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Dello Russo lancia la sfida alla guida dell’Ordine dei Commercialisti: accompagnare la professione in un tempo di cambiamento

E’ Dorotea Dello Russo, tra le candidate, alla guida dell’Ordine dei Commercialisti a illustrare le trasformazioni che hanno caratterizzato la professione e il ruolo a cui è chiamato l’Ordine “Un’istituzione che non si limiti a svolgere una funzione amministrativa, ma che sappia accompagnare la professione in una fase di cambiamento profondo. Il mercato evolve rapidamente e il ruolo del Commercialista oggi è sempre più complesso: non siamo solo tecnici, ma consulenti strategici, interlocutori qualificati delle imprese, delle famiglie e delle istituzioni. In questo contesto, l’Ordine deve fare un salto di qualità e diventare un punto di riferimento operativo, capace di offrire orientamento, strumenti e visione.

Un aspetto centrale di questa evoluzione è la costruzione di reti tra professionisti. Credo fortemente in un Ordine che valorizzi le competenze presenti sul territorio, che le renda riconoscibili e che favorisca la collaborazione tra colleghi. In quest’ottica si inserisce il progetto della mappa delle specializzazioni, pensata non come un elenco formale, ma come uno strumento concreto per mettere in connessione professionalità, creare sinergie e rafforzare il ruolo della categoria. Accanto a questo, ritengo fondamentale il tema della trasparenza dell’Ordine e del suo operato. La trasparenza non è un principio astratto, ma un metodo di lavoro: chiarezza nelle scelte, accessibilità delle informazioni, comunicazione ordinata e comprensibile. Solo così si costruisce fiducia e si rafforza il senso di appartenenza alla comunità ordinistica”.

Dello Russo chiarisce come “Il Commercialista è un professionista abilitato, responsabile, che svolge un ruolo delicato e strategico. L’Ordine deve essere presente anche nel tutelare l’autorevolezza tecnica e la dignità del lavoro dei colleghi, affinché il loro contributo sia riconosciuto e rispettato nel rapporto con le istituzioni. Nei prossimi quattro anni immagino un Ordine più vicino ai colleghi, capace di muoversi sul territorio, di rappresentare tutte le realtà professionali, dal centro alla provincia, e di cambiare passo senza perdere equilibrio!

Centrale l’attenzione ai giovani “Eppure troppo spesso ai giovani viene chiesto di comportarsi come se lo fossero dal primo giorno. È qui che l’Ordine deve fare la differenza. La prima azione concreta è esserci davvero nelle fasi di ingresso alla professione. Non con formule rituali o incontri sporadici, ma con percorsi strutturati di orientamento, formazione realmente utile e occasioni di confronto con chi la professione la esercita ogni giorno. I giovani non hanno bisogno di sentirsi dire “resisti”, ma di capire come crescere. Nei primi anni di attività, poi, il sostegno deve diventare ancora più pratico. Penso a un Ordine che favorisca l’incontro tra competenze, che crei connessioni tra studi, che aiuti i giovani a non sentirsi soli davanti alle difficoltà quotidiane. Perché il talento, se resta isolato, rischia di spegnersi. Se invece viene messo in rete, diventa valore per tutti. C’è anche un tema culturale da affrontare, con un pizzico di sincerità: i giovani non sono “il futuro” da tenere in sala d’attesa ma sono il presente della professione e vanno coinvolti subito, ascoltati, responsabilizzati. Non spettatori, ma parte attiva della vita ordinistica. Il nostro obiettivo è creare un ambiente in cui l’ingresso nella professione non sia un percorso a ostacoli lasciato alla fortuna del singolo, ma un cammino accompagnato, meritocratico e stimolante. Un Ordine che non dica “ai miei tempi…”, ma che abbia il coraggio di dire “adesso”. Se vogliamo davvero una professione forte domani, dobbiamo investire sui giovani oggi”

