Dopo settimane di campagna mediatica strumentale e fuorviante, il Circolo di Sinistra Italiana “E. Berlinguer” di Montella ritiene doveroso chiarire pubblicamente la propria posizione sulla realizzazione dell’Ospedale di Comunità e riportare il confronto su basi oggettive.
“Gli Ospedali di Comunità sono presidi territoriali concepiti per rafforzare l’assistenza sanitaria pubblica di prossimità. Sono strutture – previste dall’U.E. e finanziate dal PNRR – chiamate a svolgere una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero soprattutto a beneficio delle persone più fragili e dei pazienti cronici, che necessitano di assistenza medica e infermieristica continuativa.
Rappresentano una grande opportunità, soprattutto per le aree più svantaggiate come la nostra, che soffrono la cronica assenza di servizi pubblici essenziali e il dramma dello spopolamento.
Per questo, da convinti sostenitori della sanità pubblica e gratuita, abbiamo condiviso dall’inizio e condividiamo tuttora il progetto di realizzazione dell’Ospedale di Comunità nell’immobile adiacente al Santuario di San Francesco a Folloni. Una struttura che, per la sua conformazione edilizia, ben si presta a tale destinazione d’uso, non limita e non interferisce minimamente con l‘esercizio religioso della Comunità francescana, non modifica né mortifica la valenza storica ed architettonica del Complesso monumentale di San Francesco.
Crediamo che, per un’iniziativa tanto importante, debba prevalere l’interesse pubblico su quelli privati.
Mai come in questa vicenda, invece, evidenti interessi “di parte” hanno inquinato il dibattito, alimentati da argomentazioni capziose e becere speculazioni, che hanno scientemente esasperato gli animi e impedito qualsiasi tipo di confronto pubblico e civile. Del resto non ci meraviglia che certe prese di posizione vengano soprattutto da chi, forte dei propri privilegi economici, porta avanti da decenni un’azione sistematica di smantellamento di tutto ciò che è considerato “pubblico”, sanità compresa, a favore delle lobby private.
Abbiamo letto giudizi sommari e attacchi isterici, amplificati dai social media e mossi palesemente da motivazioni lontanissime da concetti pur evocati di “sacralità”, “spiritualità” e “rispetto di luoghi storici”.
Abbiamo subito come comunità un’ondata qualunquista di disinformazione e un’esposizione mediatica senza precedenti, che ha avuto l’evidente complicità e la copertura politica di chi oggi governa il nostro Paese e che ha trasformato un’opportunità di dibattito civile in un gioco al massacro, fatto di accuse strumentali e pura diffamazione.
Chi oggi ipocritamente si appella alla libertà di espressione contro ogni forma di intimidazione, dovrebbe far ammenda del turpiloquio continuo, questo sì intimidatorio, autenticamente “fascista” di pochi – per fortuna – squadristi dell’offesa gratuita e accettare di buon grado che tali condotte vengano trattate come meritano nelle sedi opportune.
Riteniamo soprattutto inaccettabile e vergognosa l’opposizione preconcetta e strumentale al progetto dell’Ospedale di Comunità da parte di persone elette in Consiglio Comunale che, invece di orientare il loro agire politico all’interesse pubblico e della comunità, hanno agito e agiscono per puro tornaconto politico, di fatto in nome e per conto dell’interesse particolare di una poco definita “comunità francescana”.
La “questione di proprietà” ha solo (mal) celato una mera strumentalizzazione politica, probabilmente ai danni della stessa comunità francescana.
Sono addirittura arrivati ad inviare un esposto alle autorità, corredato di relazione di tecnico di fiducia, per negare la proprietà dell’immobile in capo ai Frati, creando un incredibile cortocircuito, pur di togliere il progetto all’amministrazione (e alla comunità)!
Si sono così giocati i tempi supplementari di una partita terminata con le elezioni amministrative scorse, perse malamente da chi su San Francesco ha voluto un “referendum” e non ha ottenuto il risultato sperato!
Come se non bastasse, l’“opposizione al progetto” sembra essere cosa già passata. Negli ultimi giorni la minoranza scrive in un comunicato: “Siamo convinti dell’utilità del progetto non solo per Montella ma per l’intera Alta Valle del Calore”. Considerazione di tenore assolutamente contrario a quella sbandierata in campagna elettorale: “Montella non ha bisogno di un Ospedale di Comunità, non servono altri carrozzoni pubblici … non capiamo come possa essere venuta in mente l’idea di realizzarlo”.
Come ribadito da tante Autorità negli ultimi giorni (il Prefetto di Avellino, il Questore, la Dirigente ASL, il FEC, ma anche Monsignor il Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi), la realizzazione dell’Ospedale di Comunità a Montella è un obiettivo che non possiamo non realizzare, lo chiede il territorio, lo chiedono le comunità.
Non è una “cattedrale” nel deserto, né uno sfregio, ma uno strumento essenziale per garantire cure di prossimità, continuità assistenziale e risposte adeguate ai bisogni sanitari del territorio.
Anche in un momento delicato che ci vede impegnati in un confronto con il Partito Democratico e con il Sindaco Buonopane sul futuro dell’alleanza politica e fortemente critici su diversi aspetti di questo secondo mandato, confermiamo il nostro impegno a favore della realizzazione dell’Ospedale di Comunità a Montella e il nostro appoggio a qualsiasi iniziativa volta a difendere il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e a garantire risposte adeguate ai veri bisogni dell’intera collettività”.



