Venerdì, 24 Luglio 2026
01.37 (Roma)

Ultimi articoli

Secondo classificato, dal difficile processo di crescita alla scoperta del legame profondo con il padre

“Da bambino lo osservavo in silenzio e lo ascoltavo nei frammenti di parole che diceva a un collega, alla mamma o amici di famiglia. Lo ammiravo con stupore mentre si muoveva nel suo mondo fatto di attenzione e pazienza. Non capivo esattamente cosa facesse ma lo capivo abbastanza da intuire che aveva un ruolo. Che le sue mani avevano un sapere. Che aveva un peso. E quella percezione, così viscerale e istintiva, mi rimase addosso”. Scrive così Alberico Parente nel raccontare nel suo romanzo “Secondo classificato”, edito da Marketing d’autore, il rapporto fatto di ammirazione, ricerca di approvazione ma anche di distanza che lo legava a suo padre, cuore del volume. Una relazione che si nutriva di sguardi, a volte di silenzi e rimproveri, di fronte a quella che appariva una figura inaccessibile, in cui l’amore c’era ma non poteva essere esternato. Una relazione che si trasformerà profondamente dopo la malattia del padre. La scoperta del tumore finisce per abbattere le barriere, per avvicinare padre e figlio, a piccoli passi “con frasi normali che custodivano dentro una rivoluzione”. “Fino a quel momento il nostro era stato un rapporto semplice, corretto ma segnato da una distanza invisibile. Una distanza fatta di pudore, di parole non dette, di affetto lasciato lì sospeso, come una cosa che si dà per scontata Non ci mancava il rispetto, nè l’amore ma sembrava che nessuno dei due sapesse davvero come raggiungere l’altro”. Dopo la malattia quella distanza cadrà, nella consapevolezza che il tempo stringe e che i momenti da trascorrere insieme non saranno infiniti. La certezza che l’amore non ha bisogno di essere detto o spiegato ma solo vissuto “Nell’ombra di una stanza, in una mano appoggiata con leggerezza su una spalla stanca” lascerà il posto a una fame profonda di verità e vicinanza: “Parlare diventava naturale. Condividere quasi necessario. La malattia, pur nella sua crudeltà, aveva aperto uno spazio tra di noi, uno spazio fatto di parole, di sguardi, di presenze vere”. Era un riscoprirsi giorno dopo giorno, a partire dalle lezioni di guida fino alle partite dei mondiali guardate insieme, lasciando cadere armature, imparando a conoscersi davvero. L’autore racconta, attraverso pagine in cui è facile riconoscere frammenti della propria storia, con una sincerità disarmante, il suo processo di crescita, a partire dalla scelta della scuola superiore che non potrà che essere l’Itis, per seguire le orme paterne, malgrado sia sempre stato brillante negli studi e la madre abbia sempre sognato il liceo per lui. Centrali in questo percorso le prime amicizie come quelle con Maurizio, Tonino e Vincenzo, compagni di scuola o di gioco, che diventeranno punti di riferimento preziosi nei momenti più difficili, con cui condividere la passione per lo sport e lo studio ma anche lo sguardo sul mondo, pronti a consigliarlo e incoraggiarlo. Dalla prima esperienza di campeggio con gli amici, che si fa scoperta di un mondo nuovo, ai primi amori e delusioni come quella rappresentata da Roberta, con la quale sembra instaurarsi subito una misteriosa sintonia. Dal desiderio di primeggiare nello studio con cui dovrà fare, un po’ alla volta i conti, all’amore per il calcio, autentico spazio di libertà, fino alla scoperta dell’atletica, nata quasi per caso, dal consiglio di un amico durante il campeggio, uno sport che gli insegnerà a non arrendersi mai e che arrivare secondo non sempre è una sconfitta, se sai di aver fatto del tuo meglio, soprattutto se a guardarti c’è tuo padre.  “In quel mondo mi sentivo libero di esprimermi, di mettermi alla prova, di sfidare me stesso. E allo stesso tempo, parte di un gruppo unito da una passione comune, dove ognuno correva per sè ma anche per tutti”. Il protagonista imparerà, a poco a poco, a dare il giusto valore alle cose, a tenere insieme disciplina e spensieratezza, responsabilità e libertà, i doveri della scuola e le passioni, senza paura di non essere all’altezza o di essere secondo a qualcuno, Parente traccia con una scrittura profonda e attenta il ritratto di una generazione cresciuta con la consapevolezza che lo studio costa fatica e sacrificio e che lo sport è una scuola di vita,  ragazzi per i quali una partita con gli amici era tutto, che si emozionavano anche solo nel parlare su un prato con la ragazza amata, per i quali i genitori erano un esempio da seguire, dei maestri di vita ma anche dei modelli da non deludere. Una generazione che varcherà la linea d’ombra non senza sofferenza, scoprirà quanto sia doloroso diventare grandi, soprattutto quando passa per la perdita di un genitore. Bellissima la lezione di dignità che il padre consegna al figlio,  negli ultimi mesi di vita, attraverso il suo modo di affrontare la malattia, cercando di essere più presente mai, come se avesse intuito la verità fino in fondo.  Non rinuncerà ad andare al lavoro e continuerà a preoccuparsi per la moglie e i figli, quasi in cerca di qualcuno che possa vegliare su di loro al proprio posto, offrendo ai familiari la grande prova d’amore. Il protagonista dovrà imparare a camminare con le proprie gambe ma sentirà che quel legame non può essere spezzato dalla morte, continuerà a portare con sè i suoi consigli, la sua lezione di vita, fatta di valori come umiltà e altruismo “In quei mesi avevo ricevuto da mio padre il dono più grande: lui stesso. La sua presenza piena, il suo esempio, il suo amore imparato tardi ma con forza. Quel periodo breve e irripetibile in cui avevamo camminato fianco a fianco, condividendo parole, silenzi, gesti minimi ma decisivi, è ciò che più mi ha definito”.