Uno sguardo che non può dimenticare il digitale  “E il rischio più grande, oggi, non è la tecnologia in sé, ma arrivare impreparati. Il ruolo dell’Ordine deve essere quello di accompagnare gli iscritti in questa transizione, senza allarmismi ma anche senza superficialità. La tecnologia deve essere governata, compresa e utilizzata come strumento a servizio del professionista, non subita. Per questo intendiamo investire in un Ordine sempre più specializzato, capace di offrire supporti concreti e competenze qualificate. Abbiamo già avviato rapporti con ingegneri informatici e centri di ricerca che operano nel campo della digitalizzazione avanzata e delle tecnologie 5.0, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale integrata a livelli evoluti. L’obiettivo è chiaro: portare queste competenze dentro l’Ordine, trasformarle in servizi utili e accessibili per i colleghi, aiutando gli studi professionali a comprendere, adottare e utilizzare strumenti innovativi in modo consapevole e sicuro. Questo significa formazione realmente qualificata, confronto interdisciplinare, sperimentazione guidata e supporto operativo. Non corsi generici, ma percorsi pensati per le esigenze reali della professione, anche dei piccoli studi e di chi opera lontano dai grandi centri. L’intelligenza artificiale può supportare analisi, processi e organizzazione. Ma il valore resta nella competenza, nel giudizio e nella responsabilità del Commercialista. Su questo l’Ordine deve essere fermo: la tecnologia non sostituisce il professionista, lo rafforza, se viene utilizzata correttamente. Il nostro impegno è rendere l’Ordine un facilitatore del cambiamento, un luogo in cui l’innovazione non fa paura, ma diventa un’opportunità concreta di crescita per tutta la categoria. Perché il cambiamento tecnologico si può subire, oppure si può guidare; noi abbiamo scelto la seconda strada”.

Cruciale anche il ruolo della formazione “Oggi molti colleghi vivono l’aggiornamento professionale come un adempimento necessario più che come un’opportunità reale. Questo è un segnale che non va ignorato. Il compito dell’Ordine è cambiare passo: passare da una formazione spesso standardizzata a una formazione mirata, attuale e aderente alla realtà degli studi.

La nostra proposta parte da un principio semplice: meno teoria fine a se stessa, più strumenti concreti. Formazione su temi che incidono davvero sul lavoro quotidiano, sulle nuove responsabilità del professionista, sull’evoluzione del mercato, sulla digitalizzazione e sull’innovazione. Un elemento per noi fondamentale è il coinvolgimento delle competenze presenti sul territorio. L’Ordine dispone di professionisti preparati, specializzati, con esperienze di altissimo livello che troppo spesso restano invisibili. Crediamo che sia arrivato il momento di valorizzarli anche nel ruolo di formatori, affiancandoli – quando necessario – a contributi esterni, ma senza dipendere sempre e solo da questi ultimi”

Per ribadire la necessità di “ascoltare i bisogni dei colleghi. Soprattutto quelli che ogni giorno tengono aperto uno studio piccolo, spesso da soli, con responsabilità enormi e pochissimo tempo. Per rendere l’Ordine più vicino servono strumenti semplici e presenza reale, non strutture complicate. Significa avere canali di confronto chiari, facilmente accessibili, e soprattutto risposte. Perché l’ascolto, se non porta a una restituzione, resta solo una buona intenzione. Voglio un Ordine che sia raggiungibile, che non faccia sentire il collega “di provincia” o il piccolo studio un passo indietro. Un Ordine che conosca le difficoltà operative quotidiane e che sappia orientare, chiarire, supportare. Anche nelle piccole cose, che spesso sono quelle che fanno la differenza. Rappresentare davvero significa anche mettersi dalla parte dei colleghi nei momenti complessi, farsi carico delle istanze e portarle avanti con serietà e competenza. Non parlare al posto dei professionisti, ma insieme ai professionisti.

Il mio obiettivo è un Ordine che torni a essere una casa comune, non un luogo distante. Un Ordine che ascolta, risponde e accompagna, senza far sentire nessuno solo”

 

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