“Cinque Stelle e Pd sono sempre stati giustizialisti e moralisti nei confronti degli indagati degli altri, ma non hanno battuto ciglio di fronte alle loro liste di centrosinistra inzeppate di indagati, persino alcuni rinviati a giudizio e quindi imputati. Fico che aveva definito molte di queste persone impresentabili, addirittura colluse con la camorra, oggi pur di conquistare il potere, ha fatto un patto con loro”. Ad aprire la kermesse per la presentazione della lista di Forza Italia (capolista l’ex sindaca di Avellino Laura Nargi; Livio Petitto, consigliere regionale uscente, Selenia Panebianco, segretaria cittadina degli azzurri di Montoro, Fabio Di Pietro, componente del direttivo provinciale di Fi; Giuliana Franciosa vicesegretario provinciale di Forza Italia ha moderato l’incontro) all’hotel De La Ville, è il candidato alla presidenza della Regione, il vice ministro degli esteri Edmondo Cirielli.
“Questi soggetti, per anni, hanno voluto ergersi a giudici morali, stabilendo di volta in volta chi potesse o meno candidarsi. Oggi, però, guarda caso, hanno completamente stravolto il loro stesso codice etico: temendo che la nostra coalizione, per la prima volta negli ultimi dieci anni, possa davvero vincere, hanno capovolto idee e principi, arrivando a candidare degli indagati”, scandisce Cirielli.
“L’ennesimo segno di incoerenza e opportunismo, dettato solo dalla sete di potere. Le nostre liste, invece, sono composte da persone perbene”, sottolinea il meloniano che guida il centrodestra. Che continua: “Dopo il governo giallo-rosso, i Cinque Stelle hanno continuato a comportarsi in modo ambiguo, e dopo aver perso le elezioni tre anni fa, hanno avviato la costruzione del cosiddetto campo largo, culminato con la candidatura di Fico. Ma Fico, con i suoi ultimi comportamenti, ha scelto di essere in perfetta continuità con De Luca, avallando dieci anni di malgoverno.
E allora – afferma Cirielli – è giusto che vengano giudicati per ciò che hanno fatto. Noi, democraticamente, abbiamo il diritto di dire cosa vogliamo fare per risolvere i problemi che loro hanno creato”.
Secondo Cirielli la Campania, “oggi, è in ginocchio. Lo dicono tutti i dati ufficiali: abbiamo la peggiore sanità d’Italia. Secondo l’Istat e gli indicatori nazionali, i cittadini campani vivono in media due anni in meno rispetto alla media italiana; la regione registra il più alto tasso di mobilità sanitaria passiva, cioè la maggiore percentuale di cittadini costretti a curarsi altrove. Mancano medici e infermieri, e quando il governo Meloni, con il ministro Schillaci, ha dato la possibilità di sforare i tetti di spesa per assumere nuovo personale sanitario, la Campania è rimasta ferma, a differenza di regioni come Basilicata, Calabria e Lazio.
Le performance degli ospedali sono drammatiche: meno della metà dei pazienti colpiti da infarto riceve soccorso entro 90 minuti, abbiamo il più alto tasso di mortalità per ictus e traumi, e persino la mortalità materna e quella legata alle fratture di femore negli anziani sono tra le peggiori d’Italia. Con la metà delle ambulanze rispetto alla media nazionale e liste d’attesa interminabili, la sanità campana è allo stremo.
A questo – è l’affonda del vice ministro – si aggiunge un quadro sociale ed economico devastante: la Campania è la regione più povera d’Europa per indice di rischio povertà, con la più alta disoccupazione generale, femminile e giovanile. Negli ultimi dieci anni, durante il favoloso governo del Pd, migliaia di giovani campani, perlopiù laureati, che hanno lasciato la nostra terra in cerca di opportunità al Nord o all’estero.
Di fronte a questi numeri, chi ha governato non ha alcun diritto di parlare del futuro: deve solo rendere conto del passato.
