizzi) – hanno partecipato alcuni dem e i centristi dell’area mastelliana. Significative le assenze: al Circolo della Stampa non c’erano i dem vicini al capogruppo regionale Maurizio Petracca, che rappresentano la maggioranza del partito; assenti anche Italia Viva, che fa capo al consigliere regionale Enzo Alaia, e attivisti del M5s.
In platea Pasqualino Giuditta, coordinatore regionale di Noi di Centro; Enzo De Luca, esponente storico del Pd; Lello De Stefano, coordinatore irpino dell’area della segretaria nazionale dem Elly Schlein; Antonio Gengaro, ex candidato sindaco del centrosinistra; Francesco Todisco; Claudio Petrozzelli; Nello Pizza, ormai ex segretario del Pd; Aldo D’Andrea, già candidato alle scorse amministrative con Unità Popolare; Pino Rosato, candidato alle regionali con la lista A Testa Alta; Antonio Limone, presidente dell’associazione Cattolici democratici.
Ad aprire il dibattito è stato Generoso Picone di Controvento, che ha lanciato un appello all’unità della coalizione. Picone ha spiegato che l’obiettivo è quello di ricucire i pezzi strappati del centrosinistra, allargando il perimetro dell’alleanza ad altre esperienze e contributi capaci di arricchirla.
Ha chiarito, però, che non si tratta di un’operazione di “convenienza”: “A noi non interessano scorciatoie solistiche, né scelte legate a un’idea di comunità che somiglia ancora troppo a quella della servitù volontaria”.
Secondo Picone, Avellino arriva da “anni di palude, di incongruenze e di assistenzialismo” e ha bisogno di un salto di qualità. La risposta politica e amministrativa, ha sottolineato, deve essere all’altezza delle responsabilità richieste, per consentire alla città di diventare ciò che in questi anni non è stata.
Serve allora un cambiamento profondo, che può rappresentare il primo passo di una vera e propria ricostruzione “costituzionale”, nel senso più autentico del termine, perché – ha spiegato – è dalle fondamenta che occorre ripartire, con “un approccio rigoroso, anche a costo di apparire intransigenti, ma necessario per costruire una proposta credibile di governo della città e del territorio”.
Per D’Andrea, il punto di ripartenza del centrosinistra dovrebbero essere le primarie. I tempi, ha ricordato, non consentono ulteriori rinvii: siamo a due mesi dalle elezioni e occorre riaccendere entusiasmo, riportare le persone al voto e recuperare la fiducia di chi si è allontanato. Nel mondo dell’astensione, secondo D’Andrea, c’è una parte significativa di elettorato che non si riconosce più nel centrosinistra.
Se non si vuole andare incontro a un’ennesima sconfitta, ha avvertito, è necessario rimettersi insieme e ridare credibilità all’azione politica. In caso contrario, il rischio è quello di ritrovarsi ancora una volta con il centrodestra protagonista al ballottaggio. Da qui la proposta di primarie di coalizione aperte, accompagnate però da un manifesto di intenti chiaro, capace di dare identità e credibilità alle candidature. Serve, in sostanza, un cambio di metodo.
A chiudere il confronto è stato Giancarlo Giordano, che ha posto con forza il tema del rapporto con il Pd. Il partito maggioritario dell’alleanza, ha ricordato, “è stato sollecitato più volte a prendere un’iniziativa, ma al momento non sono arrivati segnali concreti”.
“Il congresso in corso – ha aggiunto – non può diventare un alibi per rinviare ogni decisione politica, anche perché il tempo a disposizione è ormai pochissimo. Avrebbe dovuto essere utilizzato per aggiornare un programma già elaborato nelle precedenti elezioni, alla luce di quanto accaduto nell’ultimo anno”.
Il nodo centrale è la verifica di una volontà politica di mettere insieme il centrosinistra: questa volontà, al momento, sembra mancare. Il centrosinistra – ha sottolineato Giordano – deve essere serio, prima di tutto nei propri impegni, e poi nella proposta politica ed elettorale. Oggi questa serietà, a suo avviso, non si vede ancora.
L’obiettivo rimane comunque quello di costruire un’alleanza piena e larga, anzi più ricca del semplice “campo largo”. Un’iniziativa che vuole essere inclusiva, non esclusiva. Il Pd sembra prendere le distanze da questa prospettiva: “La libertà e l’autonomia delle scelte politiche sono legittime – ha osservato Giordano –, una coalizione può nascere o può non nascere, non sarebbe un dramma. Ma il lavoro portato avanti mira a far sì che il centrosinistra si proponga a governare Avellino nei difficili anni che l’attendono, in modo coerente e coeso”.




