Il sindacato si ricompatta e chiede alla Regione un tavolo di confronto sul piano di reindustrializzazione del sito ex ArcelorMittal di Luogosano proposto dalla Pico di Salerno. Un passaggio considerato necessario dalle segreterie di Fiom, Fim, Uilm e Uglm Avellino “considerata la rilevanza strategica della vicenda e le importanti ricadute industriali, occupazionali e ambientali sul territorio campano”. Nella nota, inviata al Presidente Roberto Fico e agli Assessori allo Sviluppo, all’Ambiente e alla Formazione e per conoscenza al Prefetto di Avellino Rossana Riflesso, il sindacato sottolinea come l’ultimo incontro in Prefettura dello scorso 15 gennaio non sia servito “a superare le criticità emerse nè ad individuare soluzioni condivise”. Di qui la decisione di chiedere un confronto a livello regionale, coinvolgendo tutti gli Assessorati competenti. “La reindustrializzazione dell’ex ArcelorMittal – rimarca il sindacato – rappresenta un passaggio centrale della vertenza, che a questo punto necessita di un approfondimento ulteriore a livello regionale”.
A Napoli del resto, lo scorso 21 Novembre, è stato ratificato l’accordo per l’ingresso del gruppo salernitano nel sito lasciato nel marzo dell’anno scorso dalla multinazionale indiana. Fonderie Pisano, che in Irpinia dovrebbe produrre manufatti in ghisa utilizzando scarti industriali, si è impegnata ad assumere i 33 lavoratori licenziati e ad investire sul sito oltre venti milioni di euro, attenendosi a tutte le prescrizioni di carattere ambientale. Garanzie che non sono servite a smussare la ferma e convinta contrapposizione dell’amministrazione comunale di Luogosano, rappresentata dal sindaco Carmine Ferrante, e del Comitato “ProteggiAmo la Valle del Calore” al quale hanno progressivamente aderito amministratori e imprenditori, ma anche tanti cittadini.



