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Economia e sviluppo in provincia di Avellino, la svolta arriva dal Laceno: gli allevatori sbarcano sul mercato del turismo

L’idea del direttore del Consorzio Turistico Angelo Mattia Rocco è quella di integrare la stessa proposta con un più ampio progetto di riqualificazione di alcuni degli edifici comunali abbandonati dislocati in diverse località dell’appennino, e nello specifico sui monti del Laceno

Le “malghe” modello Alto Adige sui monti dell’Irpinia: è questa la proposta lanciata dal direttore del Consorzio Turistico Angelo Mattia Rocco al convegno “Andar per formaggi: Strategie e nuove opportunità del Turismo caseario”, uno dei momenti di confronto con gli operatori della filiera tenutosi nell’ambito della XV edizione del Sic – Salone dell’Industria Casearia – che si è concluso nella giornata di ieri a San Marco Evangelista (Caserta).

EDIFICI PUBBLICI ABBANDONATI

Partendo dalla precedente proposta di recupero dei rifugi di montagna da adibire a strutture per il turismo outdoor, l’idea del direttore Rocco è quella di integrare la stessa proposta con un più ampio progetto di riqualificazione di alcuni degli edifici comunali abbandonati dislocati in diverse località dell’appennino, e nello specifico sui monti del Laceno, da destinare ad attività ed esperienze secondo l’esempio dei pascoli d’alta quota tipici delle Alpi altoatesine. La proposta lanciata in occasione del Sic è stata sin da subito condivisa con la Regione Campania, ed in particolare con l’Assessore al Turismo Enzo Maraio, con il Comune di Bagnoli Irpino e con gli allevatori dell’altopiano, gli attori principali del progetto immaginato.

INTEGRAZIONE TRA ALLEVAMENTO E TURISMO

L’idea alla base è quella di favorire una più forte integrazione tra allevamento e turismo. In una Regione come la Campania, che presenta diverse eccellenze nel settore caseario per lo più localizzate in zone a già forte valenza turistica come la piana del Sele, l’obiettivo è quello di fare dell’allevamento, delle possibili esperienze ad esso collegate e dei prodotti enogastronomici uno dei “turismi” che promuovono e valorizzano l’intero territorio regionale ed in particolare le aree interne. “Gli allevatori – spiega il direttore Rocco – possono diventare gli artigiani del prodotto e rappresentare un punto di eccellenza che può integrarsi all’interno dell’offerta turistica”.

MODELLO VAL GARDENA

Il modello di ispirazione è quello dell’Alto Adige ed in particolare della Val Gardena, un territorio con fortissima presenza di pascoli divenuto in pochi decenni un’area a fortissima vocazione turistica integrando gli allevatori e le loro attività nel processo turistico e dell’accoglienza, puntando sul turismo esperienziale e outdoor, sul potenziamento infrastrutturale, sulla valorizzazione dei “masi”, le tipiche fattorie montane della zona, sul concetto di identità.

INTERCETTARE IL FLUSSO DEI TURISTI

“Possiamo realizzare un’operazione simile nelle nostre zone – continua Rocco – facendo del nostro straordinario patrimonio culturale e paesaggistico un marchio, un’identità. E l’identità si crea partendo dalle scuole, insegnando la bellezza, la passione, l’amore per il proprio territorio. Partendo da qui dobbiamo lavorare, di concerto con la Regione, i comuni, i privati, per integrare allevatori e produttori in un sistema integrato di accoglienza, per intercettare l’enorme flusso di turisti che visitano le principali mete della Campania, per formare una classe di professionisti del comparto turistico che sappia promuovere il territorio, le tradizioni, le tante eccellenze che rendono unici i nostri territori”.

L’ASSESSORE REGIONALE AL TURISMO ENZO MARAIO

“Si conferma – dichiara l’assessore al Turismo della Regione Campania Enzo Maraio – quanto il comparto caseario rappresenti non solo una filiera produttiva di eccellenza, ma anche una straordinaria leva di sviluppo turistico per la Campania. Dobbiamo puntare con decisione su un modello di “più turismi”, capace di integrare esperienze autentiche, territori e tradizioni. Il turismo caseario, insieme ad altri segmenti esperienziali, può valorizzare in particolare le aree interne, creando nuove opportunità di crescita e occupazione. La sfida è costruire un sistema sempre più strutturato, identitario e competitivo, in grado di raccontare al mondo la ricchezza e la varietà della nostra regione”.

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