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“Chi ha paura del verde pubblico?”: Legambiente lancia 10 proposte ai candidati a sindaco

AVELLINO – Si parte dai dati, statistici ed empirici, per arrivare a dieci proposte: la prima è quella di vincolare anche i privati alle regole che disciplinano il verde pubblico. Perché non è possibile assistere a nuovi scempi come quello portato a termine da un privato lungo la salita di rampa Santa Maria delle Grazie, ad Avellino.

I dati sono quelli dell’Istat, e inchiodano la città capoluogo come una delle più “scarse” in Italia come presenza di parchi pubblici e isole di verde. La media nazionale è di 12 metri quadrati di verde per ogni abitante, mentre noi siamo fermi a quota 6 metri quadrati. Un trend che si può invertire: da qui il dossier che Legambiente Avellino ha già preparato e che consegnerà, con 10 proposte, ai candidati a sindaco che si presenteranno al voto amministrativo dell’8 e 9 giugno prossimi.

Per Legambiente Campania, presente questa mattina al Museo Civico di Avellino con Anna Savarese e con il vicepresidente del circolo di Avellino Antonio Dello Iaco, si tratta di agire contemporaneamente su più livelli: a quello amministrativo (per esempio con la modifica sopracitata al regolamento comunale) va infatti affiancato quello di sensibilizzazione della popolazione. Magari partendo dai giovani e giovanissimi, come accaduto questa mattina con la partecipazione di una scolaresca del Convitto all’evento organizzato da Legambiente nella Sala Penta del Museo Civico.

“Chi ha paura del verde?” ha chiesto Savarese rivolgendosi ai ragazzi presenti: “Ve lo dico io. Tanti. Ormai ci sta capitando sempre più spesso di vedere, un po’ in tutte le città d’Italia, persone e comitati che chiedono agli amministratori locali di intervenire in maniera massiccia e drastica nella potatura dei rami e delle chiome degli alberi cittadini. Lo fanno per la paura di cadute e quindi per evitare un rischio potenziale. E’ un po’ come accade anche nei parchi con le giostrine per i bimbi, ormai li vedi tutti ricoperti con una pavimentazione di plastica ‘antiurto’. Ma davvero vogliamo privare i nostri parchi di quel manto erboso così fondamentale per la nostra stessa salute?”

Savarese spiega ancora più nel dettaglio: “Alla base degli alberi, attorno a quella prima parte del tronco che emerge dal terreno, subito sopra le radici, c’è tutto un microcosmo di batteri e microorganismi che è fondamentale per la nostra salute. Noi con quei ‘prati di plastica’ e con quelle gabbie di cemento che costruiamo alla base degli alberi, lo stiamo distruggendo. Distruggiamo quel mondo microbiota di cui è fatto il nostro stesso corpo e che è necessario per continuare a mantenerlo in salute e in equilibrio con il mondo che ci circonda”.

E alle pur comprensibili preoccupazioni dei genitori come si risponde? “Per proteggere i nostri bambini non li dobbiamo chiudere in campane di vetro asettiche. Se cadi in un parco giochi ti fai male se per terra c’è il cemento, non se c’è l’erba. E in ogni caso bisogna distinguere il ‘pericolo’ dal ‘rischio’. Se c’è un pericolo noi dobbiamo renderlo riconoscibile, comprenderlo e starne lontani. Se sappiamo che quell’albero è pieno di pigne che stanno per cadere, basta non andarci sotto”.

Conoscenza e responsabilità. Due concetti semplici che però, purtroppo per noi e per l’ambiente in cui viviamo, non tutti riescono a capire.

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