Chi sa che cosa avrebbe detto Ciriaco De Mita, il padre di tutti loro, se fosse stato presente all’appuntamento di ieri sera nella sala a lui intitolata del Carcere borbonico.
Avrebbe cercato il pensiero, non molto bene espresso dai suoi allievi.
Di certo avrebbe dato uno schiaffetto al nipote, come era sua abitudine, accompagnato dalla considerazione che una grande storia, quella della Dc, non è possibile ricondurla e ridurla al voto amministrativo delle realtà di Avellino e Ariano.
Come pure avrebbe stretto un forte abbraccio a Peppino Gargani, ostinatamente democristiano per passione e, tra i pochi, a credere che lavorando su quelle idee qualcosa potrebbe nascere. Non proprio la Dc, certamente però i valori che essa ha espresso e che nessuno potrà mai cancellare. Neanche Ortensio Zecchino, che ha fatto le bucce a chi, di una storia nobile, l’ha manipolata e che ora occorre recuperarne la memoria troppo presto dimenticata. Ma che tuttavia resiste con le sue potenzialità.
Così avrebbe forse consigliato a Gianfranco Rotondi, empatico più di tutti, di non insistere troppo nel dire che è il solo democristiano ancora in trincea, prima e dopo Enzo De Luca. Oppure è probabile che si sarebbe rivoltato nella tomba e avrebbe chiesto a San Pietro di prenotargli un appuntamento con il Signore per fare un po’ di chiarezza su quella che fu la grande avventura vissuta nella romana Piazza del Gesù.
Io che ho vissuto dal di dentro quelle storie, appellato come sporco democristiano dai comunisti e contestatore a cavallo di una tigre impazzita dai democristiani, senza mai avere una tessera di partito, se non quella dell’ordine dei giornalisti, ho compreso che un dato vivificante per il futuro è emerso dalle discussioni che si sono verificate e che comunque rappresentano un contributo alla riflessione: mancanza di coraggio o di sentiment? Forse entrambi.
Perché alla fine tutti hanno pensato che riparlare della vecchia Dc fosse ancora una grande opportunità: semmai rifarla sotto mentite spoglie per dare una casa ai moderati vaganti, agli orfani di una grande idea, per porre fine alla inutile elencazione di quei “centrini” che spuntano dietro ogni angolo.
* Il servizio sull’incontro sarà pubblicato domani.



