E’ stato l’Hotel De La Ville ad accogliere il Primo Congresso Provinciale del Partito Liberaldemocratico di Avellino, giovane start-up in ambito politico. Buona la partecipazione. Come tutte le start-up, è un’attività giovane, con forti potenzialità di crescita e si pone l’obiettivo di innovare, stravolgendo un settore — in questo caso quello politico — ormai vecchio e fermo da troppi anni.
Durante i lavori congressuali, l’Avv. Salvatore Pastore, già componente della direzione regionale del partito, è stato eletto Segretario Provinciale di Avellino del Partito Liberaldemocratico. La sua mozione ha raccolto un ampio consenso, espressione della volontà condivisa di dare un forte impulso al nuovo progetto ad Avellino e Provincia, segnando così un momento significativo per l’area politica liberale del territorio e per tutto il centro.
Il Congresso ha inoltre proceduto alla nomina della Direzione Provinciale, composta da Giovanni Bini, Angela Testa, Carmine Venuta e Romina Testa. “Idea guida la scelta di partire prima dall’idea di società e solo dopo dalle proposte politiche e dall’organizzazione. Un modo di fare politica che tenga a cuore la trasparenza, il merito, i risultati tangibili. Un nuovo centro sta nascendo, Il liberalismo avellinese riemerge prepotentemente per riaffermare i suoi valori” sottolinea il Segretario Provinciale Avv. Salvatore Pastore -Abbiamo tanta voglia di fare per dare soluzioni concrete ai problemi dei cittadini nello spirito liberale, democratico e moderato che da sempre fa parte del modo di essere degli avellinesi. Il nostro è un impegno che nasce in primis da un dovere di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni”.
Il congresso è stato caratterizzato da un dibattito politico di alto profilo. A partecipare al confronto l’Avv. Achille Benigni; Bruno Gambardella – Radicali italiani; Alfonso Maria Gallo – Più Europa, Pasquale Lauri – Segretario Regionale Partito Liberaldemocratico
La sfida è quella di costruire un’alternativa seria, competente e radicata nei territori al bipolarismo e capace di attrarre il consenso di tutto quell’elettorato che ha smesso di votare.



