Parte male il confronto nel centrosinistra per la costruzione dell’alleanza per le prossime amministrative di Avellino.
Nel tardo pomeriggio, presso la sede del Pd in via Tagliamento, è in programma il primo tavolo tra le forze politiche dell’area progressista. Ma non ci sarà Noi di Centro, che in una nota annuncia di non partecipare perché il Pd non avrebbe fornito chiarimenti sulla necessità imprescindibile del modello di alleanza di campo largo.
Ma il Pd un pezzo del Pd forse non può farlo. Perché è dalla presenza del campo largo che dipende la scelta del candidato sindaco.
Da tempo circolano alcuni nomi di possibili aspiranti alla guida del Comune. Tra i più citati ci sono gli ex consiglieri comunali dem Enza Ambrosone, Luca Cipriano, Nicola Giordano e Francesco Todisco. Tutti candidati di partito, del Pd, rappresentativi del campo largo.
Ambrosone è particolarmente attiva nel partito ed è impegnata nell’organizzazione del congresso provinciale, oltre ad aver presentato la lista democratica per il Consiglio provinciale. Cipriano ha dichiarato la propria disponibilità a candidarsi. Giordano insiste invece sulla necessità di scegliere il candidato sindaco attraverso le primarie. Todisco, presidente del Consorzio di bonifica del Volturno, mantiene una posizione più defilata ma continua a essere presente nei principali appuntamenti politici di centrosinistra. Tutti candidati con una storia di centrosinistra.
E poi c’è l’imprenditore Walter Giordano, che ha dichiarato la propria disponibilità a candidarsi ma solo con il centrosinistra. All’interno del Pd, tuttavia, c’è chi spinge per la soluzione Giordano, ritenuta da alcuni l’unica opzione praticabile per vincere, anche a costo di mettere in discussione l’alleanza con le altre forze della coalizione. Ed è anche per questo che i mastelliani avrebbero deciso di non partecipare al tavolo. Un candidato civico cioè Giordano non convince neppure una parte del Pd, della sinistra e delle associazioni. Che chiedono un profilo politico con una storia riconoscibile nel campo progressista.
A puntellare l’alleanza ci sono poi il presidente della Regione Campania Roberto Fico e Piero De Luca, segretario regionale del Pd. Non basta.
L’appuntamento di oggi in via Tagliamento dovrebbe servire a provare a sigillare un patto di alleanza. Ma pare non sarà così. Non solo perché non sono state coinvolte le associazioni civiche: Avellino Prende Parte, guidata da Francesco Iandolo, Controvento di Generoso Picone e SiPuò di Amalio Santoro dovrebbero essere convocate in un secondo momento.
La questione vera è che il centrosinistra non può decidere. Perché un pezzo del Pd attende di capire che cosa accadrà nel campo opposto, dove tutto è fermo al terzo incontro interpartitico. La dinamica è simile a quella del centrosinistra. Se i partiti dovessero decidere di presentarsi con i propri simboli, i nomi che circolano come possibili candidati sindaco sono: Francesco Pionati e del notaio Pellegrino D’Amore. La soluzione sarebbe semplice.
Invece no. C’è un’interlocuzione in corso tra Forza Italia e l’ex sindaca Laura Nargi. Che non sembra intenzionata ad accettare una candidatura alla guida di un centrodestra composto dai partiti con i propri simboli. La sua eventuale disponibilità potrebbe essere legata a un progetto civico più ampio. Non a destra ma a centro.
Non è escluso infatti che l’ex sindaca scelga di non scendere in campo in prima persona e di appoggiare, alla fine, la candidatura di Giordano, sostenuta anche da un pezzo del Pd. È per tale ragione che il centrosinistra al momento non decide.



