“I dati presentati oggi dall’Istat confermano le nostre preoccupazioni e le nostre rivendicazioni: nonostante l’ulteriore calo delle nascite abbia ridotto il divario tra la disponibilità di servizi educativi e il numero di bambini e bambine nella fascia 0-2 anni, non è ancora stato raggiunto l’obiettivo del 33% a livello nazionale.
Siamo al paradosso: un governo che fa propaganda assordante sul contrasto alla denatalità e non muove un dito per garantire ai bambini e bambine di questo Paese il diritto a percorsi educativi sin dai primissimi mesi di vita”. Così la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi commenta quanto emerge dal report dell’Istat e spiegando che servono altri 165mila posti, 37mila lavoratori e 1,6 miliardi in più all’anno. La dirigente sindacale sottolinea che “preoccupano le pesanti diseguaglianze territoriali nella disponibilità di posti, che restano sostanzialmente inalterate, con ben sette regioni che non arrivano ancora al 33% nel rapporto posti/bambini: Abruzzo, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania“.
“Se da un lato c’è un problema di posti insufficienti – prosegue – altrettante criticità si riscontrano nella spesa a carico delle famiglie che sostengono quote di compartecipazione spesso troppo alte, rette che, nonostante i bonus, per molti nuclei non sono sostenibili e condizionano la scelta di affidamento dei bambini ai nidi”. Alla carenza di posti, ai costi elevati dei servizi, ai divari territoriali si somma un ulteriore problema: “la presenza di liste d’attesa consistenti e la tendenza all’aumento della domanda da parte delle famiglie che non viene soddisfatta dalla capacità ricettiva del sistema educativo per la prima infanzia”.
E a completare il quadro, “i troppi ritardi nella realizzazione dei progetti del Pnrr: a pochi mesi della scadenza è stato speso solo il 39% dei 3,8 miliardi di euro di finanziamenti per asili nido e scuole dell’infanzia, e solo l’8% delle opere risulta completato. Anche su questo fronte – denuncia Barbaresi – il Governo sembra piuttosto distratto”.



