Martedì, 25 Agosto 2026
10.33 (Roma)

Ultimi articoli

Firenze, confermata l’interdittiva antimafia per una società collegata ad una holding avellinese. La sentenza del Tar: “Rapporti con i clan”

“Rapporti storici con le molteplici consorterie criminali avvicendatesi nel tempo in Campania, a partire dalla “Nuova Camorra Organizzata” fino al “clan dei Casalesi”.Lo scrive la quarta sezione del Tar della Toscana, che ha respinto i due ricorsi presentati da una società appartenente ad una holding con sede in provincia di Avellino attiva nel settore immobiliare ed edile e proprietaria a Firenze di un hotel a quattro stelle. La ditta aveva impugnato l’interdittiva antimafia della prefettura di Firenze – sorta sulla base dei numerosi atti provenienti dagli uffici di carabinieri, finanza e polizia di Avellino e dalla Dia di Napoli – e il conseguente diniego di iscrizione nella white list (che contiene le imprese non soggette a rischio di infiltrazione mafiosa, operanti in settori sensibili).
Ma soprattutto, contestava il provvedimento adottato per due volte dal Comune di Firenze con il quale è stato disposto il “divieto dell’attività ricettiva alberghiera”. L’ holding avellinese operativa anche nel settore del calcestruzzo già oggetto di interdittiva antimafia, annullata dal Tar di Salerno (per cui c’è ricorso al Consiglio di Stato) raggiunta da un provvedimento con il quale il Prefetto di Firenze ha confermato una misura informativa interdittiva antimafia, in danno della stessa società alberghiera all’esito del riesame del profilo dell’applicabilità delle misure la cosiddetta collaborazione preventiva, prescritto dall’ordinanza cautelare del T.A.R. Toscana del 30 maggio 2024 e della successiva ordinanza collegiale del Consiglio di Stato del 5 luglio 2024 e un provvedimento del Comune di Firenze (Direzione Attività Economiche e Turismo) che ha disposto il divieto di prosecuzione dell’attività ricettiva alberghiera.

Come sottolineato dai legali della società, i responsabili del Gruppo non sono “mai stati indagati per reati legati alla mafia”. Anche se, si legge nella sentenza, sussiste il pericolo di infiltrazione mafiosa in considerazione della “regia familiare” sulla holding e dei “rapporti storici, continuativi e perduranti nel tempo” con le varie organizzazioni criminali, come la Nuova Camorra Organizzata, la Nuova Famiglia, il clan Clava e di Afragola, il Nuovo clan Partenio e il clan dei Casalesi.Proprio su quest’ultima organizzazione criminale, vengono citate le dichiarazioni rese recentemente dal pentito Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’, secondo cui il gestore “degli affari economici e imprenditoriale del clan Casalesi avrebbe avviato, dal 2004 al 2010, una proficua collaborazione con gli imprenditori avellinesi” attivi anche nel settore degli inerti e del calcestruzzo. I legali della società hanno ribadito che dalle parole del pentito Schiavone non è possibile evincere “l’affiliazione o la contiguità” al clan camorristico dei Casalesi. Ma la rivalutazione degli elementi e delle nuova informative sulla società hanno portato la Prefettura di Firenze a confermare la misura interdittiva antimafia, sulla base dei ”rapporti, protrattisi per un lungo arco temporale, ad avviso della Prefettura, “sarebbero stati in genere funzionali a concordare affari tra i componenti della famiglia ….-ed esponenti di diverse consorterie criminali operanti nel territorio dell’avellinese e quindi ad attrarre le imprese dei primi entro l’orbita delle cosche criminali”.

Per i giudici toscani il consolidato “atteggiamento di dialogo e di contatto con ambienti mafiosi” è confermato più volte con “intercettazioni, passi di ordinanze giudiziarie, rapporti negoziali e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia”. Infine per i giudici del tribunale “appare del tutto insufficiente la misura di self-cleaning adottata, costituita dalla cessione alla madre” da parte di uno dei titolari della società “delle quote detenute nell’immobiliare” del Gruppo. Mossa che per i giudici lascia “inalterata la gestione imprenditoriale riconducibile alla famiglia”.

Nel processo si è anche costituto il ministero dell’Interno, chiedendo il rigetto dei ricorsi. Istanza che è accolta dai giudici del Tar. La sentenza del tribunale amministrativo, scrivono i giudici, deve “essere eseguita”: pertanto l’interdittiva antimafia della prefettura è fondata e in tempi brevi potrebbe scattare la chiusura dell’hotel. La società, tramite il suo legale Lorenzo Lentini, ricorrerà al Consiglio di Stato.

Condividi

Cronaca

Inizieranno domani, presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma, gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati dai Carabinieri…

Una città scossa e in lacrime per la morte di Ciro, 66 anni, residente a rione Parco, molto conosciuto e…

Notizia terribile questa domenica per la città di Avellino, che si è risvegliata con un intervento della polizia in centro…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Si è tenuta oggi davanti ai giudici del Tribunale del Riesame la discussione del ricorso relativo alla partecipazione di Alduccio Cava nel delitto di Scisciano. Il pm dell’Antimafia di Napoli, Henry John Woodcock ha depositato delle nuove intercettazioni tese a suffragare la sua ipotesi investigativa: che Bernardo Cava fece avrebbe...

Processo lampo per undici indagati a vario titolo del concorso nell’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso da un commando di sicari io 17 dicembre 2025 a Scisciano. Il pm antimafia Henry John Woodcock, il magistrato antimafia che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Castello di Cisterna, ha firmato una richiesta...

La Corte di Cassazione conferma la condanna dei vertici del clan Sangermano: rigettati tutti i ricorsi dopo il blitz dei Carabinieri e della Procura Antimafia a Vallo di Lauro nel novembre 2022. La V Sezione Penale ha respinto i ricorsi presentati dai legali del boss Agostino Sangermano, di Buonincontri Giuseppe,...

Sono stati rigettati dai giudici della V Sezione Penale della Corte di Cassazione i ricorsi contro il verdetto di secondo grado per vertici e affiliati al clan Sangermano, a partire dal capoclan Agostino Sangermano. Confermata definitivamente la sentenza di secondo grado emessa dai magistrati della Terza Sezione Penale della Corte...

Ultimi articoli

Attualità

di Ranieri Popoli La crisi vitivinicola in Campania e in Irpinia. Ne parliamo con Rino Ricciardelli, Sindaco di Santa Paolina,…

Riaprire il Teatro Gesualdo entro fine anno. E’ la sfida lanciata dall’assessore alla cultura e agli eventi Luca Cipriano “Abbiamo…

“È chiaro che noi abbiamo detto, e lo dico per l’ultima volta, così anche chi non capisce o chi finge…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy