Un momento di riflessione profonda, ma anche di memoria e impegno condiviso. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo l’ANMIL di Avellino ha presentato a Montella, davanti a 150 persone, lo studio “Donne e precariato: una scelta imposta”, realizzato su iniziativa del Gruppo Donne ANMIL, attivo da 26 anni e nato dal forte sodalizio tra invalide del lavoro e superstiti delle vittime del lavoro.
Lo studio affronta un tema ancora troppo spesso sottovalutato: il legame tra il precariato femminile e il rischio infortunistico. L’analisi si concentra in particolare su alcune delle dinamiche che alimentano il cosiddetto “tetto di cristallo”: la dequalificazione professionale, le difficoltà di accesso alla carriera e le discriminazioni che ancora oggi colpiscono molte lavoratrici. Ostacoli che, troppo spesso, costringono le donne a ripiegare su lavori irregolari o privi della necessaria formazione, esponendole a maggiori rischi per la propria salute e sicurezza.
La giornata e lo studio sono stati dedicati alla memoria di Luana D’Orazio, morta a soli 22 anni mentre svolgeva il suo apprendistato manovrando un orditoio, e alle gemelle Sara e Aurora Esposito, scomparse a 26 anni nell’esplosione di un laboratorio abusivo di fuochi d’artificio. Storie diverse, accomunate da una stessa ferita: quella di vite spezzate troppo presto a causa del lavoro.
MONTELLA LUOGO SIMBOLO
Dopo l’evento nazionale tenutosi il 6 marzo presso la Camera dei deputati – realizzato grazie alla collaborazione della Presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, On. Chiara Gribaudo – la Sede ANMIL di Avellino ha scelto Montella come luogo simbolico per proseguire la riflessione sul territorio. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Rizieri Buonpane.
LE MALATTIE PROFESSIONALI
Numerosi gli spunti di riflessione emersi durante l’incontro. Nelle parole del Presidente ANMIL di Avellino Carmine Iannece, della Presidente ANMIL Campania Patrizia Sannino, del Presidente ANMIL Napoli Giovanni Mondini e del Direttore Generale ANMIL David Mosseri è risuonato un impegno chiaro e rinnovato: continuare a difendere i diritti delle vittime degli infortuni sul lavoro e di chi è colpito da malattie professionali, denunciando al tempo stesso condizioni lavorative che ancora oggi penalizzano molte donne.
DONNE INFORTUNATE SUL LAVORO
Particolarmente toccanti le testimonianze delle donne rimaste infortunate sul lavoro Natale Nadia, Anna Meccariello e Billi Cristina, che hanno condiviso storie di fatica, resilienza e rinascita, ricordando quanto sia fondamentale non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza e su quanto sia necessario continuare a realizzare iniziative di incontro e sensibilizzazione, come quelle realizzate dall’ANMIL.
Uno sguardo attento agli aspetti normativi e costituzionali che dovrebbero garantire pari opportunità è arrivato dagli interventi della Dott.ssa Marika Borrelli della Prefettura di Avellino, del Consigliere alla Pari Opportunità della Provincia di Avellino Avv. Mario Cerbone, del Vicesindaco del Comune di Montella Dott.ssa Anna Dello Buono e della Vicepresidente del Consiglio per la Parità di Genere Avv. Cinzia Capone.
Con grande partecipazione emotiva si è parlato anche di sicurezza intesa nel senso più ampio del termine, non solo nei luoghi di lavoro ma anche sulle strade. A portare questo messaggio sono stati la Presidente Provinciale AiFVS (Vittime della strada) Anna Diglio Nardone e il Pedagogista Domenico Cerullo, autore di “Basta! Prevenzione e sicurezza sulla strada e sul lavoro” e da anni impegnato nelle scuole per sensibilizzare i più giovani su questi temi.
Un focus sui numeri e sull’andamento degli infortuni è stato offerto dalla Dott.ssa Enza Cuoppolo, Responsabile INAIL di Sant’Angelo dei Lombardi, mentre a chiudere l’incontro è stato l’intervento di Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, che ha richiamato l’attenzione sul valore del ruolo delle donne nella società e sulla necessità di riconoscerne pienamente la dignità e il contributo. All’iniziativa hanno partecipato anche numerose autorità civili, militari e religiose del territorio. Una giornata intensa, fatta di testimonianze, memoria e condivisione, che ha lasciato un messaggio chiaro: costruire un lavoro più equo significa costruire anche un lavoro più sicuro.








