“Avvertiamo la necessità di condividere un percorso e non cercare per forza, sotto la guida della direzione regionale, l’unitarietà. Perché una cosa è l’unitarietà, altra è l’unanimismo”.
Ad aprire la conferenza stampa convocata da Vittorio Ciarcia, questa mattina presso la sede del Pd irpino, è stato Felice Edigio, giovane segretario Pd del circolo di Santa Paolina. “Vogliamo dare spazio alla democrazia interna, cioè alle idee», dice. “Crediamo nella forza delle idee e nel principio della condivisione. Crediamo nel Pd irpino: abbiamo sostenuto Maurizio Petracca alle regionali, ma prima ancora, al Comune di Avellino, siamo stati supporter di Antonio Gennaro. Non ne facciamo una questione di parte politica, ma di discorso programmatico: non parteggiamo per nessuno, proponiamo idee. Per tale ragione, prima che possa essere distrutta la nostra casa comune, il Pd, dove siamo cresciuti, chiediamo un confronto”.
Ciarcia va al sodo, annunciando la sua candidatura a segretario provinciale del Pd: “Il partito si è approcciato a questo congresso in maniera un po’ confusa. Era stato deciso un congresso unitario, ma poi ci sono stati due candidati, che oggi però si sono ritirati. Il congresso è stato rinviato. Ora bisogna trovare una soluzione: mi propongo come segretario unitario perché in queste stanze ho fatto la gavetta, perché penso di avere le giuste competenze e la giusta attitudine. Non chiedo una convergenza sul mio nome, ma su alcuni punti programmatici. Chiedo un partito che sia un laboratorio, che sia aperto, inclusivo, coinvolgente, partecipato”.
Le proposte. La prima: “Una scuola di formazione politica per attrarre nuovi talenti, per formare una nuova classe dirigente, una scuola di formazione per le nuove generazioni.
Seconda proposta: “Una conferenza programmatica: perché lo scopo del partito è interrogarsi sulle problematiche della provincia: sanità, infrastrutture, lavoro e sviluppo. Se il partito non ha una visione, non riusciremo mai a realizzare un vero cambiament”.
Terza proposta: “Costruire il campo largo per le amministrative”.
“Prima della segreteria di Nello Pizza – continua – il Pd ha subito sette anni di commissariamento. Oggi c’è bisogno di un rilancio del partito, di una rigenerazione della classe politica del Pd. Soprattutto, ma non solo, perché siamo a ridosso di molte scadenze elettorali importanti: si vota non ad Avellino e altri comuni e tra un anno anche alle politiche. La mia è una sfida e un appello alla classe dirigente locale, regionale e nazionale ad aprire una discussione sulle proposte, trovando unitarietà. Lo so, mi propongo anche in maniera irrituale, perché sappiamo che in politica si deve essere candidati. Il partito non ha bisogno di teste di legno o di chi si mette in gioco per un incarico retribuito. Sono venuti fuori tanti candidati a segretario in questi giorni. Ad esempio si è candidato Antonello Cerrato, che però ha un piccolo problema: persona rispettabilissima, è stato candidato alle regionali con la lista ‘A testa alta’. E noi abbiamo visto che a Caserta la commissaria del Pd provinciale, la senatrice Susanna Camusso, ha espulso dal partito chi si era candidato o aveva pubblicamente sostenuto una lista diversa dal Pd. Lancio allora una sfida di alto profilo, per evitare una mediazione al ribasso sul candidato segretario. Non abbiamo bisogno di teste di legno, ma di segretari veri”.