Anche sull’uso dei fondi europei, i dati parlano chiaro: la Campania ha ricevuto 3,4 miliardi di euro per il Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027, destinati a infrastrutture come la ferrovia Salerno–Avellino o il raddoppio del raccordo autostradale Salerno–Avellino. Ebbene, di questi fondi è stato impegnato solo il 14% e speso appena il 4%. Lo stesso vale per i 1,3 miliardi destinati a politiche sociali e di inclusione: impegnato solo il 30%, speso il 16%.
Questa – incalza Cirielli – è la misura del loro fallimento.
Noi, invece, possiamo rappresentare un programma credibile, con la forza e la coerenza di chi vuole davvero cambiare. Ci sono tanti elettori indecisi, molti che pensano al voto disgiunto e altri che non intendono votare. Ma il nostro entusiasmo, la nostra presenza sul territorio e la partecipazione sincera dei cittadini ci rendono fiduciosi.
Le nostre manifestazioni sono piene di persone libere, non di truppe cammellate, come invece accade nei comizi di Fico, dove spesso i dipendenti della sanità e delle aziende regionali vengono invitati a presenziare e applaudire. Questo clima di intimidazione e di controllo politico sulla vita sociale noi vogliamo cancellarlo.
Siamo convinti che la nostra coalizione crescerà ancora: i sondaggi veri ci vedono a un passo dal successo. Le nostre liste sono forti, aperte a volti nuovi e a persone che non hanno mai fatto politica, ma che credono nel cambiamento.
E per questo sono certo che otterremo un risultato straordinario.
Forza Italia, con il suo entusiasmo e la sua coerenza, guiderà – è la conclusione – questa coalizione verso la vittoria, perché la Campania, pur essendo oggi in ginocchio, può e deve risollevarsi. Come abbiamo detto, possiamo tornare grandi”.
Anche il consigliere regionale Livio Petitto è convinto della vittoria: “Fino a qualche giorno fa ci davano per spacciati, oggi siamo sotto per pochi punti percentuale. E siamo solo all’inizio. Forza Italia è il primo partito della provincia: molti amministratori con De Luca sono stati sotto scacco, oggi sono liberi. C’è poi il voto disgiunto: non sappiamo quanti nel centrosinistra siano veramente convinti a votare Fico.
Cirielli è autorevole, è membro del governo: significa che la Meloni sta puntando sulla Campania. Se vincessimo, finalmente potremmo dare risposte ai problemi che si sono su questo territorio. Primo fra tanti quello dell’acqua: abbiamo perso il treno dei fondi del Pnrr mentre in Irpinia c’è una dispersione idrica del 70 per cento perché non abbiamo investito s abbiamo la bolletta idrica più alta della Campania”.
“Sento tanto calore intorno a me, tanto entusiasmo. Sento la grande responsabilità di rappresentare l’Irpinia, una terra che grida vendetta politica”, dice Laura Nargi. “Il mio rapporto con De Luca? Sono una donna delle istituzioni, ho seguito una filiera istituzionale della quale faceva parte anche il governatore”, chiarisce l’ex sindaca di Avellino.
Per Angelo D’Agostino, coordinatore provinciale di Fi, l’obiettivo della vittoria è alla portata del centrodestra e Forza Italia sarà il primo partito.
“Sembrava dovessimo perdere e alla fine abbiamo vinto. Scegliete se è la cronaca della partita di oggi dell’Avellino o quella delle prossime elezioni”, dice Fulvio Martusciello, coordinatore regionale degli azzurri ed europarlamentare. “Vinciamo in tutte le province. Avremo un vero cambiamento. La lista di Fi in Irpinia è fortissima e avrà in assessore regionale”. Poi attacca Fico: “Pensavo che la R vicino al cognome di Fico significasse Roberto, in verità vuol dire retromarcia. Fa retromarcia su tutto: aveva detto no a Mastella e se lo è preso, no agli impresentabili e se li è presi, ha detto sì infine all’idea del faro di De Luca. E’ disarmante”.