Condividi

Cronaca

Nella costante dedizione alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino ha accolto altri…

Lieto fine per la storia del bambino di 9 mesi che una decina di giorni fa venne ricoverato d’urgenza al…

Falsi incidenti stradali, il processo sarà celebrato nell’Aula bunker Ticino 2 del carcere di Poggioreale ll. L’istruttoria dibattimentale è prevista…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Il Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, lascia il capoluogo irpino per assumere il prestigioso incarico di Prefetto di Bari. A raccoglierne il testimone sarà la dott.ssa Franca Fico, nominata Prefetto, già Viceprefetto Vicario e Coordinatore della Prefettura di Napoli, dirigente della carriera prefettizia con una lunga e qualificata esperienza nell’Amministrazione...

Rossana Riflesso prefetta di Avellino è ora il nuovo prefetta di Bari. La nomina è stata deliberata oggi dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Riflesso succede a Francesco Russo, che ha concluso il proprio incarico dopo il pensionamento avvenuto nelle scorse settimane. Originaria di Bari,...

E’ Ambiente é/e Vita, sez. provinciale di Avellino, a intervenire sulla riforma della legge sulla caccia (DDL 1552), approvata dal Senato e ora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva. “La Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) fu...

Un omaggio a San Giuseppe Moscati, nell’anniversario della nascita, nel segno della testimonianza di carità e misericordia lasciata dal santo medico e del legame forte con la comunità serinese. Una festa capace di richiamare ogni anno fedeli presso l’edicola dedicata a San Giuseppe Moscati in località Pozzillo ma soprattutto un...

Ultimi articoli

Attualità

E’ Ambiente é/e Vita, sez. provinciale di Avellino, a intervenire sulla riforma della legge sulla caccia (DDL 1552), approvata dal…

Incontro a Palazzo Caracciolo tra il presidente della Provincia, Fausto Picone e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil…

Arriva dall’Arci Avellino una nota sulla vicenda relativa alla morte il 19 luglio 2026, nel quartiere Pilastro di Bologna, Abderrahim…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy